Giornale del 31 Marzo 2015

Italia: crescono gli arrivi, ma non le entrate valutarie

ITALIA

31-03-2015 NUMERO: Giornale Online

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Turisti - Colosseo - Roma intItalia prima per arrivi turistici, ma gli stranieri spendono poco, soggiornano per periodi sempre più brevi e non vanno al Sud. È quanto emerge dallo studio di Confturismo-Confcommercio, presentato alla 16ª edizione del Forum Confcommercio di Cernobbio.

 

Negli ultimi sei anni, gli arrivi dei turisti stranieri nel nostro Paese sono aumentati di 8 milioni passando da quasi 42 milioni del 2008 a poco più di 50 milioni del 2014, anno che ha registrato oltre 184 milioni di pernottamenti per una spesa di 34 miliardi di euro. Ma dall’analisi comparativa con i due Paesi competitor più vicini all’Italia, emerge che in Spagna – dove il numero di arrivi internazionali nel 2014 (50,8 milioni) è simile a quello dell’Italia – le entrate valutarie sono molto maggiori (49 miliardi), così come in Francia, che ha visto 42 miliardi di entrate con un numero di arrivi (46 milioni) addirittura inferiore a quello dell’Italia.

 

Il risultato è che in Italia la spesa per arrivo è di 681 euro, in Francia di 914 euro e in Spagna di 959 euro. In Italia gli stranieri spendono meno perché minore è la spesa media per pernottamento (un turista straniero spende 312 euro in Francia, 186 in Italia) e perché più breve è la durata del soggiorno (la permanenza media è di 5,1 giorni in Spagna e di 3,7 giorni in Italia). Tutto ciò fa sì che al turismo italiano manchino all’appello circa 14 miliardi di entrate valutarie (quasi 1 punto di Pil), che si avrebbero se il nostro Paese avesse il livello di permanenza media della Spagna.

 

Perché i turisti stranieri spendono di meno?
La mancata valorizzazione di elementi attrattivi, una scarsa integrazione dei servizi sul territorio, un deficit infrastrutturale fanno sì che il nostro Paese non sia in grado di proporre ai turisti stranieri un “bouquet” di offerta più ampio e, dunque, maggiori occasioni di spesa. Occorre dunque puntare su tutte le tipologie di turismo che caratterizzano l’offerta italiana e sul potenziale di crescita del Mezzogiorno che, con solo 6 milioni di arrivi sui 50 complessivi, dà la dimensione dello scarso utilizzo della sua capacità attrattiva.

 

L’analisi di Confturismo-Confcommercio evidenzia inoltre che tra il 2008 e il 2014 le presenze turistiche interne sono diminuite di 26 milioni di unità, mentre quelle internazionali sono aumentate di 22 milioni. Senza il contributo degli stranieri. dunque, le perdite del turismo italiano sarebbero state molto più pesanti.
www.confturismo.it


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