Giornale del 07 Marzo 2013 - Speciale Cina - sfoglia il giornale

Il Patrimonio del Dragone

Speciale Cina

07-03-2013 NUMERO: 7

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Lijiang - CinaPer noi italiani, pressati su un territorio poco più vasto di 300mila chilometri quadrati, non è facile immaginare cosa possa contenere, quanto a varietà di culture, natura e paesaggio, un Paese esteso su oltre 9 milioni e mezzo di chilometri quadrati, tra sette paralleli e quattro meridiani. È la straordinaria varietà di cui ha parlato Liu Cheng, il nuovo direttore per l’Italia dell’Ufficio Nazionale del Turismo Cinese, annunciando la nuova campagna di comunicazione Beautiful China.


Così la Cina, tra l’altro, è seconda al mondo dopo l’Italia per il numero di siti iscritti nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO: 43 in tutto, tra patrimonio naturale e culturale, alcuni celeberrimi come la Città Proibita di Pechino, la Grande Muraglia e l’armata di terracotta che sotto il monte Li monta la guardia alla tomba dell’imperatore Qin Shihuang. Ma molti altri sono ancora semisconosciuti al turismo, sorprese emozionanti da aggiungere a un viaggio in Cina. A questo suo enorme patrimonio la Cina dedica una brochure in italiano pensata ad uso di operatori e agenti di viaggi, che si scarica dal sito dell’Ufficio Nazionale del Turismo Cinese e sarà presto in distribuzione anche nella sede romana dell’ente. I siti del Patrimonio dell’Umanità vi sono sono identificati sulla mappa del Paese, e sono descritti uno per uno con i dettagli necessari al tour operating: informazioni sugli hotel della zona, sui mezzi di trasporto, ristoranti, cucina tipica e shopping locale;  se del caso è indicato il costo del biglietto di ingresso, e per tutti telefoni, indirizzi esiti web. 

La storia
Ad esempio si scava ancora a Zhoukoudian, 42 chilometri a Sud di Pechino, dove sono stati scoperti negli anni ‘20 i resti del Sinanthropus pekinensis vissuto nel Pleistocene, circa 700mila anni fa: per gli studiosi è probabilmente il primo Homo Erectus nella storia dell’Umanità.


C’è poi la città di Lijiang, nel sud Ovest, patria di poeti e musicisti della minoranza Naxi, con la sua architettura antica, elegante sotto la distesa di tetti a pagoda e perfettamente conservata, malgrado non sia difesa da mura,  in posizione strategica a 2.400 metri di altitudine. È ancora in uso il suo antico sistema idraulico a linee incrociate. Le due antiche comunità rurali di Xidi e Hongcun sono nella provincia di Anhui: esempi intatti di comunità rurali del periodo feudale, circa l’anno Mille, tra le montagne.


Nello Shanxi c’è Ping Yao, ugualmente ben conservato esempio di città Han, fondata nel XIV secolo, dove si stratificano gli stili architettonici della Cina Imperiale in un arco di cinque secoli, tra i periodi Ming e Qing, che fu anche massimo centro finanziario del Paese nel XIX secolo.


Poi ancora nella provincia Jiangsu sono sito UNESCO i giardini classici di Suzhou, capolavori della superba tradizione cinese, datati tra XI e XX secolo. E lo sono anche i Tulou del Fujian: 46 edifici costruiti tra il 1.400 e il 1.900 in un raggio di 120 chilometri nell’entroterra dello stretto di Taiwan, tra risaie, campi di the e tabacco. Sono costruzioni rurali di molti piani, in pietra e legno, perfettamente circolari, e affacciate solo sull’enorme cortile interno con un solo ingresso: sono comunità fortificate che ospitano fino a 800 persone, in pratica un intero villaggio. Ultimo iscritto, a Nord della Grande Muraglia, il sito di Xanadu dove sono stati ritrovati i resti della leggendaria capitale di Kublai Khan, il re mongolo, edificata nel 1256.

La natura
Anche quanto a paesaggio e ambiente la Cina ha un patrimonio straordinario, eccone tre affascinanti scampoli nella lista Unesco. Ad esempio i 72mila ettari nel Nord del Sichuan, dove la valle di Jiuzhaigou raggiunge i 4.800 metri di altitudine combinando ecosistemi diversissimi, tra cascate e spettacolari formazioni carsiche, habitat di centinaia di specie protette, incluso il celebre Panda Gigante. Il quale nella zona ha il suo Santuario, 900mila ettari che danno asilo al 30% dei panda superstiti nel mondo, tra i monti di Qionglai e Jiajin. Sono quel che ne rimane dell’habitat locale, direttamente dal Terziario, dove vivono, ugualmente a rischio di estinzione, il panda rosso, il leopardo della neve e il leopardo nebuloso.

 

Nel Jiangxi, Cina centro orientale, i 23mila ettari del parco del monte Sanqingshan sono disseminati di cascate, laghi, picchi e pinnacoli di granito, sotto i 1.800 metri del monte Huaiyu, avvolto dalla foresta subtropicale e dalle nubi multicolori di un clima mutevole, influenzato dal monsone e dal mare. Nello Yunnan dal vastissimo Parco Nazionale dei Tre Fiumi Paralleli (1.7 milioni di ettari) nascono per l’appunto lo Yangtze, il Mekong e il Salween, che per un lungo tratto corrono paralleli tra ripide gole attraverso ghiacciai e montagne: è l’epicentro della biodiversità cinese, e forse anche del mondo. Ultimo iscritto il sito di Chengjiang, nello Yunnan: 500 ettari disseminati di fossili marini del periodo Cambriano, oltre um milione di anni fa.


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