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OMT, ecco il nuovo scenario globale

ATTUALITA'

06-02-2014 NUMERO: 3

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Mykonos - GreciaL’Organizzazione Mondiale del Turismo, agenzia dell’ONU, ha fatto sapere pochi giorni fa che nel 2013 gli arrivi internazionali nel mondo sono aumentati di un altro 5%, fino a 1,087 miliardi. E che nel 2014 si stima ancora il 4% di progresso.


Insomma va tutto bene, non c’è da preoccuparsi. Anche se nella top ten della crescita per arrivi e ricavi l’Italia non c’è, anzi, secondo Eurostat abbiamo perso ancora pernottamenti; e secondo l’OMT nel 2013 sono diminuiti l’outgoing da Giappone, Italia e dalla Germania. Ma ci sono mete che hanno conquistato più ricavi che arrivi, come Usa e Gran Bretagna, o l’Arabia Saudita che ha perso arrivi e guadagnato incassi.

All’Europa la parte del leone
Ma l’Europa ha di nuovo avuto la parte del leone nella crescita: 29 milioni di arrivi in più, fino a 563 milioni, e quest’anno ne avrà un altro 3 o 4% in più. Qui la Francia canta di nuovo vittoria, prima in Europa in pernottamenti: in tutto 405 milioni e più 1,1%, sul totale di  2,6 miliardi registrati in tutto il continente (anche questi più 1,6%, dati Eurostat). Seconda la Spagna, con 387 milioni  di notti (più 1%), terza l’Italia con 363 milioni, meno 4,6%, quarta la Germania con 355 milioni e in progresso dell’1,3%. In ottimo recupero la Gran Bretagna: più 6,5% con 320 milioni di pernottamenti. E si conferma il balzo della Grecia (nella foto, una veduta di Mykonos): oltre l’11% in più, con 87,3 milioni di notti. I pernottamenti extraeuropei sono stati il 45% del totale: 1,18 miliardi, avanti del 5%.


L’Asia Pacifico avanza del 6%, con 248 milioni di arrivi. Stabile il Medio Oriente a 52 milioni. Bene le Americhe a169 milioni, più 4%. L’Africa è cresciuta del 6% fino a 56 milioni di arrivi, e farà meglio nel 2014.


Il balzo di crescita vero si è visto nella sub-regione Sud-Est Asiatico: più 10% gli arrivi. E se pure dal nostro osservatorio non si vede bene, anche l’Europa Mediterranea ha ottenuto ottimi risultati: più 7%, come in Europa Centrale e Orientale. Solo Sud America e i Caraibi hanno segnato rispettivamente un debole più 2 e più 1%.

Grecia di slancio
Nella top ten dei Paesi dove gli arrivi sono cresciuti a due cifre si va dal 24% del Giappone (che continua a recuperare dopo il disastroso terremoto del 2011), al quasi 20% della Thailandia, malgrado i disordini interni; a un sorprendente 22% di crescita dell’emergente Kazakhstan, che piace molto ai vicini russi e cinesi. Anche la Grecia ha fatto leva sul turismo per riprendersi dalla crisi, tra l’altro sviluppando un fortissimo incoming B2C online, che ha contribuito allo slancio degli arrivi, cresciuti l’anno scorso di un abbondante 15%. Avanti a due cifre (tutti intorno al 10%) anche Filippine, Vietnam,  Turchia, Russia, Emirati Arabi e Taiwan.


Quanto agli incassi la top ten ripete in parte quella degli arrivi, con cinque dei migliori risultati in Asia: in testa la Thailandia, che continua a crescere dal 2012, con un altro 27% in più, abbondante, l’anno scorso; al secondo posto il Giappone (più 24%) e poi Hong Kong, dove gli arrivi sono cresciuti solo dell’8% ma i ricavi di oltre il 20%. Bene anche le Fillippine e la Russia (quarto e quinto posto) e anche qui gli incassi crescono più degli arrivi.


Sesta la Grecia, che ha abbassato i prezzi e ha incassato quasi il 15% in più, e lo stesso ha ottenuto la Gran Bretagna dove però gli arrivi sono aumentati solo del 5,4%. Avanti a due cifre i ricavi di Turchia, Taiwan, Indonesia, Macao (sempre Cina); ma anche gli Usa hanno incassato il 10,5% in più pur su arrivi in aumento di poco più del 4%. C’è anche l’Arabia Saudita, che mentre ha perso oltre il 7% degli arrivi è riuscita a ottenere dal turismo quasi l’11% di ricavi in più. Analogamente l’India con solo il 4% in più di arrivi ha incassato il 12% in più.
Tuttavia in numeri assoluti la Thailandia, pur con il suo balzo, ha incassato meno di ciascuna delle mete storiche in Europa.

L’ondata di Cina e Russia
Si conferma infine quel che l’industria globale vede chiarissimo: i bacini  outgoing che trainano la crescita sono Cina e Russia. I cinesi  già nel 2012 avevano speso all’estero in turismo e shopping oltre 102 miliardi di dollari (più 41% sul 2011) – su un totale globale in turismo di 1.074 miliardi – spingendo per la prima volta i tedeschi al secondo posto, con i loro quasi 84 miliardi, e gli Usa al terzo, praticamente con la stessa cifra. Ma nei primi nove mesi del 2013 i cinesi hanno speso un altro 28% in più. E russi, quinto mercato outgoing del mondo (dopo la Gran Bretagna) pare abbiano speso all’estero il 26% nel solo mese di settembre 2013. Positivi i dati di outgoing anche per la Francia (in recupero con un più 6%), e tutti con circa il 3% di crescita anche Gran Bretagna, Usa, Canada e Australia.


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