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Iata, per l’Europa arriva la sfida della connettività

LINEE AEREE

09-07-2014 NUMERO: 24

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Tony Tyler 2014 - IataL’Europa e i vettori aerei continentalii devono essere più competitivi e più performanti: è il richiamo giunto dai vertici della Iata che hanno individuato nella connettività globale, la chiave di volta di questo necessario miglioramento.

 

«C’è una lunga lista di misure che l’Europa può e deve adottare per migliorare l’ambiente operativo per il settore del trasporto aereo – ha dichiarato il ceo della Iata, Tony Tyler (nella foto) in una sessione di lavoro con l’UE e la Conferenza Europea per l’aviazione civile – E la ricetta per generare posti di lavoro e far crescere l’economia è la connettività».

 

I vantaggi della connettività possono essere pienamente realizzati solo se, secondo Tyler, le compagnie aeree europee – che sono un nucleo di valore dell’aviazione – miglioreranno le loro performance. Queste compagnie infatti sono finanziariamente più deboli rispetto ai vettori di gran parte delle altre grandi regioni del mondo. Quest’anno, ad esempio, si prevede che i vettori europei realizzeranno un utile netto dopo le imposte di “appena” 2,8 miliardi dollari e un margine di profitto medio netto dell’1,3% (o solo 3,23 dollari per passeggero). In confronto, le compagnie aeree nordamericane guadagneranno circa 11,09 dollari per passeggero.

 

«Vettori europei troppo tassati»
Oltre a sollecitare l’Europa a continuare a investire su sicurezza e sostenibilità, Tyler ha invitato i governi ad affrontare gli svantaggi competitivi generati dalla fiscalità, dalla farraginosa regolamentazione e dalle infrastrutture.

 

«Le compagnie aeree europee – ha sottolineato Tyler – sono troppo tassate e regolamentate in modo eccessivamente oneroso. Inoltre, i vettori europei soffrono per una gestione del traffico aereo cronicamente non impeccabile, con capacità aeroportuali insufficienti e costi delle infrastrutture eccessivi».

 

Da qui l’assoluta urgenza di definire il Cielo Unico Europeo (Single European Skies-SES) che racchiude tre passaggi-chiave per l’evoluzione del traffico aereo in Europa: maggiore autonomia delle autorità aeronautiche civili, una regolamentazione più snella che migliorerà le prestazioni operative di tutte le compagnie aeree, e l’ottimizzazione dello spazio aereo, con una gestione che potrà garantire una maggiore – e flessibile – offerta aerea.

 

«Il SES – ha aggiunto Tyler – consentirà di ridurre i ritardi, limitare le emissioni, aumentare i livelli di sicurezza e contribuire alla creazione di 320mila posti di lavoro in tutto il Vecchio Continente. È fondamentale per il futuro dell’Europa, ma il progresso è stato di una lentezza frustrante e i costi sono enormi. Per l’inefficienza delle regole i consumatori perdono 6 miliardi di euro nel tempo e nella loro produttività e vengono generati 7,8 milioni di tonnellate di emissioni di carbonio inutili».

 

«Aeroporti: serve maggiore efficienza»
Altro tema toccato da Tyler è quello degli aeroporti: la Iata ha sollecitato i politici europei ad adottare azioni per evitare un crescente deficit nella capacità aeroportuale europea. «Gli aeroporti – ha evidenziato Tyler – hanno bisogno di un’efficace regolamentazione economica per gestire il traffico con maggiore efficienza, intervenire sui livelli di qualità del servizio e massimizzare il valore degli investimenti».

 

Toccate infine le priorità di un alleggerimento della tassazione – scongiurando l’insorgere di nuovi surcharge a danno delle compagnie aeree – e di una rivisitazione dei diritti dei passeggeri.

 

«La politica europea sui Diritti del Passeggero è un buon esempio di come una normativa possa fallire. Il Regolamento UE 261 – ha detto esplicitamente Tyler – non è solo uno svantaggio competitivo per le compagnie aeree, ma anche un esplicito fallimento nella tutela stessa al passeggero aereo. Le sue misure draconiane penalizzano i vettori e confliggono con altri 60 regimi dei diritti dei passeggeri presenti in tutto il mondo. Dal punto di vista del passeggero, tutta questa protezione è solo un grande pasticcio».
www.iata.org


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