Giornale del 13 Febbraio 2015 - Speciale Bit 2015 - 2 - sfoglia il giornale

Il no profit a Cascina Triulza

Speciale BIT 2

13-02-2015 NUMERO: 4bis

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Cascina TriulzaPer la prima volta nella storia delle Esposizioni universali, il no profit avrà all’Expo 2015 di Milano un proprio padiglione, concepito non in chiave di competizione con quelli nazionali, ma come laboratorio di arricchimento del tema generale della manifestazione, dedicata a “Nutrire il pianeta”. La sede identificata come Padiglione della società civile è Cascina Triulza, un complesso edilizio già esistente, anzi storico (ha la struttura tipica delle cascine lombarde di fine Ottocento), completamente ristrutturato per l’occasione e destinato, tra l’altro, a tenere aperti i battenti anche dopo la fine del semestre fieristico, come spazio di eventi culturali e artistici.


Il padiglione è gestito dalla Fondazione Cascina Triulza, partecipata da 63 fra le principali organizzazioni del Terzo settore, che sta facendo da collettore per l’adesione di singole organizzazioni o loro consorzi. Il quadro della situazione alla fine di gennaio parla di 77 enti che hanno firmato accordi di partecipazione diretta e 370 eventi in calendario, dei quali 206 workshop e laboratori, 98 incontri o convegni, 66 spettacoli.

Società civile alla ribalta
«Quando abbiamo iniziato l’avventura non pensavamo di raggiungere così presto risultati tanto incoraggianti» afferma Sergio Silvotti, presidente della Fondazione Triulza. «Siamo convinti che l’offerta del Padiglione risulterà convincente, non solo perché il progetto di base coinvolge le principali reti italiane della società civile, ma soprattutto perché il programma è stato condiviso e partecipato, anche attraverso il ricorso allo strumento della call, una modalità di coinvolgimento diretto nella programmazione delle iniziative».


Nel palinsesto sono stati individuati sette assi tematici: produzione e stili di vita per uno sviluppo di qualità; cooperazione internazionale per dare voce a chi non ha voce; responsabilità sociale dell’arte; creatività dei giovani; ruolo dei cittadini come custodi dei beni comuni; comunità locali e globali; partnership fra profit, non profit e istituzioni.


«Uno degli aspetti più importanti del nostro padiglione – sottolinea ancora Silvotti – è il fatto che, insieme alla società civile, saranno presenti i territori e le imprese socialmente responsabili, con un obiettivo comune: creare alleanze e collaborazioni per costruire nuovi modelli di sviluppo».


«Abbiamo deciso – spiega da parte sua Massimo Minelli, consigliere della Fondazione e presidente di Federsolidarietà Confcooperative Lombardia – di privilegiare la presentazione di esperienze concrete, che abbiano una ricaduta pratica sulla vita degli stessi visitatori o, in generale, su altri cittadini del mondo. I partecipanti saranno coinvolti nel racconto di temi e progetti attraverso format specifici e testimonianze dirette, così i visitatori diventeranno protagonisti in prima persona».

Il ruolo dell’impresa sociale
Un ruolo centrale dovrebbe giocarlo il no profit produttivo e, in particolare, la cooperazione. Oltre a illustrare il proprio operato sui territori e in ambito imprenditoriale, le organizzazioni contribuiranno al dibattito sul futuro dell’economia e sul ruolo che l’impresa sociale e la cooperazione possono avere nello sviluppo delle comunità, tanto nei Paesi industrializzati quanto in quelli in via di sviluppo.


Uno spazio di vero e proprio mercato sarà infine dedicato alla produzione e al commercio sostenibili, con particolare di attenzione al nostro Paese, ma in un contesto globale nel quale si annuncia forte anche la presenza del Sud del mondo. Per gli stand in quest’area ci sono ancora alcune disponibilità, così che la relativa "call" rimane aperta per gli enti, i consorzi, le imprese o i territori eventualmente interessati a una partecipazione diretta.

Leonora Barbiani

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