Giornale del 06 Giugno 2014

Dialogo UE-Tunisia: verso l’open sky mediterraneo

DESTINAZIONI

06-06-2014 NUMERO: Giornale Online

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Amel Karboul 2014 - ministro Turismo TunisiaC’è aria di novità nei cieli del Nord Africa. Dopo anni di trattative e incontri, sembra essere arrivati alla stretta finale per l’accordo di open sky tra Tunisia e Unione Europea. L’obiettivo è semplice: liberalizzare il traffico aereo tra le due sponde del Mediterraneo, permettendo così a tutte le compagnie – anche low cost – di volare negli aeroporti tunisini.

 

«È una soluzione inevitabile, presto o tardi l’accordo si farà e cambierà molte cose, non solo nel mondo dei trasporti e del turismo», ha detto Mohamed Ali Toumi, presidente della federazione tunisina degli adv (FTAV), durante un incontro a Tunisi per festeggiare il 50° anniversario dell’associazione.

 

In attesa del prossimo (e decisivo) passo dei negoziati tra UE e autorità tunisine, fissato per il 26 e 27 giugno, i collegamenti tra il Paese nordafricano e quelli europei sono regolati dai diversi accordi bilaterali in vigore. «Sono molti i vincoli posti ai vettori, ma con l’arrivo dell’Open Sky i viaggiatori potranno spostarsi più liberamente, oltre a beneficiare di tariffe molto concorrenziali», ha sottolineato Laura Baeza, ambasciatrice dell’Unione Europea in Tunisia, presente all’incontro.

 

Esempio marocchino: boom di visitatori
D’altronde a convincere i più scettici dovrebbe servire l’esempio del Marocco, che dopo la firma del trattato Cieli Aperti ha visto impennare il numero dei visitatori. «Dal 2006 al 2011 i turisti stranieri sono passati da 5,6 milioni a 11 milioni, con un tasso di crescita del 14% l’anno. E come se non bastasse, le tariffe dei biglietti sono diminuite del 40%», ha proseguito l’ambasciatrice.

 

E non è tutto. È stato anche stimato che il guadagno per i consumatori sia stato di 3 miliardi di euro in tutto il periodo. «Senza contare la creazione di decine di migliaia di nuovi posti di lavoro nell’indotto turistico, mentre gli operatori attivi tra l’Unione Europea e il Marocco sono passati da 24 a più di 40 nel 2013. Ormai le compagnie marocchine approfittano dell’accordo per collegare l’Europa all’intero continente africano», ha sottolineato.

 

Il nuovo accordo tra UE e Tunisia sarà siglato sulla falsariga non solo di quello marocchino, ma anche di quello firmato con la Giordania nel 2010. «L’Europa lavora da tempo per un mercato aereo comune con i suoi vicini, tanto che abbiamo intenzione di estendere l’Open Sky a 50 Paesi dell’area», ha proseguito Baeza.

 

«Gli accordi prevedono sia l’eliminazione delle barriere all’investimento dei vettori, sia una convergenza di regolamenti in materia di sicurezza, concorrenza e difesa del consumatore. Tutto ciò che è previsto nell’accordo siglato qualche anno fa con gli Usa», ha aggiunto.

 

L’obiettivo dell’UE è raddoppiare il numero degli arrivi internazionali in Tunisia dai 6 milioni del 2013 ai 12 milioni del 2020.

 

Nel frattempo, dopo tre anni difficili, la destinazione si sta riprendendo. Il mercato francese è in risalita, con un aumento del 14% delle prenotazioni da inizio anno. Crescita più cauta, invece, per Italia, Spagna, Grecia e Turchia. Buone notizie per l’andamento del traffico aereo. Nel primo trimestre 2014, il balzo in avanti è stata del 10%. In totale l’80% del traffico è diretto o proviene dal Vecchio Continente.

 

City break in Tunisia con i vettori low cost
È facile prevedere come l’arrivo delle compagnie low cost – easyJet e Ryanair in testa – potrebbe cambiare il turismo in Tunisia. «Oggi i consumatori viaggiano più spesso, anche se per meno tempo. Abbassando il prezzo del trasporto, e offrendo la libera scelta della durata del soggiorno, anche la nostra offerta si dovrà adeguare a questa evoluzione», ha sottolineato il ministro del Turismo Amel Karboul (nella foto).

 

«I t.o. tunisini, insieme a hotel e adv, saranno chiamati a proporre nuovi prodotti, adatti a un pubblico che può trattenersi nel Paese solo due o tre giorni. Tunisi, ad esempio, è una delle poche capitali del Mediterraneo che si trova in riva al mare, per questo potrebbe diventare meta ideale per i city break. Più in generale – ha concluso il ministro – si tratta di modificare il modo di lavorare e alzare lo standard delle prestazioni».

 

L’industria del turismo tunisina conta 14mila addetti, a cui si aggiungono 20mila dipendenti dell’indotto.

Giorgio Maggi

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