Giornale del 05 Febbraio 2014 - sfoglia il giornale

Iran delle meraviglie

IN VIAGGIO

05-02-2014 NUMERO: 3

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Moschea della Luce - Iran«È uno di quei rari luoghi, come Atene o Roma, nei quali l’umanità trova comune sollievo». Isfahan, in Iran, è un’icona di bellezza per Lord Byron. Città che seduce e conquista, così come la sua gente. È una delle tappe del nostro viaggio nell’antica Persia: il primo a distanza di anni, segno del rilancio turistico di una destinazione ormai pronta ad accogliere il mondo.


Il volo Turkish Airlines (da Roma, via Istanbul) atterra all’aeroporto di Shiraz, nell’Iran centrale. Indossiamo il velo islamico, il cosiddetto hijab, come la legge impone. Siamo ospiti del più grande operatore iraniano – Aito Tours, acronimo di Azadi International Tourism Organization – insieme con i rappresentanti dei t.o. italiani Alderan, Apatam, Azalai, Estland, Il Tucano, King Holidays, Kuoni BestTours, Nbts e Toa.


Shiraz, la città dei fiori e dei poeti
A 1.500 metri di altitudine c’è Shiraz, capoluogo della regione di Fars. Nonostante abbia origini lontane (già nel 2000 a.C. il suo nome compare in alcune iscrizioni) assume particolare importanza nella metà del 1700 quando per qualche decennio diventa capitale dell’Iran. Il suo soprannome di “città dei fiori e dei poeti” è dovuto alla presenza di numerosi giardini e alle tombe di due tra i più importanti poeti persiani, Hafez e Sa’di, che qui nacquero e vissero.


Shiraz è anche un’importante meta di pellegrinaggio per la presenza di uno dei santuari più visitati dell’Iran: il Mausoleo del Re della Luce (Shah Cheragh), dove sono conservate le spoglie dell’ottavo fratello dell’Imam Reza. Per consentire l’accesso dei fedeli, la Moschea della Luce è aperta 24 ore su 24, ma non sempre è accessibile ai turisti.


Le donne per entrare devono indossare il chador che si affitta all’ingresso, dove si depositano borse e scarpe. Chi ha la fortuna di visitarla, magari nel tardo pomeriggio, quando fuori è già buio, si trova di fronte a un vero e proprio spettacolo: l’interno totalmente rivestito di piccoli specchi riflette luci e figure, e trasforma la moschea in una sfera magica vibrante di religiosità. Come in tutti i santuari islamici, le donne e gli uomini hanno spazi distinti. In questo caso, la divisione è stata fatta ponendo al centro della moschea un’alta struttura a forma di parallelepipedo, che contiene una tomba. L’onda di fedeli che va verso il centro per toccare il sepolcro, lo rende simile a un cuore pulsante.

Persepoli - IranIl grande impero rivive a Persepoli
A circa 50 km da Shiraz si trova il sito archeologico più famoso dell’Iran: Persepoli. Dichiarata nel 1979 patrimonio dell’Unesco, la città di Persepoli fu costruita intorno al 520 a.C. e oggi rappresenta la testimonianza più vivida della grandezza dell’impero persiano. Nacque come città di rappresentanza dove celebrare importanti manifestazioni: la sua magnificenza doveva suscitare l’ammirazione dei visitatori. Questo avviene tuttora quando si percorrono scalinate monumentali, si attraversano colonnati grandiosi e porte imponenti. Strutture decorate con bassorilievi che raccontano la storia dei popoli che hanno abitato l’impero.


Persepoli è tornata alla ribalta in tempi moderni quando nel 1971 sono state trasmesse in mondovisione le manifestazioni organizzate dall’ultimo Scià per celebrare i 2.500 anni della monarchia persiana. Non a caso i potenti di tutto il mondo furono invitati proprio nel luogo che più rappresentava la potenza dell’impero persiano.


Riprendendo la strada che verso nord conduce a Isfahan, è d’obbligo una sosta alle monumentali tombe rupestri dei sovrani Dario I e Dario II,  scavate in una parete rocciosa in posizione molto elevata rispetto al terreno.

Shiraz - IranIsfahan, specchio del mondo
Dopo circa 400 km arriviamo a Isfahan, la città che meglio rappresenta la grande cultura del popolo iraniano. Intorno alla fine del 1500, Isfahan è stata totalmente ricostruita dallo Scià Abbas I ed è stata capitale del Paese per circa un secolo. Durante questo periodo sono stati edificati palazzi e monumenti tuttora aperti al pubblico, ammirabili non solo per la bellezza delle decorazioni e per l’eleganza delle strutture, ma anche per la scientificità con cui sono stati costruiti.


Il cuore della città è Naqsh-e-Jahan, letteralmente “specchio del mondo”, chiamata anche Piazza dell’Imam. È una delle piazze più grandi al mondo, patrimonio mondiale dell’Unesco: merita di essere vissuta almeno per una giornata intera, non solo per i palazzi e le moschee che la circondano, ma anche per le persone che la animano.

A spasso nel bazar che parla di sé
Sul lato settentrionale, attraverso un’enorme porta decorata da maioliche, si accede al bazar dove si trova un’ottima qualità dei manufatti artigianali e soprattutto la massima espressione dell’ospitalità e cordialità persiana. È un susseguirsi di piccole botteghe specializzate, dove gli artigiani amano raccontare la propria storia, spiegare come è realizzato un oggetto e da dove provengono le materie prime. Il fine ultimo della vendita, in posti come questo, appare quasi secondario. È piacevole districarsi tra le botteghe, respirando gli aromi e gli odori dei materiali: dal cuoio delle scarpe alla vernice delle miniature, dal miele del negozio di dolci allo zafferano della bottega di spezie.


Capita di incappare in minuscoli negozi di antiquariato, stracolmi di oggetti polverosi, dove ciascuno ha una storia. A raccontarla è lo stesso robivecchi, che mentre narra aneddoti valuta quale oggetto sia più adatto al suo interlocutore. Luoghi magici, dove ogni pezzo di antiquariato sembra avere una vita propria e un destinatario preassegnato. Stesso discorso vale per i venditori di tappeti, che spiegano il significato di ciascun disegno e l’uso di specifici colori. E per gli artigiani che mostrano con la lente d’ingrandimento la precisione delle miniature, rivelando – tra una chiacchiera e l’altra – il segreto per riconoscere l’osso di cammello da quello di un bovino.


Se nel bazar si fa un tuffo nella cultura popolare, uscendo fuori ci si ritrova, senza ombra di dubbio, nell’armonia del “bello”, circondati dal blu, giallo e turchese delle maioliche che decorano le pareti della Moschea dell’Imam o dal rosa della cupola della Moschea dello Sceicco Lotfollah.
 

Shiraz - bambine - IranVisti semplificati, ma il velo è legge

Per entrare in Iran è necessario il visto d’ingresso, ma le procedure che fino a qualche tempo fa erano piuttosto complesse ora sono state semplificate. Basta richiedere l’autorizzazione all’Ambasciata iraniana in Italia: dopo una ventina di giorni viene comunicato un numero di approvazione che, consegnato alla dogana dell’aeroporto in cui si atterra, consente di pagare e ritirare rapidamente il visto. Anche se l’arrivo è in tarda notte. Per quanto riguarda l’abbigliamento femminile è fondamentale avere il capo coperto da un foulard hijab che bisogna indossare prima di scendere dall’aereo. Abiti o pantaloni, con lunghezza sotto il ginocchio non devono essere fascianti. Per il resto non ci sono controindicazioni su colori o disegni. È consentito indossare sandali e avere i piedi scoperti.

 

Turkish Airlines: non solo Teheran

Network capillare in Iran per Turkish Airlines. La compagnia turca, tra i top player mondiali nel trasporto aereo, collega Istanbul a Teheran con quattro frequenze al giorno. Voli anche per Mashad, Shiraz, Isfahan, Kermanshah e Tabriz. Il vettore è presente in sette città italiane con 116 voli a settimana per Istanbul con comode coincidenze per l'Iran: 35 frequenze settimanali da Milano, 25 da Roma, 21 da Venezia, 14 da Bologna e sette da Torino, Genova e Napoli. Entro quest’estate sarà inaugurata Catania, ottava destinazione in Italia, con voli da/per Istanbul. Turkish Airlines è stata premiata come Migliore Compagnia d’Europa agli Skytrax World Airline Awards, vincendo nel 2013 anche il premio per Miglior Catering in Business Class per il servizio Flying chefs sui voli di lunga distanza.

Sandra Di Meo

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