Giornale del 10 Marzo 2011 - Speciale Cina - sfoglia il giornale

L’Italia amatissima e difficile: le classifiche di WEF e USTOA

ATTUALITA'

10-03-2011 NUMERO: 9

Invia
Roma - ColosseoL’Italia resta in assoluto la top world destination per i tour operator degli Usa, e per l’ottavo anno consecutivo: non lascia dubbi il sondaggio 2010 della US Tour Operators Association tra i suoi soci, nel quale Australia e Gran Bretagna si piazzano insieme al secondo posto, ma indietro di alcune lunghezze. «Il successo dell’Italia non sorprende, i nostri associati la quotano al top per architettura, percorsi a piedi, atmosfera romantica, buona tavola e buon vino».

 

Importante anche l’analisi delle tendenze nella domanda Usa, che in Italia trova eccellenti risposte: ai viaggiatori americani ora piacciono più di tutto le vacanze “esperienziali” individuali e su misura, seguite a ruota dagli short break e dalle vacanze “affare”, al miglior prezzo possibile. Cresce così la domanda di last minute, insieme a quella per i viaggi con la famiglia (multigenerazionali) e alle crociere fluviali.

 

WEF: la miglior infrastruttura turistica
Conferma il successo dell’Italia – ma nel contempo condanna le molte debolezze della nostra offerta/Paese – The Travel & Tourism Competitiveness Report 2011 del World Economic Forum di Ginevra.

 

Si tratta come noto dell’analisi stilata ogni anno dall’autorevole fondazione ginevrina sulle capacità di competere sulla scena del turismo di una lista di 139 Paesi, tra i quali l’Italia si piazza 27° in assoluto – dietro anche a Malta, Estonia, Cipro e al Portogallo che è 18°. Guadagnamo una posizione rispetto all’Index del 2010, ma siamo al 20° posto nella lista di 42 Paesi europei, dove precediamo di un punto la Grecia.

 

Perché evidentemente non basta che siamo al primo posto nel mondo – pari merito con Austria e Cipro – quanto all’infrastruttura turistica di base: significa che, tra l’altro, abbiamo moltissimi sportelli bancomat internazionali, un'ottima rete di telefonia mobile, una scelta ricca e varia di alberghi e ricettività, una perfetta offerta di autonoleggio e di quasi tutto quel che serve per godersi davvero il Paese.

 

Ma restiamo poco competitivi, come afferma senza mezzi termini il rapporto del WEF, malgrado la ricchezza culturale e i nostri numerosissimi siti del Patrimonio UNESCO, le molte industrie creative.


Le debolezze
La nostra forza cala in aree come l’infastruttura sanitaria e l’igiene (dove siamo al 27° posto), e quella per il trasporto aereo (30° posto). Poi scendiamo al posto numero 84 quando si tratta di normativa e regolamenti di settore – “in consistente peggioramento negli ultimi anni” – al numero 112 per gli investimenti stranieri presenti nel Paese, e infine al numero 119 quanto alla “trasparenza delle scelte politiche del governo”, al numero 111 in fatto di sostenibilità delle nostre imprese turistiche (anche se siamo 16° per la quantità di trattati firmati) e al numero 125 per il costo dei carburanti. Poi richiedono miglioramenti l’infrastruttura per i trasporti a terra, e l’intera offerta rimane poco competitiva quanto ai prezzi, dove siamo al 129° posto assoluto.

 

Nella top ten internazionale della competitività brillano invece, nell’ordine: Svizzera, Germania, Francia, Austria, Svezia, Gran Bretagna, Spagna, Canada e Singapore. All’11° posto c’è l’Islanda, seguono Hong Kong, Australia, Olanda, Danimarca, Finlandia, Portogallo, Nuova Zelanda, Norvegia, Irlanda, e il Giappone al 22° posto.

 

www.weforum.org/ttcr - www.ustoa.com

M.F.

Ultimi articoli in ATTUALITA'