Giornale del 02 Marzo 2015

Expo: ricettività promossa, ma preoccupa il post-evento

ITALIA

02-03-2015 NUMERO: Giornale Online

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Expo 2015 a MilanoA poco più di due mesi dall’apertura dell’Expo, qual è la situazione ricettiva e quali sono le opportunità turistiche? Confindustria Alberghi ha affidato a una ricerca dell’Ispo le risposte a questi due interrogativi e i risultati sono stati presentati nel corso di una tavola rotonda tenutasi a Roma. In particolare ci si è chiesti: qual è l’atteggiamento verso il settore turistico? Come viene visto il comparto ricettivo? In che modo l’Expo viene percepito?

 

La ricerca demoscopica di Ispo Ricerche illustrata da Renato Mannheimer non lascia dubbi: se da un lato gli italiani sono ben consapevoli dell’importanza del turismo per la nostra economia, indicandolo come settore centrale di crescita e sviluppo nonché come uno dei principali motori dell’economia italiana, sono altrettanto convinti dell’insufficiente impegno profuso, sia dallo Stato sia dalle Regioni, per il rilancio del settore.

 

Promossi e bocciati
Il giudizio sull’offerta ricettiva è generalmente positivo. In particolare, quello attribuito agli alberghi di fascia alta (89% di voti positivi, di cui il 39% molto positivi) supera quello di tutte le altre strutture ricettive testate (strutture termali, agriturismi, B&B, alberghi di fascia media). Qualche criticità si rileva invece sul fronte degli alberghi downscale, che registrano voti più tiepidi sia per quanto riguarda l’aspetto degli ambienti, edifici e interni, sia per la qualità dell’accoglienza e il livello dei prezzi rispetto ai servizi offerti.

 

Sul fronte dei servizi alla clientela offerti dalle strutture ricettive, i più apprezzati dalla popolazione italiana sono il wifi e il servizio navetta, seguiti dal medico in hotel e dall’attenzione verso la ristorazione e la cucina alternativa. Stessa graduatoria indicata dalla clientela business, che segnala come più graditi la connessione internet e il transfer, seguiti però da cucina varia e diversificata e dalla spa.

 

La popolazione italiana, invece, si spacca a metà quando si parla della fiducia verso Expo quale volano per il settore turistico italiano: da un lato il 51% esprime un atteggiamento positivo, ma dall’altro il restante 49% – composto in particolar modo da giovani, da istruiti, da professionisti – manifesta un atteggiamento di sfiducia verso le opportunità effettivamente offerte dall’Esposizione Universale.

 

In altre parole ciò che più preoccupa è il dopo-Expo, con particolare riferimento alle opportunità occupazionali che si verranno a creare grazie alla manifestazione: il 59% degli intervistati, infatti, ritiene che molte di esse si perderanno con la conclusione dell’evento. Per la maggioranza della popolazione (53%), inoltre, non esiste alcun progetto per il post-Expo e non si sa che cosa rimarrà al turismo italiano.

 

Radaelli, Enit «Lavorare sul coordinamento»
«A due mesi dall’Esposizione Universale volevamo un quadro d’insieme, all’interno del quale collocare il settore ricettivo nel suo complesso – ha commentato Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi – L’indagine ci conforta sull’attenzione e consapevolezza degli italiani rispetto al nostro settore, ma nel contempo mette in luce l’esigenza di un segnale forte da parte delle istituzioni affinché il contesto in cui operiamo possa essere più favorevole al mondo dell’impresa».

 

Ma c’è molto da lavorare sul coordinamento, come ha evidenziato il commissario straordinario dell’Enit, Cristiano Radaelli: «In questi ultimi anni, come documenta anche l’indagine di Ispo Ricerche, abbiamo assistito a un cambiamento sostanziale della percezione del valore dell’indotto turistico, che ora è ritenuto una fonte primaria di sviluppo economico, creazione di opportunità di impresa e, quindi, di lavoro. Ciò eleva ulteriormente la necessità di un coordinamento nazionale per poter essere efficaci nella promozione dell’Italia, sostenendo il tessuto delle imprese nostrane. Per questo Expo sarà un eccellente laboratorio, che non esaurirà la propria spinta progettuale allo scadere dei suoi sei mesi di durata: riconsiderare il turismo non come un ambito a sé stante, ma come la porta di ingresso per il rilancio dell’economia, permetterà in maniera eccellente di coltivare i numerosi semi che in occasione di Expo sono e verranno piantati».

 

Vincoli anacronistici
Ma sarà anche necessario porre rimedio ad alcuni limiti della nostra offerta, come ha ricordato Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente Associazione Italiana Confindustria Alberghi: «La percezione che hanno gli italiani è un indicatore necessario che sfrutteremo al meglio per un’offerta sempre più di qualità. In molti casi, però, ci scontriamo ancora con vincoli anacronistici che condizionano l’impresa. Penso, ad esempio, alla ristorazione, che ancora oggi è soggetta a un doppio sistema di licenze con tutto il relativo bagaglio di burocrazia e autorizzazioni che di fatto la rendono pressoché impossibile. Una situazione ben fotografata dal Paese che alla domanda “L’Italia e la tua Regione stanno offrendo al turista il massimo di quanto possano offrire?”, ha risposto che entrambe le istituzioni non stanno facendo quanto nelle loro reali possibilità e potenzialità. La capacità delle aziende di rispondere alle esigenze del mercato, infatti, si scontra ancora troppo spesso con una serie di adempimenti farraginosi che contrastano con una realtà dinamica come quella turistica. Anche nel nostro campo è necessario un cambio di passo che ci permetta di competere al meglio».

 

Breve valutazione, infine da parte del presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci, che si è soffermato sul termalismo: «Dall’indagine Ispo Ricerche per Associazione Italiana Confindustria Alberghi emerge che l’offerta ricettiva/termale italiana, considerata come unicum, è tra le migliori d’Europa con un giudizio generale positivo superiore all’80% e giudizi negativi inferiori al 20%, da considerare fisiologici. È una valutazione favorevole del termalismo terapeutico e del benessere termale frutto della qualità del prodotto offerto e della professionalità degli operatori».
www.alberghiconfindustria.it

A.L.

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