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Israele, destinazione tra sacro e profano

DESTINAZIONI

20-11-2014 NUMERO: 35

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Gerusalemme - Israele intUn’esperienza che arricchisce ciascun individuo, a prescindere dalla sua fede: visitare Israele è un’emozione per tutti, e il press tour proposto dall’Ufficio nazionale israeliano del Turismo ha fatto assaporare un Paese dagli spunti turistici che basterebbero per mille viaggi diversi.


Per Israele, quello italiano si colloca tra i primi sei mercati esteri: nel 2013 gli arrivi sono stati 175mila, e nella prima metà del 2014 sono cresciuti del 28%. Ben l’85% dei visitatori si ferma a Gerusalemme, e anche per questo è stato deciso di raddoppiare gli investimenti di promozione della città nel nostro paese, tra l’altro pubblicando in italiano molti materiali cartacei e online.

Eli Nahmias 2014 - The Jerusalem Development AuthorityLa capitale religiosa
Il nostro viaggio è da Gerusalemme, capitale religiosa che non lascia indifferenti neppure gli atei più convinti, soprattutto di fronte al patrimonio abbracciato dalle mura della Città Vecchia. Percorrendo i vicoli e le stradine, inoltrandosi tra le animate botteghe che costeggiano il percorso di Gesù verso la crocifissione, arrivando di fronte al Santo Sepolcro che ne conserva le testimonianze, la storia si respira con incredibile intensità. Più volte conquistata, distrutta e ricostruita, la città mostra in ogni pietra i segni del suo passato. E il panorama ne scandisce il riassunto, con le cupole delle chiese e i minareti delle moschee che i secoli hanno visto sorgere le une accanto alle altre.


«La città tuttavia offre molto, anche al di là dei luoghi di interesse religioso»,  spiega il direttore della Jerusalem Development Authority Eli Nahmias (nella foto). L’offerta di musei ed eventi musicali e culturali è decisamente ricca, come pure quella gastronomica, e viene ora presentata anche in convenienti formule city break  proposte in Italia da vari t.o. in pacchetti denominati Gerusalemme città mozzafiato.

Yael Zehori 2014 - Tel Aviv Global & TourismTel Aviv, la più trendy
Per quanto molto diversa da Gerusalemme, anche la seconda meta del nostro viaggio, Tel Aviv, risulta ideale per un city break. Tra le motivazioni per visitarla non si può non citare la sua vita mondana: un terzo della sua popolazione ha tra i 18 e i 35 anni, e si vede, soprattutto in giro di sera. Nei quartieri più trendy, locali e ristorantini per tutti i gusti punteggiano i graziosi viali, e il divertimento vivace è piacevolmente percepibile nell’atmosfera  rilassata che caratterizza strade e ambienti. Tel Aviv è però anche una città operosa, una non-stop city dove si concentrano start-up di ogni settore, e Yael Zehori (nella foto), director of tourism del Tel Aviv Global & Tourism, evidenzia anche un altro aspetto che le è proprio: la tolleranza. «La capitale amministrativa d’Israele è infatti una città aperta in ogni senso, dal punto di vista della religione come della sessualità. Basti dire che qui ha luogo un seguitissimo Gay Pride – ricorda il direttore – Il mare inoltre la rende una città ideale anche per lo sport e la vita all’aria aperta, complice il clima felice, i 120 km di piste ciclabili e la spiaggia come parte integrante della città».


A Tel Aviv il concetto di ospitalità viene declinato in ogni modo: ne sono un esempio i suoi spazi pubblici allestiti con chaise longue e scaffali di libri, che li trasformano in biblioteche en plein air. Un ottimo modo per vivere la città è girare in bicicletta tra gli edifici in stile Bauhaus che le hanno fatto meritare l’inclusione nel Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco. E poi  magari addentrarsi a piedi in uno dei tanti, suggestivi mercati di prodotti locali, come quello di Carmel, o il mercatino delle pulci di Giaffa (e, a proposito, il porto di questa storica località è una visita da non perdere, soprattutto di sera).


È davvero difficile elencare in poche righe tutti i motivi per visitare Israele, ma forse a riassumerli meglio è la sensazione che i suoi luoghi ti lasciano: il desiderio di tornarci.

Shmuel Zurel -  Israel Hotel AssociationOspitalità up level
Secondo Shmuel Zurel (nella foto), direttore generale della Israel Hotel Association, «tra le circa 400 strutture ricettive del Paese, per una capacità totale di 46mila stanze, un terzo è classificabile nel segmento più alto. Nel complesso il tasso medio di occupancy è del 66%». Il press tour è stato ospitato a Gerusalemme dall’Inbal Jerusalem Hotel: ben posizionato rispetto ai principali siti d’interesse, è l’unica struttura israeliana appartenente al prestigioso Preferred Hotel Group ed è stata votata Best Hotel in Israel dai lettori di Condé Nast Traveler. A Tel Aviv, il modernissimo Crowne Plaza Tel Aviv City Center, dallo squisito interior design, è invece ideale per lo shopping.

 

El AlDall’italia con El Al

Compagnia di bandiera nata nel 1948, El Al Israel Airlines nel 2013 ha fatto viaggiare circa 2,2 milioni di persone, con un load factor dell’82,9% dei suoi 37 Boeing dedicati al trasporto passeggeri. L’eccellente servizio a bordo propone menu che rispettano le indicazioni della cucina kosher. Dall’Italia, in autunno-inverno, El Al opera 21 voli per Tel Aviv alla settimana (nove da Malpensa, 10 da Fiumicino e due da Venezia). Che arrivano a 30 in primavera-estate.

www.goisrael.it

Marina D'Elia

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