Giornale del 28 Marzo 2014

Turisti cinesi, big spender nel tax free

ATTUALITA'

28-03-2014 NUMERO: Giornale Online

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Turisti cinesi e occidentaliQuando si dice big spender, bisogna tradurlo in cinese: è da questo mercato, infatti, che arrivano le conferme di una propensione di spesa addirittura superiore a quella dei russi.

 

Una ricerca di Global Blue presentata a Roma certifica che i turisti cinesi, da soli, valgono il 21% del mercato italiano del tax free shopping, e tra le città preferite per gli acquisti spiccano Milano con il 20%, seguita da Roma con il 17%. Cresce anche la propensione agli acquisti nei grandi Outlet (17%) che i cinesi percepiscono come luoghi dove si abbina la combinazione vincente griffe più sconti.

 

Indicazioni precise e preziose in vista dell’Expo 2015, dove si attendono almeno un milione di visitatori dalla Cina. Ma bisogna saperli accogliere e assistere, come ha precisato l’ex ambasciatore italiano in Cina per oltre 20 anni Attilio Massimo Iannucci: «Dagli aeroporti ai centri commerciali ai singoli negozi griffati, occorre capire che investire su commessi cinesi è la mossa azzeccata, perché in questo modo gli ospiti della Cina si sentono tranquilli e rilassati. Così come altri piccoli accorgimenti vanno presi negli alberghi, dove ci si ostina a servire cappuccini e formaggi: i clienti cinesi non li digeriscono e stanno male, di conseguenza possono avere un brutto ricordo del loro soggiorno in albergo».

 

A Roma scontrini medi da 6mila euro
Tanti piccoli dettagli che fanno la differenza e aiutano a trattenere i cinesi dalle nostre parti e quindi a farli spendere volentieri: la ricerca di Global Blue ha infatti rivelato che nella sola via Condotti a Roma lo scontrino medio dei globe shopper cinesi è superiore ai 6mila euro, contro i 5mila dei russi, mentre lo scontrino medio nei duty free supera i 1.000 euro contro i 900 dei russi. Gli acquisti più frequenti riguardano abbigliamento e pelletteria (57%) seguiti da orologi e gioielli (35%).

 

Ma la ricerca, che ha sondato anche gli umori degli ospiti cinesi, ha rivelato anche una certa delusione o vera e propria contrarietà di questi clienti per la cortesia nei negozi (migliorabile nel 60% dei casi) e nella qualità dei servizi in genere. Occorre far tesoro di queste indicazioni in prospettiva Expo 2015 perché c’è il rischio concreto che i cinesi in arrivo per l’evento-clou del prossimo anno, soggiornino pochissimo tempo in Italia, senza transitare per Roma e Firenze, e da Milano vadano in altre città europee (Vienna, Parigi, Berlino).

 

Maggiore attenzione dagli hotel, dai negozi e dai cittadini
Cosa fare? Sforzi e attenzione dell’hôtellerie, dei negozi, ma anche della cittadinanza. Per l’assessore alla Produttività del Comune di Roma, con delega al turismo, Marta Leonori, «occorre lavorare sui viaggi di gruppo con il “Piano Pullman” che stiamo approntando, creare eventi con sconti commerciali che coinvolgano gli ospiti stranieri e quindi anche i cinesi, proseguire con operazioni come quella adottata da Federalberghi Roma che ha creato un bollino “Chinese Friendly” in oltre 50 strutture ricettive della Capitale in grado di accogliere al meglio questi ospiti, migliorare una infrastruttura prioritaria come Fiumicino, porta d’ingresso per migliaia di cinesi. In altre parole fare squadra, tra istituzioni e imprese, tralasciando campanilismi e lavorando in gruppo anche per un evento come l’Expo 2015, che coinvolge tutto il sistema-Paese».

 

Una vera e propria sfida, dunque, che vale la pena di raccogliere se si tiene conto che la Cina è il bacino di traffico turistico con le più grandi potenzialità nei prossimi 10 anni: nel 2013 dalle nostre parti sono stati censiti circa 450mila arrivi dalla Cina e quest’anno si dovrebbe raggiungere quota 600mila. Un approccio impegnativo che ci deve preparare al meglio per l’impatto previsto nel 2015,con l’Esposizione internazionale di Milano che attirerà numerosissimi visitatori provenienti dalla Cina.
www.global-blue.com

Andrea Lovelock

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