Giornale del 12 Aprile 2013

WTTC: appello ai governi

ATTUALITA'

12-04-2013 NUMERO: Giornale Online

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David Scowsill 2012 - WTTC intNon c’è turismo se si distrugge l’ambiente, se non si proteggono la cultura e le comunità, se non si creano le condizioni economiche e politiche che consentono alla gente di viaggiare: il tredicesimo Summit annuale del World Travel & Tourism Council, appena concluso ad Abu Dhabi, ha lanciato un richiamo alla più ampia collaborazione tra i governi e tra pubblico e privato. «Istituzioni e imprese dovranno trovare insieme strategie di lungo termine che consentano alla nostra industria di mantenere il suo ritmo di crescita, già superiore a quello dell’economia globale», ha detto David Scowsill, il ceo di WTTC, il gruppo di pressione al quale partecipano 100 uomini di vertice delle grandi imprese del turismo di tutto il mondo.

 

«Inciampare nella direzione giusta»
Di nuovo il Summit ha riunito un migliaio tra professionisti top di ogni segmento dell’industria e rappresentanti delle istituzioni di tutto il mondo, inclusi molti ministri. E stavolta, a supporto del suo appello alla collaborazione, WTTC ha coinvolto molti relatori estranei al turismo, per annunciare eccezionali sviluppi tecnologici che ci consentiranno di vivere e comunicare meglio, ma sullo sfondo di una crescita economica disuguale, e tra inquietanti rovesci di medaglia che porteranno sia opportunità che rischi: il 2012, ad esempio, è stato l’anno peggiore di tutti per l’accelerazione del mutamento climatico, come ha riportato l’ambientalista Jonathan Porritt, di Forum for the Future.

 

Il messaggio da Abu Dhabi oscilla dunque tra ottimismo e pessimismo: «Ma non è poi tanto complicato – ha scherzato l’ex presidente Usa Bill Clinton – ci sono pochissime vittorie definitive, e pochissime sconfitte definitive. L’importante è continuare a inciampare nella direzione giusta». Il che ora si può fare, anche perché – parola di Sandy Douglas, chief customer officer di Coca Cola – il singolo consumatore ha più potere che mai» soprattutto grazie ai social media.

 

«Occhio a globalizzazione e progresso tecnologico»
Scowsill ha tracciato una rosea prospettiva di crescita per il turismo, che promette di divenire presto la maggiore industria del mondo, anche servendo la nuova classe media che nel 2050 conterà nel mondo tre miliardi di persone: nel 2023 il turismo varrà il 10% del Pil globale, per un valore di 10.500 miliardi di dollari, e il 10% dell’occupazione, creando altri 70 milioni di posti di lavoro in 10 anni.

 

A trainare la crescita saranno Cina e Asia, ha assicurato il futurologo e docente di Oxford Ian Goldin, richiamando però i governi, tutti presi dai loro contingenti problemi economici, a non perdere di vista le vere e pericolose questioni poste da globalizzazione e progresso tecnologico: «Quelle che i Paesi emergenti – ha detto – non sono in grado di affrontare, e che peraltro nessuno sa riconoscere a livello globale». Per questo l’invito ai leader della Terra è di servire nell’ordine «i popoli, il pianeta, e poi il profitto».

 

Dal Summit sono uscite infine indicazioni strategiche: contro la tassazione “punitiva” che provatamente – WTTC sta creando appositi modelli di analisi finanziaria, Paese per Paese – colpisce insieme turismo e crescita economica; per facilitare l’emissione dei visti, altro fattore frenante per molte mete. E Daniel Stelter del The Boston Consulting Group ha tracciato i megatrend con i quali bisogna subito confrontarsi.

 

Nuovi bisogni dei clienti: per l’invecchiamento della popolazione, l’emergere di nuove economie, la globalizzazione progressiva. Tutti vogliono un booking più semplice, veloce e con anticipo ridotto; e poi nuove destinazioni e viaggi più brevi, mentre sono sempre più sotto pressione i prodotti tradizionali.

Infrastrutture e mobilità: in gran parte del mondo è insufficiente il trasporto base, scarsità di energia e caro carburante sono la sfida alla quale rispondere con innovazione per la sostenibilità sul lungo periodo. Altra sfida incombente sono le questioni politiche, locali e globali, come si è visto con la Primavera Araba. Si vince investendo sul turismo locale, sulle nicchie “verdi”, sulla sicurezza.

 

Nuove tecnologie: Arrivano cloud computing e Big Data, decollerà il booking mobile. Così cambia il modo di fare business, anche nel ricettivo, mentre i social media stravolgono quello di comunicare con i consumatori. Chi non si adatta e non si confronta con tutto questo, sia agenti di viaggi che tour operator, rischia di sparire. Per stare sul mercato bisognerà saper fare personalizzazione di massa, innovazione costante, un booking veloce e un prodotto a prova di disservizio, con opzioni non convenzionali come quella di Airbnb, e che rispondano alla forte domanda di turismo locale, di breve e brevissimo raggio.

 

www.wttc.org

M.F.

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