Giornale del 11 Aprile 2014

Malpensa-New York: il Tar del Lazio contro Emirates

ATTUALITA'

11-04-2014 NUMERO: Giornale Online

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Fabio Lazzerini 2013 - Emirates«Prendiamo atto della decisione del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, e riflettiamo sui nostri prossimi passi. Il Tar ha bocciato le richieste di Alitalia e di Assaereo a luglio 2013, e il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza in appello nel mese di settembre. Stiamo valutando se portare la questione davanti al Consiglio di Stato con un ricorso urgente»: così reagisce a caldo Emirates, per bocca di Fabio Lazzerini (nella foto), gm Italia, poche ore dopo che una sentenza del Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Assaereo contro l'autorizzazione concessa dall'Enac alla compagnia di Dubai per operare il volo diretto da Milano Malpensa a New York.

 

Per ora si continua a volare

Il volo, prolungamento di uno dei tre Dubai-Milano giornalieri, continua comunque a operare per il momento tutti i giorni come da schedule. La compagnia resta in attesa di comunicazioni specifiche dal ministero dei trasporti, dalle quali discenderà qualsiasi provvedimento successivo.


La stessa Assaereo, associazione nazionale di vettori e operatori del trasporto aereo del sistema Confindustriale, ha annunciato il successo del ricorso contro un provvedimento che in una nota definisce “grave e discriminante per le nostre imprese”. 


Secondo Assaereo le autorizzazioni concesse da Enac di quinta libertà dell’aria – la libertà di imbarcare passeggeri e merci in stati intermedi – “sono riservate da trattati internazionali ai vettori nazionali, comunitari e dei Paesi di destinazione. In nessuno Stato è neanche ipotizzabile la loro concessione a compagnie extracomunitarie. In Italia ciò è avvenuto senza alcuna contropartita per i vettori nazionali e per giunta su tratte, come quella tra Malpensa e New York, già abbondantemente servite da compagnie aeree sia italiane che statunitensi”.  Assaereo riferisce inoltre che "l'autorizzazione era stata concessa dall'Enac in via provvisoria e per soli 18 mesi a partire da ottobre del 2013, in via extrabilaterale". Dunque peraltro l'autorizzazione è tuttora valida e in vigore.


Sea non ci sta, a un anno dall'Expo

Alla decisione del Tar si ribella Sea, dove il presidente Pietro Modiano in una nota definisce la sentenza “un provvedimento stupefacente e inatteso, tanto più in vista di Expo, evento per il quale auspicavamo tutti una politica di Open Sky".

Ma secondo Assaereo la sentenza sarebbe "un passaggio fondamentale in quanto allinea l'Italia agli altri Paesi, non solo europei, nel rispetto degli accordi internazionali e fornisce una chiara risposta alle altre compagnie extracomunitarie che volessero seguire l'esempio di Emirates".

 

Modelli di competizione, globalizzazione

Volendo prescindere per un momento da torti e ragioni eventuali, in questo alternarsi confuso di sentenze da un tribunale e all'altro sembra riprodursi certo modello di competizione italiana, giocato su carte e cavilli più che su efficienza e qualità. Una formula che finora pare abbia mancato di attrarre investimenti stranieri in Italia e di produrre vera ricchezza, e che forse rischia di ricordare al cauto management di Etihad, magari un attimo prima della decisione definitiva, quali altri rischi potrebbe comportare l'investimento in Alitalia. E in un contesto dove si sceglie di arginare nei tribunali – ma a onor del vero altro del genere è accaduto anche altrove in Europa – anche l'avanzata dei vettori del Medio Oriente: un vasto processo nel quale l'Italia potrebbe non giocare alcun ruolo, finendo per subirlo in condizioni di oggettiva debolezza, senza trarne alcun possibile beneficio.

«Non sarebbe la prima due diligence dopo la quale abbandoniamo», ha considerato il ceo James Hogan a Berlino solo un paio di mesi fa. Infine viene da notare come nel tempo la globalizzazione venga vista  spesso come fenomeno “inevitabile”, e in quanto tale accettato dalla politica e dal pensiero cosiddetto mainstream quando cancella posti di lavoro esecutivo, nelle manifatture come nel turismo. Mentre fa scandalo quando tocca certe grandi imprese, più o meno partecipate, e gli interessi che le sostengono.

www.emirates.com/it

M.F.

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