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Campeche, dove la storia è business

DESTINAZIONI

06-11-2013 NUMERO: 34

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Vania Kelleher Hernández 2013 - MessicoCultura e natura è il binomio vincente per lo Stato di Campeche, nella penisola messicana dello Yucatan: un territorio che racconta storie e leggende Maya, testimoniate dalle aree archeologiche e dalla presenza di 17 etnie legate all’antica civiltà. «Le loro usanze e tradizioni costituiscono il nostro patrimonio culturale», sottolinea Vania Kelleher Hernández, ministro del Turismo dallo scorso marzo.

Terra di conquista
«Dal 1999 – ricorda il ministro – il centro storico della capitale San Francisco de Campeche, fondata dagli spagnoli all’inizio del XVI secolo da cui iniziò l’espansione nello Yucatan, è Patrimonio dell’Umanità Unesco». Circondato dai resti di antiche fortificazioni, importante esempio di architettura militare del XVII e XVIII secolo, il centro storico presenta anche molte testimonianze religiose e commerciali come la cattedrale di Nuestra Señora.


C’è poi il giardino botanico nel Baluardo di Santiago, uno dei sette nelle antiche mura con più di 150 specie di flora, e quello di San Pedro con una mostra di artigianato. E ancora, sulla collina, il forte di San Miguel – con tanto di fossato, ponte levatoio e cannoni – che conserva una collezione di pezzi pre-ispanici come le maschere di giada ritrovate nella zona di Calakmul.

L’antica capitale
«Proprio Calakmul è una delle più grandi città Maya scoperte», precisa Kelleher Hernández. È situata a sud-est della capitale, vicino al confine con il Guatemala e all’interno dell’omonima riserva della Biosfera, la più grande dopo quella Amazzonica: oltre 156mila km immersi nella giungla, popolata da oltre 50 specie di rettili e 300 di uccelli. E poi giaguari, puma, ocelot e molte specie di scimmie. Senza dimenticare gli itinerari per trekking e mountain bike.


Come antica capitale del regno della Testa di Serpente, contiene oltre settemila antichi edifici Maya, compresa l’Acropoli Grande. «Per questo – riferisce il ministro – è stata avanzata la richiesta di ingresso nel 2014 nella lista dei siti dichiarati Patrimonio Culturale dell’Unesco». Tra i 17 siti archeologici aperti al pubblico c’è Edzná, “la casa degli Itzáes”, nei pressi di Campeche, capitale della regione occidentale dal 400 al 1000 d.C. Fanno parte dell’Acropoli l’imponente Tempio Piramide dai Cinque Piani. E ancora il sito di Balamkù, nel sud, noto per i rilievi di stucco modellato e policromo.

Aziendas a 5 stelle
«Il ricettivo del Campeche – sottolinea il ministro – si distingue per le Aziendas, in maggioranza antiche case private circondate da quelle dei coloni, dove si lavorava per lo più l’agave, per trarne forti cordami. Oggi sono state trasformate in hotel a 5 stelle, in maggioranza della catena Starwood, con cucina locale e internazionale e Spa.  Tra questi gli hotel Plaza Campeche e Plaza Colonial, nel centro storico di Campeche. In genere si tratta di boutique hotel da 15 o 20 camere».


Nuove infrastrutture anche nell’area di Champtòn, a 40 km dalla capitale. «Qui – informa Kelleher Hernández – grazie a un investimento di oltre 20 milioni di dollari, saranno aperti entro il 2014 un albergo a 4-5 stelle, una marina e un campo da golf a 18 buche. In seguito è prevista anche la costruzione di appartamenti da vendere in multiproprietà». L’aeroporto di Campeche è collegato con tre linee a Città del Messico, mentre sono allo studio voli charter per Cancùn.


«Il 2012 è andato bene con un milione e 700mila turisti, di cui il 20% dall’Europa. Per questo – conclude il ministro – spingiamo sulla promozione nel Vecchio Continente».
www.campeche.travel

Dorina Landi

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