Giornale del 19 Maggio 2014

Fiavet: alle imprese serve un Mediterraneo integrato

ATTUALITA'

19-05-2014 NUMERO: Giornale Online

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Fiavet in Marocco 2014Nei suoi 53 anni di storia Fiavet è tornata per la terza volta in Marocco. Dopo Casablanca nel 1988 e Marrakech nel 2002 quest’anno il congresso della federazione (nella foto) si tiene a El Jadida, l’antica Mazagan portoghese, sulla costa a 80 chilometri da Casablanca.

 

Al Mazagan beach & golf resort oltre 300 tra agenti di viaggi, direttivo Fiavet e otto presidenti regionali, si sono riuniti per fare il punto sui temi caldi del momento, nel convegno intitolato “Turismo: la via dello sviluppo economico nel Mediterraneo. Italia e Marocco al centro della sfida”. Partner dell’evento: Royal Air Maroc e l’Ente del turismo del Marocco, soci aggregati di Fiavet.

 

«Il Mediterraneo va pensato come un’unica destinazione. Perché non esiste al mondo una concentrazione così preziosa di cultura, tradizioni, paesaggi, bellezza e storia. Che è anche la culla del turismo moderno»: così Fortunato Giovannoni, presidente Fiavet, ha introdotto il tema. E ha specificato: «Oggi il nostro ruolo deve essere quello di interpretare questo enorme potenziale e metterlo a disposizione dei turisti di tutto il mondo».

 

«Pensare globale, lavorare locale»
Gli ha fatto eco Antonio Scipioni, presidente Fiavet Veneto e rappresentante Ectaa (organizzazione adv europee): «Il Mediterraneo richiama il 30% degli arrivi mondiali, di cui l’80% europei e il 25% dal resto del mercato. Bisogna creare prodotti innovativi e articolati per una visione a 360°, e declinata in molte chiavi diverse. Soprattutto senza lasciare tutto il campo a pochi tour operator, che finirebbero per appiattire l’offerta. Dobbiamo pensare globale e lavorare locale. Sapendo che il turismo sarà sempre più “verde”, dovrà dotarsi di certificazioni ambientali e nuove formule di trasporto. Da imprenditori dobbiamo essere attenti e come associazione dobbiamo programmare».


L’area di integrazione turistica
L’ambasciatore italiano in Marocco, Roberto Natali, ha anticipato in convegno l’intento di Fiavet citando Hegel, dove diceva che «se le montagne dividono, il mare unisce»: «Con gli amici e i colleghi del Marocco – ha detto Giovannoni – vogliamo offrirci di lavorare per un’area di integrazione turistica del Mediterraneo. Un progetto che coinvolga tutte le nazioni costiere, e che affronti il problema del turismo. I governi dovranno facilitare lo scambio dei flussi turistici regolando al meglio la concessione dei visti, almeno ai gruppi organizzati dalle agenzie e in regola con le leggi del Paese di provenienza».

 

Da tempo Fiavet cerca di aggregare gli enti del turismo della regione – presenti per ora Croazia, Turchia, Egitto, Tunisia, Grecia – e di riunire intorno a un tavolo tutte le organizzazioni delle agenzie dell’area mediterranea, per censire le esigenze e rimuovere disparità legislative ed economiche che si riversano sui turisti. «Con l’obiettivo primario di garantire loro sicurezza e tranquillità», ha sottolineato Giovannoni.

 

I molti problemi italiani
I problemi peraltro rimangono numerosi a casa nostra: manca per ora un partner nazionale del trasporto aereo che supporti gli operatori sui nuovi mercati; la difficoltà e le lentezze per ottenere i visti turistici (in un anno per questo motivo si sono persi 200mila arrivi russi); è ancora scarsa la promozione italiana all’estero mentre l’Enit continua a cambiare assetto. E ancora, le nostre imprese restano penalizzate rispetto ai competitor europei in fatto di credito, fisco, lavoro: in una parola nel fare impresa.

 

Secondo Giovannoni l’unica risposta è proprio la creazione di un’unica area turistica nel Mediterraneo: «In Europa l’asse di sviluppo è saldamente ancorato alle nazioni del Centro-Nord. Il turismo di conseguenza penalizza i Paesi mediterranei che diventano sempre più deboli. Non ci resta che riorientare il modello di sviluppo verso il nostro antico mare, culla di cultura da secoli. Tutti insieme, perché solo integrando le forze saremo in grado di aumentare i nostri livelli di competizione».

 

I lavori sono proseguiti con tavoli tecnici tra agenzie e operatori del Marocco.
www.fiavet.it

Maria Paola Quaglia

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