Giornale del 16 Ottobre 2014 - Speciale Viaggi di Nozze - sfoglia il giornale

Un sì e due lune di miele

Speciale Viaggi di nozze

16-10-2014 NUMERO: 30

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Viaggi di nozze - VeneziaCi andavano in treno i nonni a Venezia. E la foto in bianco e nero, sorridenti tra i piccioni di piazza San Marco, è ancora appesa al muro. Lune di miele anni Quaranta, quando i Caraibi e l’Oceano Indiano erano puntini sul planisfero. Poi il mondo si è rimpicciolito ed è esplosa la moda del viaggio della vita, a 10 ore di volo da casa. Addio Venezia, addio piccioni. Finché l’incertezza economica non ha rimescolato le carte: gli sposi pretendono il lungo raggio, ma senza fretta. E nell’attesa si accontentano di una pre-honeymoon in Italia. Così, il paradosso: con la crisi il viaggio di nozze non muore, ma raddoppia.


Martina e Giuseppe si sono scambiati le fedi a Mesagne, in Puglia: il brindisi in piazza, la cena nuziale con la pizzica ballando a piedi nudi. E l’indomani rotta su Pescoluse, citata nelle guide come le Maldive del Salento. Quattro notti all’Hotel Francesco, affacciato su quel mare cristallino. «Attraversavi la strada ed eri in spiaggia. E la sera soutè di cozze, insalate di mare e pizze nel forno a legno», raccontano. Vittoria e Marco hanno detto sì a Catania. In tasca un biglietto per la Thailandia, ma prima una settimana a Vulcano al 5 stelle Therasia Resort Sea & Spa: «Suite da capogiro, terrazza e vasca idromassaggio enormi, e la possibilità di prenotare in loco escursioni tra le isole. Uno di quei posti che dici, toh, il paradiso è dietro casa». Anche Patrizia e Piero hanno fatto il bis: prima tre notti a Sabaudia al 4 stelle Le Dune, l’anno dopo a Cuba. «Non avevamo tempo per organizzare subito il super viaggio. Abbiamo preferito aspettare godendoci il nostro mare», spiegano.


Né Martina, né Vittoria, né Patrizia sono entrate in agenzia. Una telefonata all’albergo, un passaggio su Booking.com, e il gioco è presto fatto. In Costiera amalfitana, dove Ravello ospita ogni anno 300 matrimoni civili, gli sposini freschi di altare affollano gli hotel. «Restano tre, al massimo quattro notti. Vengono da Roma e talvolta dal Nord. E prenotano sempre online», informa Imma Gambardella, titolare dell’Hotel Croce di Amalfi. «È una moda ormai – raccontano da Il Canneto di Positano – La gran parte arriva da Napoli e dintorni, fa un break in Costiera e nel 90% dei casi poi va in crociera. Tutti si servono di Booking.com». Qualche coppia italiana arriva anche in Toscana, al Castello di Gargonza (Monte San Savino, Arezzo). «Ogni anno organizziamo circa 25 matrimoni e capita che gli sposi decidano di restare per tre o quattro notti con gli invitati o da soli», fa sapere il proprietario Neri Guicciardini, che è anche presidente dell’associazione di dimore di lusso Abitare la Storia. «Gli italiani sono solo il 20%, e molti sono emigranti che tornano in Italia per sposarsi», aggiunge.


Che le prenotazioni delle pre-honeymoon non passino per il trade lo conferma Geo Travel Network, reduce dall’anteprima di Roma Sposa. «In fiera abbiamo incontrato 800 coppie. L’interesse si orienta su Stati Uniti, crociere, Polinesia e sull’emergente Giappone. Per viaggi di durata compresa tra i 14 e i 21 giorni», informa il direttore vendite Manola Agroppi. «È possibile che le agenzie prenotino direttamente le strutture, per questo non abbiamo un ritorno immediato», ipotizza. Ma neanche in adv sembra esserci la fila: «Abbiamo avuto solo qualche richiesta per la Sardegna, ma si tratta di piccoli numeri», dice Claudio Tessitore di Tessitore Viaggi (Aversa, Caserta).


L’Italia formato wedding la vende eccome il t.o. Ed è Subito... Viaggi, guidato da Stefania Picari. L’offerta è racchiusa nel catalogo “Terre d’Italia” (Terreditalia.net), con una selezione di ville storiche e dimore di charme. «Una tendenza diffusa tra gli sposi è regalare un weekend ai genitori o magari ai testimoni, soprattutto in Veneto o in Toscana – racconta – I prezzi sono interessanti: da 140 euro a persona per due notti e tre giorni in b&b. Offriamo un voucher aperto, da spendere quando si preferisce».


Che in tempo di crisi il viaggio di nozze resista, e addirittura raddoppi, lo conferma Mara Manente, direttore del Ciset-Università Cà Foscari Venezia. Dall’alto del suo punto di vista il fenomeno è chiaro: «La luna di miele è ormai confezionata come un regalo a cui nessuno vuole rinunciare. E gli stessi tour operator si sono adeguati alla contrazione dei budget con offerte allettanti e sconti per gli sposi».

Roberta Rianna

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