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Giornale del 28 Maggio 2013

Babbi, Enit: non serve cambiare il Titolo V per lavorare insieme

ATTUALITA'

28-05-2013 NUMERO: Giornale Online

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Andrea Babbi 2012 - Enit«Dobbiamo essere umili e far correre i giovani, senza paura che portino nelle amministrazioni e nelle imprese tutto quel che c’è di nuovo. Anche qui oggi si vede che c’è una grande ricchezza sul territorio che resta incompresa a livello centrale. Ed è chiaro che non serve cambiare il Titolo V della Costituzione per lavorare insieme, Stato e Regioni»: così Andrea Babbi, da cinque mesi direttore generale dell’Enit, a conclusione del convegno intitolato “Il Turismo e l’innovazione” in programma nella quattro giorni di eventi “In Forma Re”, progetto di marketing territoriale centrato sulle eccellenze del territorio di Reggio Emilia.

 

«Ascolto e buon senso»
Di casa in Emilia Romagna, dove è stato amministratore delegato dell’APT Servizi della Regione, con l’occasione Babbi ha fatto il punto sullo stato dell’Enit: «Abbiamo ripreso il dialogo con le Regioni, sospeso da anni, ci vediamo ogni 15 giorni, e qualcosa s’è mosso. Stiamo riprendendo anche il discorso con le imprese – ha spiegato – basta ascoltare, essere pragmatici e usare buon senso, nulla di stupefacente».


E quanto al web: «Sei mesi fa l’Enit di fatto non c’era sulla rete. Ora ho spiegato a tutte le nostre 25 sedi che potevano usare il sito per dire quel che volevano. Non abbiamo paura di decentrare. Poi per accettare il mio incarico ho posto come condizione di avere il portale italia.it. Per ora collaboriamo con la loro redazione, ogni tanto ci ascoltano, amichevolmente. Perché formalmente il portale ancora non è dell’Enit. In sei mesi gli accessi sono aumentati del 93%, ma il 90% ancora arriva dall’Italia, il resto dal portale europa.eu. Mentre Italia.it deve parlare agli stranieri, non agli italiani... Il fatto è che restiamo centrati sul nostro ombelico, convinti che i cinesi debbano sapere già, ovviamente, dov’è Reggio Emilia».

 

«Lavoriamo al piano strategico»
Ma nel nuovo programma dell’Enit, insieme al potenziamento della presenza dell'Italia sui social media, c’è anche forte attenzione ai contratti con i tour operator stranieri. «E soprattutto lavoriamo al piano strategico che ci ha lasciato il ministro Gnudi – ha detto Babbi – speriamo che il governo Letta ci metta la benzina, senza non si fa leva».

 

Perché quest’anno la comunicazione Enit si fa con fondi in avanzo da fine 2012, mentre la dotazione dell’ente resta a 18,5 milioni per il 2013, contro i 48 milioni di cinque anni fa. E 17 milioni servono a mantenere la struttura e pagare gli stipendi: «Abbiamo 200 persone in Italia e nel mondo e siamo sotto di almeno 60 – ha sottolineato Babbi – certo il CdA lavora per razionalizzare i costi, ma per fare una campagna che dia frutti servono almeno 20 o 30 milioni di euro. E sappiamo tutti che qui ogni euro speso torna indietro subito moltiplicato, e fa vedere che il turismo può davvero essere protagonista del nostro tornare a crescere. Lo vediamo in Emilia, dove il turismo ha tenuto, e siamo riusciti a fare grandi cose anche con pochi soldi. Ecco, il mio lavoro ora è di portare sul nazionale il criterio di lavoro collaudato qui in Emilia».

 

E non ha neppure obiezioni Babbi sul nuovo assetto istituzionale del turismo: «Va benissimo che ci abbiano aggregati alla cultura – ha detto – il turismo è trasversale e sa stare ovunque, l’importante è coglierne il valore e svilupparlo. E bisogna che il ministro Profumo inserisca anche il turismo nel piano di finanziamenti per l’innovazione e per Big Data».


Storie di innovazione
La rassegna ha coinvolto pubblico, espositori e buyer di servizi in una piacevole maratona nei luoghi storici di Reggio Emilia, da Corso Garibaldi a Piazza Gioberti, al Cortile dell’ottocentesco Palazzo Allende, sede della Provincia di Reggio Emilia, al Chiostro dei Servi/Ghiara, poi Piazza Fontanesi, il Teatro Valli e il Centro Internazionale Loris Malaguzzi - Reggio Children. In primo piano l’eccellenza nell’offerta turistica ed enogastronomica, insieme a quelle, celebri nel mondo, della didattica reggiana, del settore sanitario ed energetico.

L’incontro dedicato al turismo ha offerto appunto – a una folta platea di amministratori locali – un saggio istruttivo della “grande ricchezza” del territorio, nel caso non solo quella emiliana e del reggiano. Di innovazione e intelligenza imprenditoriale nel turismo, anche e soprattutto in chiave responsabile, hanno dato testimonianza operatori e gente dei media, durante il convegno moderato a Palazzo Allende da  Pier Saccardi, vice presidente della Provincia, .

 

Chiara Visentin ha parlato di “Percorrere il Paesaggio della Bonifica”, presentando il progetto vincitore del bando “I Beni culturali invisibili” di Fondazione Telecom Italia, per scoprire e visitare i luoghi di bonifica e i paesaggi agricoli della Bassa in destra Po in un modo inconsueto, attraverso cinque percorsi da seguire anche a piedi o in bicicletta, utilizzando nuove tecnologie, mappe e indicazioni; c’è anche un nuovo Museo Multimediale della Bonifica a Boretto di Reggio Emilia, ideato dallo stesso Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale.

 

Lo storico Antonio Canovi ha parlato de La Montagna InCantata, progetto per "Camminare nel paesaggio della comunità", alla ricerca di tradizioni e antichi saperi, promosso anche questo dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale con la comunità di Civago e dell’Alta Val Dolo.

 

Dall’Appennino alla Maremma, al Sud della Sardegna
Di un turismo in cui «l’intresse della comunità visitata è l’obiettivo prevalente» ha parlato Maurizio Davolio, presidente di AITR, Associazione Italiana Turismo responsabile. Emanuele Burioni, dell’APT Servizi Regione Emilia-Romagna, ha riportato i risultati, superiori a qualsiasi aspettative, di Blogville, il progetto varato appunto a suo tempo dall’APT sotto la guida di Andrea Babbi, che coinvolgendo giovani blogger europei ha portato l’Emilia Romagna alla ribalta sui social media di mezzo mondo, facendo letteralmente scuola sulla scena internazionale del destination management.

 

Successo analogo ha avuto il portale “Maremma: La natura in persona”, presentato per la Provincia di Grosseto da Francesco Tapinassi, che ha realizzato il progetto con Fondazione Sistema Toscana coordinando l’area del marketing territoriale, per la promozione e dello sviluppo del turismo nella Maremma Toscana, in stretta connessione con la piattaforma online regionale turismo.intoscana.it. Diego Albanese, responsabile di talentiitaliani.it ha parlato del progetto di turismo responsabile promosso dal portale, e il concorso che con lo stesso titolo da tre anni premia idee e proposte di turismo responsabile e sostenibile in Italia. Assolutamente innovativo il progetto presentato da Simone Atzeni, presidente del locale Consorzio Terre Vive, «per rilanciare Villasimius, prodotto maturo che deve aprirsi al nuovo, prima di scontare il prezzo della maturità».

 

Infine Federica Galli ha presentato Discoverer, la web TV turistica dell’Unione Appennino e Verde dell’Emilia Romagna, e L’Agenzia di Viaggi ha portato la testimonianza del giornale sulle capacità innovative e imprenditoriali delle agenzie dell’Emilia Romagna, e in particolare della provincia di Reggio.

Marina Firrao

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