Giornale del 30 Gennaio 2015

Tendenze: ora si barattano anche le camere d’albergo

ATTUALITA'

30-01-2015 NUMERO: Giornale Online

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Anche le camere d’albergo entrano nel fenomeno del baratto, nuovo modus vivendi di molte aziende per superare la crisi. L’esperienza del circuito iBarter, prima piattaforma italiana per il baratto multilaterale online, è illuminante: ormai si scambia di tutto, dalle camere d’albergo al vino, dagli elettrodomestici alla cancelleria, ai macchinari, senza necessariamente ricorrere al denaro.

 

E sul fatto che si tratti di un fenomeno emergente anche nel nostro Paese i numeri parlano chiaro: la piattaforma italiana per il baratto multilaterale, infatti, è cresciuta del 50% nell’ultimo anno. Il circuito iBarter conta di superare nel 2015 le 1.000 aziende con un controvalore di scambi superiore ai 3 milioni di euro.

«Il baratto è una forma di scambio antichissima. Il baratto tra imprese è invece una realtà relativamente giovane in Italia – spiega Marco Gschwentner, area strategie di sviluppo iBarter e tra i fondatori del circuito – Viene stimato che solamente negli Stati Uniti siano circa 400mila le imprese che si appoggiano a un sistema di barteraggio, sviluppando un controvalore pari a oltre 12 miliardi di dollari».

 

Giovane azienda con quartier generale a Torino, iBarter ha dato vita a una piattaforma multimediale quale strumento per aiutare le aziende, creando una moneta complementare: l’iBcredit. «Davanti a una crisi che ha acuito i problemi di liquidità ed evidenziato la necessità di trovare nuovi clienti, il baratto rappresenta una possibile risposta – prosegue Gschwentner – Innanzitutto perché non costringe le imprese a mettere mano al portafoglio, ma queste possono utilizzare come merce di scambio i propri prodotti/servizi per l’acquisto dei beni di cui hanno bisogno. In secondo luogo, le aziende si ritrovano su un’unica piattaforma che ha il preciso scopo di creare una rete dedicata allo scambio, permettendo di trovare nuovi fornitori e nuovi clienti».

 

Così, ad esempio, un albergo che rinnova il parco televisori in dotazione, paga i nuovi tv con un numero di stanze messe a disposizione. Aggiunge Massimo Cirio, area marketing iBarter e tra i fondatori del circuito: «Lo scambio avviene in assoluta libertà: le aziende trattano tra di loro secondo le regole del mercato. E beni e servizi possono essere messi in vendita totalmente in crediti oppure ripartiti in crediti ed euro».

 

Ma chi sono le aziende che aderiscono? «Nel 90% dei casi sono imprese di piccole e medie dimensioni, con un fatturato che non supera i 10 milioni di euro. Le categorie merceologiche sono varie: si spazia dalla chimica alla meccanica all’arredamento, passando dai servizi alle assicurazioni. Non mancano settori come l’alimentare, l’informatica, la stampa, le energie alternative, l’oggettistica da regalo».
www.ibarter.com


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