Giornale del 17 Febbraio 2015

Nel turismo mondiale parte la sfida del multitarget

ATTUALITA'

17-02-2015 NUMERO: Giornale Online

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Turisti giovaniLa crescita nel turismo va sostenuta per dare ancor più forza economica propulsiva al settore e le leve di maggior rilievo sono l’intermodalità, la connettività e la sostenibilità: questo il concetto di fondo emerso al primo Congresso Annuale sul Turismo tenutosi alla Bit di Milano con la partecipazione di alcuni tra i maggiori esperti internazionali del settore, moderati da Gianni Riotta, editorialista de La Stampa, in un incalzante alternarsi tra presentazioni, discussione con il panel di ospiti ed esperti della materia.

 

«A Bit 2015 i segnali di crescita nei mercati si riflettono nel “match making” tra operatori che, con la nuova agenda di incontri prefissati allo stand, sta dando risultati soddisfacenti – ha commentato Enrico Pazzali, ad di Fiera Milano, nel saluto introduttivo – E per Bit innovare significa, oltre che rafforzare il ruolo di piattaforma di business, anche porsi come centro di conoscenza da trasferire agli operatori, con indicazioni come quelle che emergono dagli esperti di oggi. All’Italia serve un’accelerazione per sfidare il futuro, e la conoscenza è il vantaggio competitivo su cui può contare questo Paese».

 

Nei mercati emergenti crescono i viaggi indipendenti
È poi intervenuto Chris Fair, presidente di Resonance Consulting – realtà internazionale specializzata nel destination marketing – che ha presentato il 2015 Tourism and Travel Trends Report, una ricerca su alcuni tra i più interessanti trend del prossimo futuro. Per quest’anno, ha spiegato Fair, l’Unwto prevede una crescita del 3-4% nel turismo mondiale e si tratta di un fenomeno che, nel lungo termine, porterà a raggiungere i due miliardi di viaggiatori internazionali.

 

Quali i fattori trainanti? «Nei mercati emergenti si segnala il passaggio dai viaggi organizzati a quelli indipendenti – ha spiegato Fair – È così ormai per il 75% dei cinesi, ad esempio, con lo “shopping safari” come una delle motivazioni prevalenti e con una crescente capacità di spesa».

 

A livello generazionale sono i cosiddetti millennials – i giovani dai 18 ai 34 anni – che sempre più dettano le regole: 1,8 miliardi di persone che, spiega la ricerca, hanno come principali motivazioni di viaggio la voglia di sperimentare lo stile di vita di altri Paesi e di accrescere le conoscenze e che, spesso, sono più giovani famiglie che single. Irrinunciabile per loro la connettività ovunque e centrale la condivisione tramite i social: il 57% posta contenuti giornalmente mentre è in vacanza.

 

Sempre più spesso, però, bisognerà tenere conto anche delle “pantere grigie”, gli ex baby boomers – da 65 anni in su – che nelle economie avanzate non rinunciano a viaggiare e che possono necessitare di attenzioni particolari in termini di accessibilità e mobilità. Crescente infine l’orientamento verso la tecnologia e il mondo social, e sempre più richiesti servizi particolari e personalizzati e destinazioni fuori dai percorsi più battuti.

 

Sempre più ‘social’
Social al centro, naturalmente, anche della ricerca presentata da Sylvain Querné, Head of Marketing, Southern Europe di Facebook. «La socialità attraverso il mobile ormai non è più un trend ma una realtà – ha spiegato – Sono 7,6 miliardi le Sim attive nel mondo e 3,6 miliardi di persone sono online ogni giorno, 600mila in più al giorno».

 

L’indagine ha rilevato che il 56% degli utenti Facebook pone viaggi e vacanze tra i temi di maggiore interesse nei post e il 76% lo utilizza per avere notizie sulle vacanze degli amici. Interessante il fatto che l’uso dei social accompagni tutto il processo del viaggio, non solo la fruizione finale: dall’ispirazione iniziale alla conversione in prenotazione o biglietto fino alla redemption, sotto forma di commenti e condivisione.

 

Il lusso come opportunità per l’Italia
E ancora focus sul lusso, visto in particolare come opportunità per il nostro Paese, nella nuova ricerca di Think with Bit, l’Osservatorio di Bit, realizzata da Emilio Becheri, direttore di Mercury Turistica e presentata in anteprima durante il Congresso.

 

Lo studio evidenzia che il lusso è diventato soprattutto una modalità di fruizione del viaggio (ad esempio con servizi molto personalizzati e in alto di gamma) che si articola in un 19% circa di luxury vero e proprio (tra extra, intermediate e accessibile) e un 34% della fascia medio-alta, che diventeranno rispettivamente quasi 20% e più di 35% del totale viaggi nel 2020.

 

Il lusso Made in Italy attira soprattutto cinesi, russi e atri Paesi Brics, coreani e mediorientali, ma anche tedeschi, francesi, spagnoli, olandesi e svedesi. Nel lusso, i turisti stranieri rappresentano il 69,4% del totale contro il 34-38% dei segmenti più bassi. Su cosa puntare? Sostanza, qualità e bello: “La Grande Bellezza”, insomma, si conferma la chiave per affermare il prodotto Italia nel mondo.
www.bit.fieramilano.it

Andrea Lovelock

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