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ETS: prosegue la guerra sulle emissioni di CO2

LINEE AEREE

03-04-2014 NUMERO: 10

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Aereo - volo - sciaProsegue sempre tesa la controversia infinita sulle emissioni di CO2 in Europa, in attesa che l’Icao (International Civil Aviation Organization) elabori una soluzione alternativa al sistema ETS, istituito dalla UE e poi sospeso mesi fa tra le polemiche per l’opposizione quasi compatta dei vettori aerei, in testa quelli americani, cinesi, russi e indiani.

 

«La UE non si piega alle pressioni straniere»
L’Environment Committe del Parlamento Europeo ha respinto a maggioranza la proposta di esentare fino a tutto il 2016 i voli lungo raggio dallo schema ETS, che prevede un tetto alle emissioni di CO2 consentite, oltre il quale i vettori dovrebbero pagare quelle in eccesso un tanto la tonnellata.

 

Annunciando il risultato della votazione il comitato ha chiarito che «l’Unione Europea non si piegherà alle pressioni straniere». Anzi di più: «Il voto di oggi significa solo che ai membri del parlamento non piace subire la prepotenza di altri Paesi che vogliono smantellare la legislazione europea sul clima», ha esplicitamente detto il tedesco Matthias Groote, presidente dell’Environment Committee.

 

La decisione preluderebbe al prossimo ripristino dell’ETS – previsto a fine aprile in mancanza di alternative percorribili – anche se la decisione del Committee dovrà essere sottoposta fra due giorni al voto del Parlamento Europeo in sessione plenaria.

 

Le preoccupazioni di AEA
Ha definito «preoccupante» la decisione del Committee Athar Husain Khan, il ceo dell’Association of European Airlines. Se dovesse rientrare in vigore l’ETS si riaccenderebbe la guerra commerciale scatenata due anni fa per reazione dai Paesi extraeuropei costretti a pagare per le emissioni dei loro aeromobili, quando i cinesi addirittura bloccarono un ordine in corso con Airbus. «Riteniamo che un ripristino integrale del sistema avrebbe un impatto negativo sulle compagnie europee, sul loro operativo e sull’occupazione», ha avvertito Khan.

 

Gli analisti ritengono improbabile che il parlamento ripristini l’ETS entro il termine vicinissimo del 30 aprile, che nella forma attuale manterrebbe la sospensione per gli intercontinentali fino al 2016, con la possibilità di reincluderli in mancanza di alternative condivise. L’Icao lo scorso ottobre ha promesso di strutturare questo tipo di proposta entro il 2016, per mandarla a regime entro il 2020. Ma finora ogni ricerca di compromessi temporanei – come quello di tassare esclusivamente le tratte sul territorio europeo, rifiutato da Francia, Germania e Gran Bretagna – sembra aver solo inasprito i due fronti sulle loro posizioni.


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