Giornale del 01 Agosto 2013

Turismo: un semestre in tenuta

ATTUALITA'

01-08-2013 NUMERO: Giornale Online

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Venezia - turisti intNell’inevitabile dilemma del “bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno” che ormai accompagna ogni disamina dei vari comparti produttivi del nostro Paese e di tutta Europa, per il settore turistico i dati del primo semestre 2013 fanno “pensare positivo” perché i segnali – pur contrastanti – in arrivo da operatori, associazioni e analisti mostrano comunque una dinamicità e una reattività certamente più stimolanti rispetto ad altri àmbiti.

 

Viaggi organizzati
Secondo quanto risulta ad Astoi e Fiavet l’andamento dell’attuale stagione è in linea con quello 2012, oltreché con le previsioni degli operatori. Il trend delle prenotazioni estive conferma le destinazioni evergreen, sia sul medio che sul lungo raggio, anche se, a causa di una capacità di spesa maggiormente ridotta rispetto allo scorso anno, gli italiani preferiscono le mete di corto e medio raggio, con un Mediterraneo tornato in primo piano.

 

“Complessivamente, il calo delle vendite si è attestato intorno al 10% – specifica Fiavet – con punte però più elevate per quelle destinazioni che scontano una difficile accessibilità, come le isole e in particolare la Sardegna dove, all’inizio della stagione estiva, quindi fino al mese di giugno, il calo delle prenotazioni era intorno al 30% per il mercato italiano, con un aumento invece delle prenotazioni dall’estero di circa 10 punti percentuali”.

 

C’è grande richiesta di Grecia, che sembra avviata a diventare la vera protagonista dell’estate 2013, ma anche la Spagna registra un buon andamento, soprattutto con le Baleari. Il Mar Rosso e la Tunisia riconfermano l’appeal esercitato sulla nostra clientela in ragione di un incomparabile rapporto qualità-prezzo rispetto ad altre destinazioni, fattore non trascurabile nell’attuale congiuntura. Sul lungo raggio, si registra un buon andamento di Stati Uniti, Messico e Caraibi, nel dettaglio Cuba, Repubblica Dominicana, Antigua & Barbuda, Giamaica, Aruba e St.Marteen, mentre a Oriente spiccano gli Emirati Arabi, in particolare Dubai, il Sud-Est Asiatico, con la Thailandia in testa, e l’Australia. Sul long haul c’è da evidenziare l’apporto sempre più importante del segmento honeymooners che, soprattutto nei cosiddetti “mesi di spalla”, contribuisce a destagionalizzare i flussi, combinando tour culturali e destinazioni balneari intercontinentali.

 

Trasporto aereo
In questo settore, il traffico su base mondiale presenta un trend di crescita vicino al +5,5%, molto più marcato in Africa (+9%), Medio Oriente (+11) e America Latina (+7%) rispetto alle macro-regioni dell’Europa (+5%) e Asia-Pacifico (+3%), ma pur sempre tutti di segno positivo. In Italia il trend dei primi cinque mesi dell’anno fa segnare un lieve incremento dell’1,2% nel movimento passeggeri, ma la mancanza del dato relativo a giugno non permette un consuntivo semestrale che secondo gli operatori dovrebbe far segnare una sostanziale tenuta nel movimento aereo e nel trasportato pax.

 

Crociere
Prosegue il consistente contributo di questo settore nel fatturato e nell’occupazione dell’industria dei viaggi europea, come riportano i dati di Clia Europe, che rileva come attualmente il comparto generi oltre 36 miliardi di euro di ricchezza economica all’anno, e impieghi più di 315mila persone. E se lo scorso anno oltre 5,7 milioni di passeggeri si sono imbarcati in uno dei porti europei, nella prima metà di quest’anno i quasi 2 milioni di pax certificati negli scali crocieristici del Vecchio Continente lasciano prevedere una sostanziale tenuta di questo segmento di viaggi organizzati.

 

Autostrade
I rilevamenti sono fermi al primo trimestre, ma il traffico auostradale italiano mostra una flessione del 2,9% rispetto all’analogo periodo del 2012, dovuta alla contrazione nelle spese-auto delle famiglie italiane.

 

Hôtellerie
Per l’industria alberghiera italiana, la prima parte dell’anno (sono disponibili i dati da gennaio a maggio) ha certificato una lieve contrazione nei pernottamenti del -0,8%, determinato da un -4,7% di italiani e un +3,1% di stranieri. Ma l’allarme principale è suonato per i livelli occupazionali dei collaboratori delle strutture turistiche, calati da gennaio a maggio di quest’anno (rispetto allo stesso periodo del 2012) del 4,7%, con un -4,6% di lavoratori a tempo indeterminato e un -4,9% di lavoratori a tempo determinato.

Andrea Lovelock

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