Giornale del 17 Marzo 2015

Astoi ai vettori aerei: «Abolire il supplemento carburante»

ASSOCIAZIONI

17-03-2015 NUMERO: Giornale Online

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A febbraio, Astoi Confindustria Viaggi ha incontrato otto delle 10 compagnie aeree che l’associazione aveva invitato ad aprire un dialogo su alcune delle più rilevanti criticità che caratterizzano il rapporto tra i vettori e i tour operator. L’incontro con la nona compagnia previsto per la prossima settimana.

«In particolare – comunica Andrea Mele, vice presidente di Astoi e responsabile del Gruppo Vettori di Linea – è stato possibile dialogare con Alitalia, Aerolíneas Argentinas, Air France, American Airlines, Emirates, Etihad, Turkish Airlines, Qatar Aiways, Thai Airways, mentre Lufthansa, al momento, non ha ritenuto di poter fornire la propria disponibilità a un confronto».

 

L’incidenza del fuel surcharge
«Abbiamo registrato da parte delle compagnie incontrate un’ampia disponibilità e una totale comprensione delle problematiche esposte, per le quali siamo tornati a rimarcare la non procrastinabilità nell’adozione di rapide soluzioni – prosegue Mele – In particolare, il focus si è concentrato sulla cosiddetta YQ o YR, ossia sul supplemento carburante, del quale abbiamo invocato l’abolizione per il ritorno a tariffe “finite” dedicate ai tour operator, non essendoci oltretutto al momento alcun evidente motivo di applicare un surcharge legato al fuel, dato il più che significativo ribasso del prezzo del petrolio».

 

Tra l’altro, come sottolinea Mele, l’argomento è stato recentemente trattato anche da testate nazionali come il Messaggero o il Corriere della Sera, «segno della specifica attenzione sul tema da parte degli organi di informazione. L’incidenza del fuel surcharge, componente oggi separata rispetto alla tariffa, è divenuta abnorme – aggiunge Andrea Mele – portando a situazioni finanziariamente insostenibili per i tour operator».

 

Gli operatori e il Codice del Turismo
Nel corso degli incontri, Astoi ha evidenziato anche che i tour operator sono soggetti alle regole imposte dal Codice del Turismo, in termini di responsabilità contrattuale e trasparenza nei confronti degli acquirenti dei pacchetti turistici. «In buona sostanza, un tour operator è responsabile, in prima battuta, di tutti i servizi assemblati in un pacchetto e, con riferimento al trasporto aereo, che sia charter o di linea, deve essere messo in grado di illustrare al cliente le basi di calcolo relative alle variazioni legate a eventuali fluttuazioni del prezzo del petrolio».

 

Mentre sulla componente charter oggi il consumatore ha piena evidenza dei parametri di calcolo e degli eventuali supplementi carburante, «ciò non è per la parte “linea”, che risulta molto meno trasparente e comprensibile sia ai consumatori sia ai tour operator che si assumono il rischio e l’onere di distribuire i prezzi e le relative politiche».

 

Sono stati discussi anche altri argomenti delicati, quali il ticket time limit e gli annullamenti in caso di sconsiglio. «Siamo ora in attesa – conclude Mele – di una pronta e concreta risposta da parte dei vettori già incontrati e ribadiamo la nostra massima disponibilità ad aprire un canale di dialogo anche con quei vettori che, per esigenze organizzative, ancora non abbiamo avuto l’opportunità di incontrare».
www.astoi.it


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