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Expedia cresce e annuncia: «Con gli hotel cambia tutto»

OLTA

07-05-2014 NUMERO: 15

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Dara Khosrowshahi - ExpediaExpedia prepara una virata radicale nella relazione con gli hotel: lo ha annunciato Dara Khosrowshahi (nella foto), il presidente e ceo della olta, in un’intervista tv su CNBC, chiarendo che la politica di contracting sarà molto più flessibile. E anzitutto in fatto di parity rate, la clausola che vieta lagli hotel di vendere in qualsiasi caso a tariffe inferiori a quelle pubblicate da Expedia.

 

La notizia nella notizia è che non saranno le antitrust del mondo a cancellare certe norme, nei contratti delle olta, contro cui si battono in questi anni le associazioni degli albergatori, da Hotrec a Federalberghi. A cambiare tutto sarà Big Data, la colossale mole di dati sulle abitudini (e sui sogni) di consumo della gente, che le olta e i grandi operatori tecnologici ora possono raccogliere e processare sul web, per offrire a ciascuno il suo viaggio perfetto.

 

Prezzo su misura, non confrontabile
«Il modello di tariffa standard al pubblico – ha detto Khosrowshahi – sul quale abbiamo basato il nostro business negli ultimi 10 anni, sarà molto meno determinante. E questo non vale solo nella formula hotel direct, ossia per le tariffe che gli alberghi pubblicano sui propri siti web, ma in generale nel modo di lavorare con noi. Perché potremo consentire agli hotel di offrire proposte dedicate anche a piccolissimi target, molto segmentati. Ad esempio ai loro fan su Facebook, o solo agli ospiti in arrivo dall’Indonesia».

 

Perché è chiaro che Expedia, utilizzando i dati generati dai suoi user anche sui social media, potrà personalizzare offerte miratissime che costituiranno la base della nuova flessibilità: l’olta incasserà verosimilmente ancora più margini, ma in un rapporto più fluido e disteso con gli alberghi. Esce di scena così il concetto di rate parity, sempre più difficile da far rispettare, quasi insostenibile, e di fatto anacronistico. Perché è possibile che nessuno vada più a caccia della tariffa stracciata, quando avrà ricevuto una proposta perfetta per i suoi desideri in quel momento, che include l’essenziale e anche il superfluo, a un prezzo ragionevole e soprattutto non confrontabile.

 

Khosrowshahi non ha fornito dettagli ulteriori sulla nuova strategia, ma nell’intervista a Squawk Box di CNBC accenna al fatto che Google e Facebook – di fatto potentissimi competitor – già offrono qualcosa di analogo agli albergatori e ad altri fornitori di servizi. Intanto gli user di Expedia possono scaricare la nuova app per iOS, rilasciata da poco su 25 mercati, per ricevere dall’olta il loro “premium content”.

 

Crescita a due cifre, passivo stracciato
Khosrowshahi ha annunciato la virata strategica insieme ai risultati del suo gruppo nel primo trimestre del 2014. Più 24% le notti vendute: la crescita rallenta rispetto al più 28% di un anno fa, ma il totale delle prenotazioni ora è cresciuto del 29% grazie alla partnership con Travelocity (la migrazione sulla piattaforma Expedia di Travelocity Usa è stata completata nel trimestre) che ha fatto schizzare in alto la vendita di voli. Benissimo anche Trivago, il motore metasearch tedesco acquisito un anno fa da Expedia, che porta a casa ricavi aumentati dell’80% rispetto al 2013.

 

Così il primo trimestre di Expedia Inc. si chiude con perdita netta praticamente stracciata a 14,3 milioni di dollari rispetto ai 104,2 milioni di un anno fa (che includevano anche parte dei costi delle acquisizioni) su un fatturato totale – tra vendite e pubblicità – aumentato del 19% nel trimestre, fino a 1,2 miliardi di dollari. Nel periodo i costi di Expedia sono aumentati del 26% per il marketing e del 12% in tecnologia. Con tutto ciò il risultato migliora i 20 milioni di perdita previsti dagli analisti, mentre Expedia ha distribuito un dividendo di 16 centesimi di dollaro per azione (dove gli analisti avevano stimato 1 centesimo).

 

Così Expedia può permettersi di sostenere anche il suo marchio Hotwire, che per ora non porta utile, ma vende oltre il 30% last minute via mobile, e di coltivare progetti come quello attualmente in beta che le consentirà di distribuire case e appartamenti dall’inventario di HomeAway. E all’orizzonte, antitrust permettendo, si profila l’evoluzione della partnership con Travelocity (l’olta di Sabre) in acquisizione vera e propria, prevista da apposita opzione contrattuale.

 

Tutto ciò considerato, gli analisti di JPMorgan Chase e di Zacks stimano per il titolo Expedia, quotato 72 dollari al NASDAQ il primo maggio, un’evoluzione imminente tra 80 e 89 dollari.
www.expedia.it

M.F.

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