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Veratour, 25 anni con il segno ‘più’

OPERATORI

15-04-2015 NUMERO: 11

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Massimo Broccoli 2015 - VeratourFatturati con il segno “più”, da un quarto di secolo ormai. È un’azienda in controtendenza Veratour, che da 25 anni non smette di crescere, anche in questa fase di crisi del tour operating.


Il segreto? «Un modello di business in continua evoluzione, capace di creare valore aggiunto. Che tradotto vuol dire: identificarsi sempre più con una catena alberghiera». E puntare forte «sul made in Italy scegliendo strutture ‘facilmente controllabili’ con una media di 150 camere, non di più». Sa il fatto suo Massimo Broccoli (nella foto), da tre anni in azienda con il ruolo di direttore commerciale. Lo abbiamo incontrato a Napoli, alla Bmt, all’indomani di due fatti tragici: l’attacco al Museo del Bardo di Tunisi e il disastro Germanwings in Francia. Inevitabile la domanda: come si fronteggiano senza vacillare episodi del genere? «Diversificando il rischio», è la risposta immediata. «Anche grazie all’ottimo lavoro di Daniele Pompili, direttore della divisione villaggi – spiega – abbiamo inserito in programmazione destinazioni tranquille, in grado di bilanciare quelle più instabili. Siamo molto presenti in Spagna e in Grecia, che registrano un ottimo andamento».


Oggi i villaggi sono in tutto 36, compreso il nuovo Veraclub Negril, primo resort italiano in Giamaica. E poi c’è il ritorno a Varadero, a Cuba, con una struttura a gestione diretta e in esclusiva per l’Italia. «Il lungo raggio va alla grande. Non solo fuori stagione, ma anche in estate, con un buon andamento delle prenotazioni a luglio e agosto», informa Broccoli.


Si rafforza, nel frattempo, la presenza nel centro-sud Italia, dove l’operatore ha guadagnato il 7% rispetto allo scorso anno con una netta preferenza per Messico (con due Veraclub), Stati Uniti in crescita del 35%, ma anche Marsa Alam e Sharm El Sheikh. Un trend che ha indotto il t.o. a rafforzare gli investimenti con 12 voli a settimana da Napoli verso Egitto, Tunisia, Baleari, Grecia e Turchia, più sei frequenze settimanali da Bari sulle stesse rotte.


Insieme al modello di business e alla diversificazione del rischio, il terzo segreto di Veratour è la capacità di ascoltare i clienti. Dove per clienti si intende «da un lato le agenzie, dall’altro i viaggiatori. Tutte le nostre scelte, tutto quello che facciamo – ammette il manager – è figlio, ma anche delle critiche che riceviamo. Partiamo da qui per migliorarci e affermare la nostra reputazione, sul web e fuori dal web».
www.veratour.it

Roberta Rianna

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