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La Grecia che rinasce

Speciale Spagna e Grecia

11-04-2013 NUMERO: 12

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Spiaggia - mare - cavalliNulla sarà più come prima, la grande speranza è che alla fine andrà meglio. La Grecia patisce il colpo più duro della crisi in tutto il Mediterraneo, sconvolta da una cura d’urto che a momenti ha rischiato di far saltare l’Europa stessa. Il governo vende isole, storici resort e aeroporti, e ora conta di affittarne ai privati una ventina di quelli regionali.


Ma il piccolo Paese ha sempre da spendere la sua risorsa più importante: la bellezza unica del suo mare tra le coste e decine di isole,  e quella creata nei secoli dai suoi celebri artisti. Poi la gentilezza antica della gente, un’industria ricettiva semplice ma con picchi di grande qualità, pur affannata da vecchie carenze infrastrutturali che la crisi non aiuta a risolvere. Tutto questo assicura alla Grecia la prima risorsa, non delocalizzabile, per uscire dal tunnel.

Giù i prezzi
Perché le spiagge greche sono vicine per noi europei, e al momento anche provvidenzialmente più economiche: in Gran Bretagna l’ultimo Post Office Worldwide Holiday Costs Barometer rileva in Grecia il calo del 18% in un anno del paniere di otto costi tipo, dalla crema solare al ristorante per due.


Tornano i tedeschi
L’estate del 2013 annuncia il recupero, dopo due anni di declino innescati dalle incertezze sulle sorti economiche del Paese, traversato da disordini e malessere senza precedenti: meno 4,6% i ricavi del turismo nel 2012, poco sotto i 10 miliardi di euro, tra gennaio e novembre. E soprattutto meno 10% gli arrivi dalla Germania (ed era meno 35% a inizio anno) che è il primo cliente della Grecia. Ma GfK ha annunciato già all’ITB un recupero del 10% del booking da Gran Bretagna, Germania e Olanda, salito a più 13% qualche settimana fa.


Grandi speranze dunque, perché per la Grecia il turismo vale molto: 6,5% di contributo diretto al PIL nel 2012, e oltre il 16% con tutto l’indotto, per oltre 30 miliardi di euro e 690mila posti di lavoro. Quest’anno il PIL del turismo dovrebbe scendere di quasi il 2% (dati e stima del Wttc) cancellando ancora posti di lavoro. Ma la ripresa arriverà dal 2014, con oltre il 3% di crescita ogni anno, in media, fino al 2023.

La politica distratta
Perché fin qui la crisi ha trascinato la Grecia al ribasso in termini di competitività: 32a nel Travel & Tourism Index del World Economic Forum, perde tre posizioni in un anno e otto sul 2007, quando era 24a. La Grecia vince sempre per patrimonio artistico, con la ricettività (terza in Europa) e altri fattori chiave come condizioni igieniche e collegamenti aerei, costantemente favorita dal carattere accogliente del suo popolo. Ma secondo il WEF il Paese perde colpi per i danni che continua a procurare all’ambiente, e soprattutto perché la politica dedica poca o nulla attenzione alla sua industria più importante, potenziale cardine della ripresa.

Migliaia di PMI
I Greci però non si danno per vinti. Gruppi di espatriati si sono tassati per creare e lanciare campagne promozionali nelle città in cui vivono, da Londra a New York. Mentre Sete, l’associazione delle imprese elleniche del turismo, ha presentato all’ITB la prima campagna internazionale di Marketing Greece, nuovo organismo non-profit dotato di due milioni di euro in risorse private per sostenere l’incoming. «Vogliamo dare al mondo l’idea di un Paese che rinasce dopo il disastro, con le migliaia di piccole imprese che sono la nostra vera ricchezza» ha detto il presidente di Sete Andreas Andreadis. Non è da meno il governo, che nella terribile scarsità di mezzi lancia il messaggio della Grecia sui social media: «Ci sono cose, come la nostra storia e la bellezza, che nessuna crisi economica ci può togliere», ha insistito Panos Livadas, segretario generale dell’Enet.


E pochi giorni fa il sindaco di Atene Georgios Kaminis era a Pechino, per caldeggiare l’avvio di un collegamento aereo diretto per Atene, dopo che l’export cinese in Grecia ha perso il 22% nel 2012, ma quello greco in Cina è cresciuto del 19%. «Le crisi ci costringono ad affrontare le sfide, e a cambiare», ha detto Kaminis ai suoi interlocutori cinesi. Più di tutto infatti reagiscono i nuovi imprenditori greci, che creano dal nulla idee e servizi inediti, inventandosi il lavoro.

Marina Firrao

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