Giornale del 20 Ottobre 2014

Turismo termale: è fondamentale ottimizzare l’indotto

ITALIA

20-10-2014 NUMERO: Giornale Online

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Costanzo Jannotti Pecci 2012 - FedertermeLe terme attirano, ma i fattori complementari dell’offerta termale non sono al passo con il mercato. Questa in estrema sintesi la conclusione del Rapporto 2014 sul turismo termale, elaborato da Federterme Confindustria e presentato a Rimini nel corso di Thermalia 2014.

 

Nell’occasione Costanzo Jannotti Pecci (nella foto), presidente di Fedeterme-Confindustria, ha sottolineato che «l’alto valore patrimoniale naturale e imprenditoriale delle terme italiane è incontestabile, così come è essenziale preservare e salvare questo patrimonio, ma occorre anche e valorizzare tutte le risorse e i benefit che gravitano intorno al prodotto-Terme»

 

Aldo Ferruzzi, intervenuto come presidente della Fondazione Forst, organismo che assicura un continuo e duraturo sostegno alla ricerca scientifica termale, ha ricordato che negli anni precedenti «la certificazione acquisita ha mostrato al mercato l’assoluta validità delle valenze terapeutiche derivate dalle cure termali».

 

L’importanza dell’incoming
Il Rapporto ha poi evidenziato i numeri del comparto: 380 centri termali presenti sul suolo nazionale, dei quali 50 classificati da Ateco/Istat nell’attività alberghiera; oltre 15mila addetti diretti alle aziende termali, ai quali vanno aggiunti gli oltre 60mila lavoratori indiretti, per un valore aggiunto di circa 430 milioni di euro che purtroppo è il più basso toccato dal settore negli ultimi cinque anni.

 

Questi valori, non sono comunque da sottovalutare, perché nel recente passato si è consolidata la componente estera, in particolare da Germania, Austria, Francia e Svizzera che sono bacini di grande valore economico-operativo. L’incoming da questi Paesi genera in effetti un prezioso indotto come le escursioni enogastronomiche o paesaggistiche e i packages dei soggiorni brevi. Sono infatti quasi 900mila gli stranieri che hanno frequentato i centri termali italiani nell’ultima stagione; e, dopo aver scoperto il valore e la piacevolezza di tali siti, anche molti turisti provenienti dall’Est europeo, come i russi, hanno aumentato la richiesta per le zone termali.

 

A fronte di questa lunga crisi che si sta protraendo ormai da parecchi anni e alla possibilità della forte crescita di un settore sempre più apprezzato, Federterme ha presentato e indicato una serie di impegni a breve e medio termine che riguardano la ricerca scientifica termale, l’attuazione e implementazione della legge sul riassetto del settore termale, la collaborazione tra pubblico e privato, la privatizzazione degli stabilimenti e la formazione continua, mirata sia alla parte sanitaria sia agli altri servizi disponibili nei centri termali.
www.federterme.it


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