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Turismo medico, India al top

DESTINAZIONI

20-06-2013 NUMERO: 22

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Sono sempre di più i turisti stranieri che decidono di approfittare di un viaggio in India per sottoporsi a qualche tipo di trattamento sanitario, tanto che per il turismo medico nel Paese si prevede una crescita annua del 30%, il che vorrebbe dire un’industria da due miliardi di dollari entro il 2015. Infatti mentre in tutto il mondo i costi delle cure mediche continuano a crescere, in India i pazienti possono contare non solo sui costi ridotti (si stima che siano un decimo, rispetto a Stati Uniti e Gran Bretagna, il che in alcuni casi vuol dire un risparmio fino al 70%) ma anche sulle più moderne tecnologie e su standard qualitativi di livello internazionale. E il governo indiano sta facendo i passi necessari per migliorare le infrastrutture che potrebbero ostacolare la crescita del settore.


Chennai, che ogni giorno accoglie almeno 200 pazienti internazionali (pari a circa il 40% del totale), è considerata la capitale del turismo medico in India, un primato dovuto anche agli ottimi collegamenti aerei con gli Stati Uniti, il Medio Oriente e i Paesi europei.

Dai trapianti ai bypass
I trattamenti più richiesti dai turisti riguardano le cure alternative, i trapianti di midollo osseo, i bypass cardiaci, la chirurgia oculistica e la sostituzione dell’anca. In particolare l’India è famosa per la cardiochirurgia e per tutti gli interventi che richiedano le tecnologie più avanzate. Inoltre i medici indiani sono tra i migliori del mondo, tanto che secondo l’Organization for European Economic Co-operation (OECD) l’India è anche il Paese di origine di oltre 56 mila dottori che esercitano la professione nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia.


Attualmente l’India viene visitata ogni anno da circa sei milioni di turisti, ma il governo conta di raddoppiare questa cifra entro il 2016 proprio attraverso la promozione del turismo medico e del benessere, con particolare attenzione a segmenti come ayurveda e yoga. Secondo fonti governative, per raggiungere questo obiettivo è però necessario che l’India si doti di almeno altre 200 mila camere, oltre che di centri espositivi e congressuali, di parchi a tema e di altre infrastrutture che possano migliorare l’accoglienza dei turisti che arrivano in India per curarsi.

 

Tra le varie iniziative messe in campo a questo scopo, segnaliamo per esempio che l’Airport Authority of India (AAI) ha recentemente lanciato una gara d’appalto per l’apertura di un’area dedicata a questo tipo di turisti nella zona arrivi del Sardar Vallabhbhai Patel International Airport ad Ahmedabad, che è una delle destinazioni che sta facendo registrare un forte incremento negli arrivi di pazienti stranieri. Qui verranno fornite anche tutte le informazioni riguardanti le diverse procedure, così da agevolare la successiva registrazione nei vari ospedali cittadini. A conferma della crescente importanza di questo settore del turismo, in ottobre a Mangalore, sulla costa di Karnataka, si svolgerà un Expo dedicato al turismo medico organizzato in associazione con il National Accreditation Board for Hospitals and Healthcare Providers (NABH).

C.M.

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