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Confindustria Alberghi: bene settembre, ma non basta

OSPITALITA'

30-10-2013 NUMERO: 33

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Settembre sorride al ricettivo italiano, ma non basta a ridare piena fiducia al settore e soprattutto non è sufficiente a riequilibrare lo stallo degli ultimi tempi. I dati relativi allo scorso mese, registrati dall’Osservatorio di Associazione Italiana Confindustria Alberghi sul campione delle compagnie alberghiere, confermano l’inversione di tendenza segnata dalla stagione estiva appena conclusa.

 

«Il nuovo trend di ripresa che si è andato consolidando in questi ultimi mesi, è un primo segnale positivo – ha commentato Giorgio Palmucci, presidente dell’associazione – e ci conforta in prospettiva il rinnovato interesse per la destinazione Italia, ma i bilanci delle nostre aziende sono “zavorrati” da un carico fiscale che si conferma insostenibile e sul quale un intervento delle istituzioni è ineludibile. A questo punto è necessario intervenire sulla Legge di Stabilità: il provvedimento del Governo ha aperto alla deducibilità dell’Imu, ma limitarla al 20% e soprattutto alla sola Ires, nella fase attuale è assolutamente insufficiente. L’auspicio è che nel percorso parlamentare la nostra richiesta di deducibilità dall’Irap possa trovare accoglimento».

 

Nella nota di Confindustria Alberghi, poi, si sottolinea come dopo sette anni in cui erano stati registrati solo dati fortemente negativi, a partire da maggio l’inversione di tendenza si sia via via consolidata. Con un incremento del TOC (Tasso Occupazione Camere) del 6%, rispetto all’analogo periodo 2012, la stagione estiva ha segnato finalmente un risultato positivo, in massima parte dovuto alla domanda straniera in aumento.

 

Il trend, seppur sempre positivo, registra però un rallentamento a settembre: rispetto ai tassi di crescita dei mesi precedenti, lo scorso mese segna un +1,5% di occupazione rispetto allo stesso mese 2012. In ordine di Ricavo Medio per Camera Disponibile (RevPar), i primi nove mesi dell’anno fanno registrare un +7% rispetto all’analogo periodo 2012, portando l’indice a 87,18 euro. Considerando le diverse classi di stelle, è la fascia alta a registrare le performance migliori (RevPar a 233,34 euro, +10% rispetto al dato cumulato dello scorso anno), mentre per i 4 stelle i risultati sono più contenuti (RevPar a 61,72 euro, +5,8% rispetto all’analogo periodo 2012). Sostanzialmente stabili sono risultati gli alberghi a 3 stelle.
www.alberghiconfindustria.it


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