Giornale del 01 Ottobre 2014 - sfoglia il giornale

Uzbekistan sconosciuto

DESTINAZIONI

01-10-2014 NUMERO: 28

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Luca Nardoni, GS Air; Stefania Scardigli, Quality Group; Massimo Maida e Paola Fulli, Viaggi dell%u2019Elefante; Ruvshan Usmanov, ambasciatore dell%u2019Uzbekistan in Italia; Vera Rodaro, Metamondo; Gastone Nardoni, GS Air - 2014L’Uzbekistan – antichissima nazione di Samarcanda e di Tashkent, cuore dell’Asia centrale – rilascia ogni anno circa 8mila visti agli italiani, e solo un migliaio sono viaggiatori d’affari. Gli altri sono turisti, un pubblico generalmente colto – e servito da un appassionato drappello di t.o. italiani di gamma medio/alta – attratto dall’eccezionale patrimonio di storia e di bellezza di un Paese pieno di fascino, attraversato dalla Via della Seta.

«Vogliamo più italiani»
Ma ora l’Uzbekisthan di italiani ne vuole accogliere di più, e per rilanciare il suo invito la delegazione uzbeka in visita a Roma nei giorni scorsi, accompagnata dall’ambasciatore in Italia Ruvshan Usmanov e dal console onorario Vittorio Giorgi, ha coinvolto con Uzbektourism, l’ente del turismo,  anche i tour operator, oltre a una numerosa rappresentanza di imprenditori italiani protagonisti di un interscambio commerciale che nel 2013 ha raggiunto i 110 milioni di euro.


L’incontro al’Hotel dei Cavalieri, concluso sulla celebre terrazza che guarda tutta Roma, è servito per capire cosa l’Uzbekistan sa offrire ora ai suoi ospiti. Un Paese grande circa due volte l’Italia con meno di 30 milioni di abitanti, quasi il 90% musulmani, dove nelle antiche capitali della satrapia Corasmiade e dell’impero Achemenide – patria degli iniziati Sufi e dell’Islam, di grandi filosofi, astronomi, matematici – hanno lasciato un’impronta profonda il passaggio di Alessandro Magno e dei nomadi mongoli, le influenze turche, persiane e buddiste, l’epopea del grande Tamerlano, da ultimo la Russia degli zar e quella dei soviet.


Così alle imponenti moschee azzurre e dorate, le madrasse e i palazzi sontuosi dell’antica architettura islamica, si affiancano i palazzi neoclassici e le imponenti costruzioni del gotico socialista (l’Uzbekistan è indipendente dal 1991) molti trasformati in grandi alberghi, e dotati ora di servizi di standard internazionale.

Pitture rupestri e treni AV
Fuori dalle città il paesaggio vira dagli alti monti innevati dell’Alaj e di Karatau alle verdi valli di Fergana, al deserto dell’Ustjurt dove si viaggia a dorso di cammello, alla vasta pianura della steppa ai  fiumi – con tanto di rafting organizzato – che si gettano nell’immenso lago D’Aral, residuo di un antico mare. E dove tra le gole di Sarmish e quelle di Sarishsay le pitture rupestri raccontano come qui viveva l’uomo 40mila anni fa. Nello stesso Paese che si sta dotando di treni ad alta velocità, dal 2016 anche tra Tashkent e Fergana. E che nel museo di Igar Savizkiy a Nukus custodisce la più vasta collezione d’arte russa di tutti i tempi dopo quella del’Hermitage.

Due voli diretti al giorno
«Un patrimonio unico, al centro di una regione altrettanto ricca e interessante» ci ha detto Gastone Nardoni, amministratore delegato di GS Air, che distribuisce in Italia i voli di Uzbekistan Airways, il vettore di bandiera che collega Milano e Roma tutti i giorni con Tashkent. «Abbiamo un buon accordo con Alitalia per gli avvicinamenti, e speriamo per l’alta stagione di avere anche un volo da Venezia» ha anticipato Nardoni. 


Quattromila gioielli sconosciuti

«Gli italiani già amano l’Uzbekistan – ci ha spiegato l’ambasciatore Usmanov – sanno che l’Uzbekistan è un Paese assolutamente pacifico e sicuro. Ma ci preme ricordare che oltre le città del mito, come Samarcanda e Bukhara, nei centri meno noti nelle nostre sette regioni abbiamo oltre 4mila monumenti semisconosciuti, un patrimonio etnico e artistico sorprendente ed eccezionalmente vario – dalle piccole feste locali al grande festival di Samarcanda – un’artigianato molto raffinato, un’ottima tavola e un’offerta molto varia per il turismo attivo e naturalistico». A ripetere tutto questo al mercato dovranno pensare gli operatori italiani specializzati, da Alpitour con Francorosso a Mistral, a Metamondo, Columbia, l’Elefante e Porta d’Oriente, per citare solo alcuni tra i brand più attivi.

Il campo di yurte nel deserto
E sul fronte uzbeko collabora la fantasia delle DMC come ABC Silk Road Tourism, che ora – ci ha raccontato Umid Yusupov, il direttore – ha perfino nel deserto un campo di yurte come quelle dei nomadi, ma in versione comfort, per dormirvi durante il safari in fuoristrada. «Forse per la prima volta – commenta Massimo Maida dell’Elefante – in un mercato stagnante, l’Uzbekistan patisce la concorrenza di altre mete dell’area, che si aprono al grande mercato. Ma da noi si conferma un prodotto di buoni numeri, anche quest’anno con circa 300 passeggeri».

 

Nella foto: Luca Nardoni, GS Air; Stefania Scardigli, Quality Group; Massimo Maida e Paola Fulli, Viaggi dell’Elefante; Ruvshan Usmanov, ambasciatore dell’Uzbekistan in Italia; Vera Rodaro, Metamondo; Gastone Nardoni, GS Air.

Marina Firrao

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