Giornale del 05 Giugno 2013 - sfoglia il giornale

Turchia: un appello al buon senso per salvare il turismo

DESTINAZIONI

05-06-2013 NUMERO: 20

Invia
Si appella al buon senso del Governo e dei dimostranti Başaran Ulusoy, il presidente degli agenti di viaggi turchi, che nel pieno delle manifestazioni ha espresso con i media tutta la sua inquietudine per le sorti di una delle industrie più importanti del Paese: «Nel turismo per recuperare un anno perso ce ne vogliono tre – ha detto – e certo, riceviamo molte cancellazioni. Ma ho parlato con il ministro del Turismo Ömer Çelik, che è con noi e sta riportando al Governo tutte le nostre preoccupazioni. La nostra industria è cresciuta poco alla volta dagli anni ’90, c’è voluto un lavoro enorme. Ora stiamo tutti cercando di ridurre al minimo gli effetti di quel che accade, di dare garanzie e sicurezza, insieme ce la faremo».

 

Intanto Turob, associazione degli albergatori, ha fatto sapere che gli ospiti degli hotel su Taksim sono stati trasferiti in altri nelle zone più tranquille di Sirkeci e Sultanahmet, mentre le cancellazioni arrivano al 30% del totale ma solo su Istanbul e solo su giugno, mentre per ora non toccano l’alta stagione e le altre mete turistiche del Paese, dove le proteste sono in corso ma rimangono del tutto pacifiche. «Ma se andiamo avanti così – dicono gli albergatori – i visitatori cominceranno a cancellare anche il mare».

 

E Sefa Altınay, vice presidente di Sayd, associazione dei direttori di agenzia, ha invitato i colleghi a scrivere ai tour operator stranieri per spiegare con chiarezza come sta evolvendo la situazione, anche per evitare che i media all’estero dipingano il quadro più nero di quel che è. «Il turismo ha bisogno di sicurezza – ha detto Altınay – mentre le foto e i reportage indicano il contrario, chiediamo a tutti di mantenere la protesta in toni pacifici, e di boicottare ogni accenno alla violenza, che sempre ne porta altra».


A scoraggiare i visitatori già prenotati contribuiscono gli alert lanciati da alcuni governi sulla destinazione Turchia, prima di tutti Gran Bretagna, Usa e Germania, che consigliano ai loro cittadini massima prudenza e di evitare le zone della protesta. Lo stesso fa la Farnesina che pur senza emettere un effettivo “sconsiglio” raccomanda “di evitare i luoghi dove si svolgano manifestazioni politiche e le vicinanze delle installazioni militari e delle forze dell’ordine”, e invita anche “a non recarsi nelle immediate vicinanze del confine con la Siria”.


Ultimi articoli in DESTINAZIONI