Giornale del 01 Aprile 2014

Tra desolazione e speranza, il riepilogo di Stella

ITALIA

01-04-2014 NUMERO: Giornale Online

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Turisti - Colosseo - Roma int«Turismo, prezzi alti e poca cultura dell’ospitalità: l’Italia non è più prima»: titola così il Corriere della Sera online un desolato articolo in cui Gian Antonio Stella, caustico cronista del malcostume politico nazionale ricapitola il declino dell’industria – l’unica sicuramente non delocalizzabile – sulla quale da sempre si sprecano promesse e buoni propositi, e da sempre mancano strategie e autentica buona volontà.

 

Stella cita fonti autorevoli come il Wttc, per constatare che di fatto nel 2013 il turismo vero e proprio ha contribuito al Pil italiano con 63,9 miliardi di euro, appena il 4% del totale, e arriva al 10,2% (161 miliardi) solo considerando l’intero indotto, compreso lo shopping e ogni altro extra.

 

Con i dati di Unwto il cronista ci ricorda che nel 1950 i viaggiatori stranieri che sceglievano l’Italia erano il 19% del totale, e ora sono solo il 4,4%: come dire che siamo riusciti a sprecare un vantaggio eccezionale, scivolando appunto al quinto posto tra le mete del mondo, proprio mentre il turismo internazionale è cresciuto a un ritmo mai visto nella storia, soprattutto negli ultimi 10 anni.

 

Ma non è tutta colpa della politica
Per una volta però Stella non accusa solo i politici, che pure sul turismo non hanno mai fatto sul serio, pur promettendo qua e là nelle campagne elettorali di ricavarne presto anche il 20% del Pil. Il problema – e qui Stella cita un’analisi del Touring – è anche nella nostra scarsissima cultura del turismo, che si vede nel numero crescente di disservizi e truffe di cui restano vittime i visitatori stranieri.

 

Cose che all’estero fanno notizia quanto il degrado di beni culturali patrimonio dell’Umanità come Pompei, che perde pezzi mentre in un solo anno riceve il 17% in più di visitatori. Ma Villa Adriana è scesa dai 322mila ospiti del 2003 a 207mila nel 2013. E la Reggia di Caserta che ne aveva quasi 700mila è scesa sotto 440mila. Ma non tutto è perduto, e Stella cita in chiusura di nuovo il rapporto del Touring: «se l’Italia credesse di più nel turismo, sarebbe un Paese migliore».


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