Giornale del 24 Ottobre 2013 - Speciale Oceano Indiano - sfoglia il giornale

Il Brasile è pronto, «aspetta il mondo a braccia aperte»

DESTINAZIONI

24-10-2013 NUMERO: 32

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Flavio Dino 2011 - presidente Embratur

Il Brasile deciderà ai primi di dicembre – quando sarà definitivo l'elenco delle squadre in campo – se aprire i suoi cieli ai vettori stranieri per il Mondiale di calcio 2014, quando l'offerta dai vettori nazionali potrebbe non bastare: anche questo ha annunciato Flavio Dino, il presidente di Embratur, agenzia nazionale per il turismo, in teleconferenza internazionale. «Servirà più capacità – ha detto Dino – quindi stiamo ripianificando la rete, e potremmo aprirla ai vettori internazionali». Perché per vedere le gare si stima che in Brasile voleranno circa 600mila stranieri e tre milioni di brasiliani, e qualche preoccupazione per luglio e agosto del 2014 rimane – in un Paese più grande dell'intera Europa – pur con l'apertura agli investimenti privati in molti grandi aeroporti, dopo che Gol e Tam hanno ridotto l'offerta per recuperare margini. Oltre Rio e San Paolo altre 10 città ospiteranno le gare del Mondiale, il primo che torna in Brasile dal 1950.
 

Pressione sulle tariffe
La scelta del Brasile tende anche a calmierare l'aumento già vertiginoso delle tariffe – si parla addirittura di 1.000 dollari richiesti per  i 50 minuti del Rio-San Paolo – che a otto mesi dal campionato ha suscitato un'ondata di proteste: la prima accusa è di protezionismo perché ad esempio, tra un centinaio di Paesi dotati di un accordo di open sky con gli Usa, il Brasile è uno dei pochi a non averlo ancora attivato.


Ma Flavio Dino ha promesso che il governo prenderà provvedimenti anche con gli alberghi – con l'apposita neocostituita commissione ministeriale – che stanno alzando le tariffe oltre i livelli consentiti: un'indagine della stessa Embratur ha rilevato per la finale del 13 luglio a Rio prezzi più che doppi rispetto a Johannesburg quando ospitò la finale della World Cup nel 2010. «Non sta al Governo fissare i prezzi – ha detto Dino – ma abbiamo leggi in difesa della concorrenza e dei consumatori da utilizzare contro gli abusi».


The world meets in Brazil

Soprattutto il Brasile farà di tutto per dare al mondo la miglior immagine di sé, tra il Mondiale di calcio e le Olimpiadi e Paralimpiadi del 2016, e per garantire al Paese il massimo ritorno possibile dalla grandissima risonanza internazionale dei due eventi. Per questo è partita ieri la grande campagna internazionale: «Vogliamo dimostrare al mondo come questi eventi portino grandi miglioramenti nella vita dei brasiliani, e in particolare alla nostra industria turistica – ha detto Dino – Il nostro popolo, in un Paese sempre più organizzato e sviluppato, aspetta il mondo a braccia aperte, con la capacità di accogliere e l'allegria che tutto il mondo ci riconosce».


Tutto è nel video di un minuto intitolato “The world meets in Brazil”, che mostra al mercato internazionale lo splendido paesaggio e il caloroso ambiente umano, mentre afferma che infrastrutture e impianti sportivi sono pronti, e assicura che tutti «si sentiranno a casa, e qui potranno celebrare la vita».


Il tutto si diffonde massicciamente in Usa, Argentina, Cile, Colombia, Messico Germania e Gran Bretagna su televisioni, web e social network, testate del trade e mezzi OOH (out of home: affissioni di ogni tipo) diretti al consumatore finale: prima fase fino al 30 novembre, ma la campagna durerà di fatto fino a luglio 2014, per un investimento totale di 20 milioni di dollari, 10 già entro la fine di quest'anno.

«Il petrolio ci sostiene»
Ma ad allargare le spalle economiche del Brasile, dove pure la politica insiste sul ricavo certo assicurato dai grandi eventi, contribuirà il petrolio: Dino ha citato la prima asta, appena due giorni fa, del petrolio del Pré-Sal, scoperto in anni recenti in uno strato geologico molto profondo, che promette di raddoppiare la produzione del Brasile, con 500 miliardi di ricavi in più nei prossimi 30 anni.


Ma nel frattempo si stima che la sola Fifa World Cup contribuirà all'economia nazionale con un volume di business da 25 miliardi di dollari, lo stesso ammontare che il Brasile ha investito finora «e che già produce una modernizzazione senza precedenti delle infrastrutture – ha detto Dino – dagli aeroporti agli stadi alla mobilità urbana, un fortissimo ritorno globale in visibilità, e massiccia occupazione». E anche i privati investono nei grandi eventi del Brasile, tra l'altro 5 miliardi per l'upgrading e l'espansione della sola rete alberghiera.


«Sicurezza garantita, per amore della Seleçao»
In teleconferenza il presidente di Embratur ha parlato anche di sicurezza, altro tema sensibile nei grandi eventi: «Qualsiasi protesta nei giorni del Mondiale – ha assicurato Dino – si terrà certamente in forma del tutto democratica, le gare non saranno in alcun modo pregiudicate dalla libera espressione del popolo brasiliano. Il quale ama appassionatamente la sua “Seleçao”, e la sosterrà nella speranza che vinca la Coppa del Mondo come ha vinto la Copa das Confederações».

Per Embratur 13 nuove sedi nel mondo

Infine è di queste ore l'annuncio che Embratur sta per aprire 13 nuovi uffici in quattro continenti: vere e proprie ambasciate del turismo brasiliano, punto di raccolta delle informazioni per i tour operator, per agenti di viaggi e viaggiatori, basi di riferimento per le agenzie di marketing e comunicazione che servono il Brasile nel mondo. Le nuove sedi europee di Embratur saranno ad Amsterdam, Francoforte, Madrid, Parigi, Milano, Lisbona e Londra. In Nord America a New York, a Los Angeles e Chicago; in Sud America a Buenos Aires e a Lima. In Asia a Tokyo, dove Embratur promuoverà itinerari integrati dell'America del Sud, in vista di una partnership con Argentina, Uruguay e Paraguay. Spiega una nota che le sedi EBT opereranno “come radar, individuando tendenze e opportunità del mercato per informare e orientare le decisioni di Embratur”.

 

Qui il video sui preparativi per la Coppa del Mondo, nel quale lo stesso Flavio Dino fornisce aggiornamenti sulle infrastrutture, gli investimenti, il turismo e la creazione di posti di lavoro negli Stati brasiliani.


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