Giornale del 14 Marzo 2013 - Speciale Turismo Religioso - sfoglia il giornale

Resilient: lo spirito inarrestabile

Speciale Turismo Religioso

14-03-2013 NUMERO: 8

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Cardinali - Conclave intResilient, ossia resistente: lo dicono tutte le analisi del turismo religioso, ovunque e per tutte le fedi. Così l’imprevisto Conclave romano che rischia di coincidere con la Pasqua sta mandando in fibrillazione i tour operator specializzati di mezzo mondo.


L’OMT stimava un paio d’anni fa 330 milioni di viaggiatori l’anno per motivi religiosi – su quasi un miliardo –  e la US Travel Association Usa assicura che il 25% dei viaggiatori farebbe una vacanza spirituale. In Italia il ministro del Turismo quotava nel 2010 il turismo religioso al 2% degli arrivi (2,3% gli stranieri, 1,5% gli italiani), raddoppiato in due anni. L’anno scorso da gennaio ad agosto la Terra Santa ha richiamato l’11% in più di italiani, 21mila solo in agosto, più 52%. Il fenomeno globale si stima in circa 8 miliardi di dollari di fatturato per le sole economie centrate sui santuari: nei primi anni 2000 San Giovanni Rotondo incassava 57 milioni di dollari l’anno, con il luogo sacro di Padre Pio visitato da 100 milioni di pellegrini, molti in giornata. E la Città del Vaticano nel 2011, in piena crisi finanziaria, avrebbe incassato 22 milioni di dollari in più solo in visite a musei e luoghi d’arte. Per non dire di Lourdes, dove il Santuario occupa 30 cappellani a tempo pieno, 292 dipendenti e 120 stagionali: il 4% della popolazione locale.

 

Negli Usa una vecchia battuta dice che Mosè è stato il primo tour leader della storia, mentre gli specialisti coltivano nuove nicchie: le soste devote nei luoghi sacri incorporano nuovi interessi. Il pellegrinaggio modernizza l’idea antica del cammino: con il trekking sul Jesus Trail in Israele, e il percorso Abramo in Medio Oriente, e si ricerca la dimensione dei Patriarchi dormendo nei campi beduini del deserto. Cresce il business del volontariato, individuale e di gruppo, per pochi giorni o mesi, per non dire dei meeting. Solo la Giornata della Gioventù nel 2011 ha portato a Madrid due milioni di ragazzi: uno dei massimi bacini per il turismo comunque organizzato da istituzioni spirituali.

Lusso, dall’India a Grand Bahama
A ottobre del 2012 perfino le Bahamas hanno organizzato il loro primo Religious Tourism Summit a Grand Bahama, per lanciare A New Season for Tourism. Determinatissimo il Pastore Victor: «Coinvolgeremo gruppi religiosi dall’estero, perché tengano qui le loro conferenze, i ritiri, meeting e convention, anche in crociera». Il viaggio di fede evolve così in alta gamma, dalle foresterie dei conventi si trasferisce nei boutique hotel, nei 4 e 5 stelle. E alimenta l’industria delle crociere, dove l’ambiente facilita riunioni di studio e preghiera. Crystal Cruises, compagnia Usa top di gamma, nei suoi nuovi Christian Heritage Tours ha nove escursioni tra pellegrinaggi, visite, e messe. Dall’altro lato del mondo c’è A Spiritual Journey dell’ente del turismo del Punjab: si visitano cinque santuari Sikh, i Panj Takhts, con hotel lussuosissimi, tavola gourmet, benessere e quant’altro.


Diventa di lusso anche il pellegrinaggio alla Mecca, cuore della fede islamica in Arabia Saudita, che richiama 3.8 milioni di pellegrini l’anno (saranno 13 milioni nel 2019), per oltre 22 milioni di presenze nel 2012: circa il 3% del PIL saudita. Così la Mecca sta imprimendo uno sviluppo massiccio all’industria locale, che vale il 46% degli arrivi sul Golfo. Nei pressi della Grande Moschea della Mecca stanno sorgendo un centinaio di torri con altri 25mila letti di ottimo livello, fino a 262mila nel 2016. Il King Abdul Aziz International Airport di Jeddah, il più vicino, espande la capacità da 12 a 14 milioni l’anno, e ne arriva uno nuovo da 7 miliardi di dollari che accoglierà fino a 80 milioni di passeggeri l’anno. Il governo di Ryad spende in infrastrutture 80 miliardi di dollari entro il 2022, la gran parte dedicati ai pellegrini.


Slancio celtico
E ancora: sono passati da 30mila a 36mila l’anno i visitatori – di ogni credo e fede, dicono i custodi – del Pozzo Sacro di Winefride (celtico) nel Flintshire: il governo del Galles dice che nel 2011 sono aumentati del 19% i visitatori britannici per soli motivi religiosi. Le monache del locale Order of the Most Holy Saviour of Saint Bridget hanno aperto una guest house nel 2008. «La gente ha esigenze spirituali, ma non vuole affidarsi alle chiese», ha olimpicamente commentato David Birchall, direttore del St Beuno Ignatian Spirituality Centre di Tremerchion. Tutto con il patrocinio di St. Dyfnog, uno dei Santi Celti, che qui visse intorno al VI secolo. La regione fiorisce dopo il lancio della North Wales Pilgrim’s Way, da Basingwerk Abbey fino alla vicina Bardsey Island, isola dei ventimila santi che vi sarebbero seppelliti. Perché, come ha detto Andrew Jones, arcidiacono anglicano di Meirionnydd, sempre Galles del Nord, «il pellegrinaggio aiuta a dirci chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo».

Marina Firrao

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