Giornale del 16 Marzo 2011 - sfoglia il giornale

Caro petrolio, fee e fantasia

LINEE AEREE

16-03-2011 NUMERO: 10

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Ancillary fee intI vettori Usa hanno incassato oltre 9,2 miliardi di dollari in ancillary fee nel 2010 – su un totale stimato in circa 22 miliardi, ossia il 5% dei ricavi dell’industria – tra bagagli imbarcati e altri servizi scorporati dalla tariffa base. Ma, denuncia un’analisi della Consumer Travel Alliance, la gran parte dei consumatori non era consapevole delle fee previste quando ha acquistato il biglietto perché i vettori rifiutano di condividere questo tipo di informazione con i loro agenti di viaggi e con gli altri distributori.

 

L’analisi di CTA incrocia i dati di bilancio diffusi dagli otto maggiori vettori Usa per il quarto trimestre del 2010 con le statistiche dello U.S. Bureau of Transportation: vi si afferma che la spesa media in fee nei tre mesi è stata di quasi 37 dollari per passeggero – aggiunge CTA – e di quasi 150 dollari per un famiglia di quattro persone.

 

La soluzione con l’EMD
Ha commentato drastico Andrew Weinstein, direttore di Open Allies for Airfare Transparency: «Procurarsi un biglietto aereo è diventata un’esperienza da “Alice nel paese delle meraviglie”, dove un consumatore deve accettare di comprare prima di sapere quanto il viaggio finirà per costare effettivamente. Le compagnie possono chidere quel che vogliono, ma il libero mercato richiede che l’accesso all’informazione sia efficiente, cosa che non accade in questo momento».

 

Open Allies è il gruppo di pressione costituito a gennaio scorso per opporsi al tentativo (finora mancato) di American Airlines di scardinare l’assetto della distribuzione del trasporto aereo, imponendo il proprio sistema direct connect in alternativa ai gds.

 

Un passo avanti come noto lo ha fatto concretamente Amadeus, che dopo alcuni mesi di sperimentazione ora consente alle agenzie di viaggi finlandesi di vendere le ancillary fee di Finnair con il suo EMD, Electronic Miscellaneous Dcument, il primo creato da un gds appositamente per questa funzione; sono in cantiere anche le soluzioni di Travelport e Sabre.

 

Un pozzo di ricavi potenziali
Intanto sembra che le compagnie – pressate dal caro carburante – stiano escogitando ancora nuovi plus da far pagare ai loro passeggeri, oltre al bagaglio e ai posti con più spazio per le gambe, ai pasti, gli snack e i cuscini. Si parla di un extra per sedili che si reclinano più dello standard, un brunch a base di champagne, l’assicurazione contro la tempesta di neve che ritarda il volo, la corsia preferenziale che accorcia i tempi di security e check-in.

 

«I vettori stanno solo graffiando la superficie di un pozzo potenziale di ricavi per miliardi e miliardi di dollari, se sapranno diventare veri negozi volanti» ha infatti detto al Wall Street Journal il ceo di GuestLogix, fornitore di ITC che appunto produce sistemi di merchandising per il trasporto aereo.

 

Early boarding e travel concierge
Ecco ad esempio cosa si pagherà in più per volare negli Usa, dove già con piccoli vettori come Spirit e Allegiant si paga tutto salvo la toilette: il primo incassa il 27% del volume d’affari in fee (dati del Department of Transportation).

 

American e United – e sarebbe solo l’avanguardia – già vendono il boarding rapido ai loro passeggeri non premium, i quali conquistano così per primi lo spazio sopra le poltrone per il bagaglio a mano che ormai sostituisce quello imbarcato, a pagamento.

 

Delta ha annunciato che toglierà alcune poltrone dagli aeromobili sulla rete internazionale per creare una “Economy Comfort” (tipo quella di Air France) con più spazio tra sedili molto più reclinabili: extra fee tra 80 e 160 dollari per tratta, con sconti per i frequent flyer, probabilmente.

Analogamente il merger United Continental Holdings porterà la Economy Plus di United anche sugli aeromobili dell’incorporata Continental: gratuita per i frequent flyer, mentre United la offre al costo totale di 425 dollari l’anno.

 

US Airways vende i Choice Seats, anche quelli vicini al finestrino o al corridoio centrale o i primi della cabina, anche senza spazio in più per le gambe: il presidente Scott Kirby conta di ricavarne fra 200 e 300 milioni di dollari l’anno, solo spingendo un poco sulle vendite.

 

JetBlue Airways vende film di prima visione, e Delta la connessione wi-fi, altri vettori chiedono supplementi per trasportare minori e animali, cambi data e di orario e anche di destinazione. Ma arrivano a bordo anche i travel concierge a pagamento, che consigliano ristoranti e vendono biglietti di teatro, e se del caso modificano prenotazioni; e poi snack e pasti in scatola, e anche di qualità superiore, poi lo champagne brunch (circa 25 dollari, prenotato in anticipo).

 

consumertravelalliance.org - www.faretransparency.org


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