Giornale del 11 Aprile 2013 - Speciale Spagna e Grecia - sfoglia il giornale

Traditi dai ‘vicini di casa’

Speciale Spagna e Grecia

11-04-2013 NUMERO: 12

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José Manuel Soria - SpagnaDa un lato la recessione, dall’altro gli scioperi Iberia: due fattori cruciali che hanno determinato il crollo dell’incoming in Spagna nei primi mesi del 2013. Tra i mercati che registrano una flessione più decisa c’è proprio l’Italia, con il calo del 26% tra gennaio e febbraio. Nello stesso periodo, Exceltur - Alianza para la Excelencia Turística calcola una perdita di 1.800 milioni di euro per l’intero settore. Il caso italiano è citato dal ministro dell’Industria e del Turismo, José Manuel Soria, che addebita i risultati negativi alla crisi dei vicini di casa.


Nel solo mese di febbraio, gli arrivi dall’estero sono stati 5 milioni e mezzo, l’1,3% in meno rispetto allo stesso mese del 2012. Mentre il mercato italiano registra un calo a due cifre, sembrano reggere Gran Bretagna e Germania, che rappresentano i bacini più solidi con il 19% del volume totale. Al tonfo di Portogallo (-6,1%), Svizzera (-7,9%) e Belgio (-1,8%) fa da contrappeso l’aumento del 10,5% dei turisti provenienti dai Paesi nordici e dalla Francia (+4,3%), diventato il secondo mercato dopo quello anglosassone.


«È il periodo più negativo dal 2009», tuona Ramon Estrella, segretario generale della Cehat, la Confederazione spagnola degli hotel. Le associazioni degli albergatori denunciano la «peggiore Pasqua degli ultimi quattro anni», con un calo del 25% determinato anche dalla mancata destagionalizzazione che a fine marzo ha visto chiuso il 50% delle strutture. 


Rassicuranti sul lungo periodo le stime del Travel & Tourism Economic Impact 2013. Secondo l’analisi annuale del Wttc – l’organizzazione che riunisce i 100 uomini più influenti del pianeta nell’industria dei viaggi – il contributo diretto del turismo sul Pil spagnolo è stato nel 2012 di 57,1 miliardi di euro (il 5,4% del totale). Se quest’anno è previsto un calo dell’1,2%, da qui al 2023 dovrebbe registrarsi un incremento dell’1% l’anno fino a quota 62,4 miliardi. Nel frattempo, il settore turistico ha impiegato in Spagna 894mila persone, con una flessione dell’1,3% prevista per quest’anno. Gli investimenti sono stati quantificati in 14,8 miliardi di euro, pari al 7,4% del totale. Anche in questo caso si teme un calo del 3,3%, a cui seguirà una crescita del 3,4% l’anno fino al 2023.


Una ventata di ottimismo arriva anche dalla classifica del World Economic Forum sulla competitività nel settore viaggi e turismo. L’organizzazione che ogni anno si riunisce a Davos, in Svizzera, colloca la Spagna al quarto posto nella top ten dello sviluppo. Sul podio per la gestione delle risorse culturali, il Paese è secondo per numero di siti Patrimonio UNESCO e terzo per le fiere e le esibizioni internazionali, ma anche per la capacità degli stadi. Anche sul fronte delle infrastrutture turistiche il Paese iberico non teme i competitor e occupa un posto tra i primi 10. In più, nonostante le difficoltà economiche, la Spagna – testimoniano gli esperti del Wef – ha confermato i suoi sforzi nelle attività di marketing e di spesa per lo sviluppo dell’industria turistica.

Roberta Rianna

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