Giornale del 17 Dicembre 2012

OMT, Rifai: la pressione fiscale non uccida l’incoming

ATTUALITA'

17-12-2012 NUMERO: Giornale Online

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Conferenza Internazionale Turismo - Giordania 2012 - Taleb RifaiMentre in Italia si chiude, per corale ammissione, l’anno peggiore della storia dell’industria, in tutto il mondo lo slancio della domanda delle economie emergenti ha fatto crescere il business totale del turismo fra il 3,5 e il 4% nel corso del 2012. Ma ora la pressione fiscale dei regimi di austerity – ha spiegato Taleb Rifai, il segretario generale dell’OMT – rischia di far perdere il treno dei Brics a molte mete dell’eurozona in crisi.

 

Il messaggio di Rifai ha accompagnato l’annuncio dell’OMT che dava per certa, prima dello scorso weekend, la partenza del viaggiatore internazionale numero un miliardo, nuovo record nella storia del turismo globale. L’OMT, che dal 1976 ha sede a Madrid nel museo del Prado, ha celebrato simbolicamente assegnando il primato alla visitatrice inglese Dale Sheppard-Floy, al suo ingresso nel celebre museo. E con Taleb Rifai ha consegnato l’attestato Josè Manuel Soria, ministro spagnolo per industria, turismo ed energia.


Cinesi e russi trainano la crescita
Le rilevazioni confermano che i turisti cinesi trainano la crescita, aumentati quest’anno di un secco 30%, seguiti dai russi in progresso del 16%: bacini di domanda che offrono una grande occasione di sviluppo alle destinazioni del Mediterraneo, le quali – ha insistito Rifai – dovrebbero fare il massimo per accoglierli come si deve: «Non è accettabile – ha detto in una intervista a Reuters – spendere tanti soldi in promozione e poi spenderne ancora di più per dire loro, di fatto, di non venire».

 

La medicina che uccide malattia e malato
Ad esempio, con la pressione fiscale accresciuta dai programmi di austerity, che rischia di spingere fuori mercato proprio le mete in crisi economica: in Spagna, dove il turismo vale l’11% del Pil, si stima che l’aumento dell’Iva sui servizi leisure dall’8 al 10% abbia fatto perdere al turismo qualcosa come 2 miliardi di euro di business, così che la crescita quest’anno si è fermata al 3%, rispetto all’11% in più conquistato nel 2011, quando la Primavera Araba ha spinto su altre sponde del Mediterraneo quasi 7,5 milioni di turisti persi dal Nord Africa. «Dobbiamo esser certi – ha detto Rifai – che queste tasse siano concepite in teoria e pratica in modo che la medicina non uccida il malato, insieme alla malattia».

 

Fa male all’eurozona in crisi anche la scelta di mantenere regolamenti restrittivi sui visti per i cittadini dei Bric (Brasile, Russia, India e Cina) dove le emergenti classi medie si contano in centinaia di milioni di persone, tutte decise a viaggiare. «Bisogna pensare politiche su misura per loro – ripete Rifai – un visitatore cinese non viene sul Mediterraneo per vedere un solo Paese».

 

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