Giornale del 30 Maggio 2013 - sfoglia il giornale

Tunisia, fiducia nel futuro

DESTINAZIONI

30-05-2013 NUMERO: 19

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TunisiaVa controcorrente la strategia dell’Ente nazionale tunisino per il turismo, che ha organizzato un viaggio-stampa all’insegna di cultura, golf e benessere, con itinerario Cartagine-Museo del Bardo-Hammamet-Sousse-Monastir. Una mossa che esprime fiducia: la Tunisia post-rivoluzionaria ci crede e ce la mette tutta, malgrado gli ultimi episodi non certo positivi per la scelta di una meta di vacanza splendida com’è questo Paese del Nord Africa.

 

Del resto, il cammino della Primavera Araba non ha mai coinvolto i turisti, che anche ora non mancano, soprattutto sulla costa, 1.300 km di spiagge e baie in pieno clima estivo, dove gli echi dei disordini della capitale giungono attutiti e ovattati. È vero, diminuiscono italiani e francesi, che si vedranno piuttosto in agosto, ma adesso è affollata da russi, scandinavi e tedeschi, peraltro i principali clienti di celebri campi da golf e Spa dove non riusciamo a provare un trattamento, se non dietro insistenza (la tabella di marcia impone trasferimenti continui) e l’assistenza di Frej Fekih, addetto stampa dell’ufficio milanese che ci accompagna.

 

Tremila anni di arte e cultura
Cartagine non è una delusione, come si sente spesso dire: certo non è Pompei, e nemmeno i tunisini siti archeologici di Dougga e Bulla Regia, dove passava quella via imperiale che da Cartagine portava in Algeria e Marocco. Il posto è incantevole, situato sul litorale nord a 10 km da Tunisi, un tratto di costa con bei quartieri residenziali e paesi come Gamarth (dove è in arrivo un Four Seasons Hotel) e La Marsa, centro di ambasciate e locali. A Villa Didon, hotel di charme 5 stelle di 10 suite, aperto nel 2004 con ristorante di Alain Ducasse (fino al 2005), l’impatto è “très chic” e molto design, anche alla Spa. Qui, sulla collina di Byrsa, dove Annibale nacque e a nove anni giurò odio eterno ai Romani, il jet set tunisino si ritrova per happy hour in terrazza e “ladies’ night” con dj-set il mercoledì.

 

Già capitale della Tunisia dall’814 a.C. fino al 700 d.C., Cartagine è costruita come una punta di freccia, c’è il mare tutt’attorno, com’era tipico dei Fenici, che dovevano trovare rifugio per le barche. La città, padrona per secoli dei commerci marittimi di tutto il Mediterraneo e legata alla leggenda del tragico amore di Didone ed Enea, è anche tappa del pellegrinaggio sulle orme di Sant’Agostino (da laico a religioso e vescovo).

 

Tunisia - archeologiaSiti archeologici spettacolari
Tra i siti il più spettacolare ed esteso (3 ettari e mezzo) è il parco archeologico delle terme di Antonino: resti di abitazioni con cisterna di raccolta per l’acqua piovana, basilica bizantina (oggi sconsacrata) e soprattutto una terrazza affacciata sul complesso delle terme (costruite tra il 146 e il 162 d.C.), le terze più importanti del mondo romano dopo quelle di Caracalla e Diocleziano a Roma. Restano poche vestigia del percorso del vecchio hammam (palestra, scrub, acqua calda, poi tiepida, massaggi con olio, relax nel frigidarium) e un panorama incredibile.

 

Si visitano poi il Tophet, area sacra a cielo aperto della città punica, dove si sacrificavano i bambini in onore delle divinità di Tanit e Baal Hammon; il porto punico, militare, a forma circolare con al centro un isolotto per il comando, che poteva nascondere oltre 200 navi; il museo di Cartagine, con preziosi reperti e la mostra “Patrimoine spolié, Patrimoine récupéré”, aperta a inizio anno, con pezzi di musei (una testa di medusa a fontana del II secolo d.C. ad esempio) recuperati, dopo la rivoluzione del gelsomino, tra gli arredi delle ville di tutta la famiglia dell’ex presidente Ben Ali.

 

A Tunisi festeggia 125 anni il ristrutturato Museo Nazionale del Bardo, con installazioni moderne e piene di luce per i suoi mirabili mosaici romani, la più grande collezione al mondo: veri e propri “tappeti”, tanti, come quello di Ulisse che resiste al canto delle sirene o “Il trionfo di Nettuno”, all’entrata, di oltre 120 mq, della prima metà del III secolo.

 

Il fascino medievale dei ribat
Altrettanto affascinanti i medievali ribat che si susseguono sulla costa del Sahel (“litorale” in arabo). Costruiti per difendere le città dagli invasori provenienti dal mare, furono fortezze militari e conventi dei monaci guerrieri che venivano dall’Arabia. Ad Hammamet (che in estate diventa Ibiza, con il Calypso eletta sesta discoteca al mondo per i suoi dj internazionali) il ribat è a ridosso del porto turistico, tante spiagge e galeoni che fanno escursioni nel bel mare di Cap Bon. Tra gli ulivi, a 140 km da Tunisi, il ribat di Sousse (città universitaria e capitale del turismo tunisino) è racchiuso nei bastioni che riparano anche la medina, patrimonio UNESCO, e un gioiellino di museo nella kasbah.

 

Ma il modello per tutti i ribat, il primo a essere costruito, nel 796 (poi ingrandito, e dove Zeffirelli girò negli anni ’70 il suo “Gesù di Nazareth”) è a Monastir, città promontorio fenicia dove finisce il golfo di Hammamet: da una parte l’aeroporto internazionale, dall’altra acqua turchese e spiagge tra le palme nella zona turistica di Skanes che ospita la residenza estiva, ora museo, dell’amato primo presidente della Tunisia, Habib Bourguiba, nato a Monastir e qui sepolto sotto la cupola d’oro del suo mausoleo.

 

Citrus Golf - Hammamet -TunisiaGolf e hammam
In viaggio verso la modernizzazione, la Tunisia conserva con orgoglio i caratteri orientali: l’hammam è abitudine che tutti praticano ovunque, abbinato a trattamenti di benessere che negli ultimi 15 anni – con i suoi 49 centri – ha fatto del Paese la seconda destinazione mondiale dopo la Francia per la talassoterapia. Piscine interne ed esterne per l’uso terapeutico dell’acqua marina e dei suoi elementi, anche per il viso, caratterizzano strutture internazionali come il Riu Palace Hammamet Marhaba (5mila mq su due piani, prodotti Thalgo) e l’Hasdrubal Thalassa & Spa Hotel di Port El Kantaoui a Sousse (in cabina anche lifting cosmetici firmati Algotherm).

 

Segnali di ripresa per il golf, ripartito bene su tutta la costa, con Hammamet e Sousse oggi capitali della pratica sportiva che vanta 10 campi nel Paese. Il primo campo turistico, costruito 35 anni fa, è l’El Kantaoui Golf Course di Sousse, con due percorsi di 18 buche (ma il primo costruito in Tunisia è quello di Cartagine, non turistico).

 

«L’unico mercato individuale che cresce è quello tedesco, benino inglesi e scandinavi, esitano invece francesi e italiani, con indici di miglioramento per ottobre, quando inizia l’alta stagione», confida Moez Helali del Citrus Golf di Hammamet, il più selvaggio fra quelli visitati, con promozioni speciali per una settimana, con hotel di lusso, voli e fee a 850 euro, in alta stagione golfistica. In giro sui tre percorsi, due da 18 buche (sempre ventilato, tra gli ulivi, il primo; più impegnativo, tra foreste collinari di pini, l’altro) e uno da nove, incontriamo in allenamento Bedem Rabeh, 16enne tunisino del team nazionale, medaglia d’oro in Africa.

 

Arrivano fin sulla spiaggia di Skanes le 18 buche del Palm Links di Monastir, 6.140 mt, par 72, che organizza anche pacchetti-circuiti che combinano ad esempio i due campi di Monastir e l’El Kantaoui. Quasi piatto com’è, il campo non è troppo difficile per uno sport diventato sempre più tecnico negli ultimi tre anni, in vista del debutto nei Giochi Olimpici del 2016.

 

«Dite ai turisti di non aver paura a venire in Tunisia, nelle varie zone del Paese la vita riprende il suo corso con molte attività culturali, sportive e tanta speranza. Sostenere lo sforzo della gente e la loro speranza è il minimo». Così mi saluta il direttore e maestro di golf Lofti Hadhri, mentre in Francia il Festival di Cannes premia con la Palma d’oro il regista tunisino Abdellatif Kechiche per il film “La Vie d’Adèle”.

 

www.tunisiaturismo.it

Adriana De Santis

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