Giornale del 12 Marzo 2015

Italian Train Experience: FS sceglie il turismo lento

VETTORI

12-03-2015 NUMERO: Giornale Online

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Michele Mario Elia 2014 - Ferrovie dello StatoSui binari “minori” della rete ferroviaria italiana che vanta 2mila stazioni, verrà proposto in occasione dell’Expo il primo circuito sperimentale per il turismo lento, parte integrante del progetto “500 Stazioni” di RFI e FS, che prevede un investimento complessivo di quasi 2 miliardi di euro.

 

Il primo itinerario da Torino a Milano prevede soste nelle stazioni di Chivasso, Santhià, Trecate, Magenta (con arrivo a Rho Fiera) che verranno riqualificate con l’allestimento di ambienti wifi, mappe interattive, aree per esposizioni di opere di artisti del territorio limitrofo e app dedicate alle informazioni sulle località interessate al circuito per una tempestiva consultazione da parte dei viaggiatori-turisti.

 

Il restyling è stato affidato all’artista Ugo Nespolo, che ha espresso apprezzamento per «la volontà di valorizzare la provincia italiana come occasione di viaggi brevi e molto economici».

 

«Un’iniziativa encomiabile – ha commentato il vice ministro dei Trasporti e Infrastrutture, Riccardo Nencini – perché inverte una tendenza storica, ovvero quella del Grand Tour pensato nell’800, che toccava, e tocca ancora, solo le grandi città d’arte come Venezia, Firenze, Roma e Napoli. Con questo progetto si può e si deve effettuare il rilancio dei territori minori, l’Italia nascosta, ma sempre ammirabile attraverso la forma del turismo lento che solo la ferrovia può regalare».

 

Di eguale tenore il commento dell’amministratore delegato di FS, Michele Mario Elia (nella foto): «Crediamo molto nell’opportunità dell’Expo come trampolino di lancio di questo nostro ambizioso progetto che mira a rilanciare l’Italia minore che spesso minore non è. Un patrimonio di bellezze paesaggistiche e culturali che il viaggiatore potrà riassaporare utilizzando i treni e frequentando piccole ma suggestive stazioni di provincia».

Anche un rilancio socio-economico
La prima fase del Progetto è dunque partita e prevede un investimento di 200 milioni di euro, di cui 120 milioni già cantierizzati, per innalzare le banchine, abbattere le barriere architettoniche, dotare le stazioni di nuovi sistemi info, realizzare piste ciclabili che consentano comodi collegamenti dalle stazioni ai centri storici delle località toccate dai vari itinerari turistici.

 

Tra le 500 stazioni da riqualificare ce ne sono molte anche al Sud, con il preciso intento di creare una rete di percorsi alla scoperta dell’Italia insolita, di quella nascosta. Per Maurizio Gentile, ad di RFI, «Sarà un contributo al rilancio socio-economico di molti territori, perché la riqualificazione delle stazioni e il loro inserimento in circuiti turistici a disposizione di tour operator e agenzie di viaggi potrà assicurare, almeno questo è il nostro auspicio, la rinascita di attività commerciali e artigianali, con aperture di negozi, ristoranti e altri punti d’attrazione per i visitatori».

 

Un Piano ambizioso quello di FS e RFI che mira ad affermare anche in Italia il modello delle “smart city”, visitabili con un semplice clic sul mobile, attraverso le app già approntate per trasmettere informazioni, con il metodo della geolocalizzazione che permetterà al visitatore di conoscere le attrattive del territorio chesta attraversando a piedi oppure a bordo di treni.

 

Una piccola vacanza low cost attraverso stazioni dimesse o semplicemente nascoste, all’insegna del turismo lento.

www.fsitaliane.it

Andrea Lovelock

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