Giornale del 13 Maggio 2014

Bocca, Federalberghi: «Il governo cambi passo»

OSPITALITA'

13-05-2014 NUMERO: Giornale Online

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Bernabò Bocca 2008 - FederalberghiAlbergatori pronti a raccogliere la sfida dell’innovazione, ma determinati a tracciare una strada obbligata al governo Renzi, al quale si chiedono: la riforma del Titolo V, maggiori risorse per la promozione, crediti d’imposta per investimenti che molti albergatori vorrebbero compiere per riqualificare le proprie strutture e un fisco meno asfissiante.

 

Sono i passaggi-chiave che hanno caratterizzato la 64ª assemblea nazionale di Federalberghi svoltasi a Trieste. Nell’occasione 400 delegati hanno seguito con attenzione sia la relazione del presidente Bernabò Bocca (nella foto) sia la “lezione” su Big Data tenuta dal professor Euro Beinat, docente di Geoinformatics e Data Science dell’Università di Salisburgo.

 

Le priorità secondo Bocca
Per Bocca le priorità sono chiare: «Modifica del Titolo V della Costituzione per restituire centralità al settore, adeguate risorse per la promozione del sistema Italia sui mercati internazionali, attivazione di un credito di imposta per incoraggiare gli investimenti nella riqualificazione degli alberghi, semplificazione delle procedure per consentire alle imprese in estrema difficoltà il cambio di destinazione d’uso degli immobili, supporto allo sviluppo turistico del Mezzogiorno».

 

Tutto questo pur tenendo conto che si sta attraversando «una congiuntura economica ancora difficilissima – ha aggiunto Bocca – dove la domanda interna comincia a manifestare qualche timido segnale di risveglio, anche se il mercato è ben lontano dai livelli che registrava prima della crisi e gli indici di redditività sono purtroppo saldamente attestati sotto i valori del 2007».

 

L’osservatorio Federalberghi ha infatti rilevato nel primo quadrimestre 2014 un incremento medio del 2,5% delle presenze di turisti negli alberghi italiani rispetto al corrispondente periodo del 2013.

 

In particolare, si registra un +4,2% di stranieri, a conferma che i nostri alberghi continuano a essere apprezzati, anche grazie a un buon rapporto qualità-prezzo. Inoltre, dopo anni di cali anche la clientela italiana fa segnare un piccolo aumento (+1%), che ovviamente non è sufficiente a compensare il crollo degli anni precedenti, ma restituisce fiducia. Una fiducia che secondo il Bocca va supportata anche da una revisione del regime fiscale definito “opprimente”.

 

«Basti pensare – ha detto Bocca – alla tassazione sugli immobili alberghieri, aumentata in pochi anni del 156% con Imu e Tasi che nel 2014 presenteranno un conto salatissimo, vicino ai 900 milioni di euro. Per non parlare dell’aumento abnorme dell’imposta di soggiorno nel Comune di Roma».

E infine sull’Expo 2015 il preisdente della federazione ha auspicato che le recenti vicende degli “arresti eccellenti” non danneggino il vero grande evento-opportunità del nostro settore per i prossimi anni.

 

L’importanza di Big Data
Seguitissima la lezione di Euro Beinat su Big Data: “Le tracce digitali che ormai lasciamo in ogni momento della giornata possono diventare una banca-dati preziosissima per capire come si muove, cosa compra il turista, e come giudica la destinazione che visita. Una opportunità che lo stesso Mibact, con il ministro Franceschini che ha promosso la prima riunione del Laboratorio Digitale, ha intenzione di sfruttare chiedendo proprio agli operatori privati e alle associazioni di categoria la condivisione di una strategia marketing che può davvero anticipare i bisogni del cliente e presidiare in modo vincente i mercati turistici di domani».

 

Apprezzato, infine, l’intervento del presidente della regione Friuli-Venezia Giulia, Deborah Serracchiani, che ha auspicato «l’Europa del made in Italy, ovvero con il nostro Paese pronto a diventare – con le sue eccellenze nell’hôtellerie, nella ristorazione e nelle tipicità – la destinazione-traino e di riferimento del Vecchio Continente sui mercati internazionali».

 

I primati dell’hôtellerie italiana
A Trieste è stata anche resa pubblica la fotografia di più primati dell’hôtellerie italiana, “scattata” dal VII Rapporto sul Sistema Alberghiero di Federalberghi, realizzato da Mercury Srl, e che sarà pubblicato nelle prossime settimane.

 

Il sistema alberghiero italiano risulta infatti essere il più grande d’Europa per numero di camere e di posti letto. Nel nostro continente non abbiamo rivali. Con 1,1 milioni di camere, distacchiamo nell’ordine la Germania (circa 950 mila camere), la Spagna (915mila), la Gran Bretagna (720mila) e la Francia (620mila). Guidiamo anche la classifica dei posti letto in hotel, con 2,25 milioni di letti seguiti dalla Spagna (1,9 milioni), dalla Germania (1,8 milioni), dalla Gran Bretagna (1,6 milioni) e dalla Francia (1,2 milioni).

 

L’Italia è nel gruppo di testa anche a livello mondiale, quarta con 1,1 milioni di camere, dietro gli Usa (4,9 milioni di camere), Cina (1,5 milioni), Giappone (1,3 milioni). Lusinghiero è anche il piazzamento nel rating della domanda turistica, dove il nostro Paese figura al secondo posto in Europa per numero di pernottamenti negli alberghi: 281 milioni in Spagna e 257 milioni in Italia, con la Francia al quarto posto, superata anche dalla Germania.

 

Infine un dato che non deve sfuggire all’attenzione degli operatori: l’Italia si colloca al primo posto se consideriamo il traffico di turisti extra-europei, con 43 milioni di pernottamenti nei nostri hotel rispetto ai 37 milioni in Gran Bretagna, i 31 milioni in Spagna e i 28 milioni in Francia.
www.federalberghi.it

Andrea Lovelock

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