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Sciopero nel turismo: «Faremo le barricate»

ATTUALITA'

16-04-2015 NUMERO: 11

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Sciopero del turismo - Roma 2015Sicuramente riuscito lo sciopero del comparto turismo, con migliaia di lavoratori e operatori nelle piazze italiane. A Roma la manifestazione di protesta si è svolta a Piazza SS. Apostoli con tutti i sindacati di categoria e tanta rabbia tra gli scioperanti, soprattutto tra i giovani.

 

Un lavoratore pugliese che opera in una struttura alberghiera si definisce: «precario a vita, con una stagionalità che non mi permette di avere un futuro. E questo dramma viene vissuto da migliaia di giovani che lavorano nel turismo per quattro o al massimo sei, sette mesi, senza alcuna garanzia. Stavolta però faremo le barricate. Se è vero che il turismo è una delle pochissime risorse del Paese, devono ascoltarci».

 

A 24 mesi dalla scadenza del contratto di lavoro per il turismo, a poche settimane dall’inaugurazione di Expo 2015 e a qualche mese dal Giubileo Straordinario quasi un milione di lavoratori del turismo sono ancora senza contratto di lavoro. Si tratta di addetti nelle agenzie di viaggi, nei tour operator, negli alberghi, nelle mense, nei bari e ristoranti.

 

“Il settore del turismo – hanno spiegato nella nota ufficiale i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – viene sempre decantato e ritenuto importante a parole, ma nei fatti non viene mai veramente valorizzato, non può prescindere dal lavoro di queste persone, che quotidianamente operano in settori strategici dell’ospitalità. In due anni e mezzo di trattative, le controparti hanno sempre mirato a un solo obiettivo: far pagare i costi della crisi unicamente alle lavoratrici e ai lavoratori chiedendo loro di pagarsi di tasca proprio il rinnovo del contratto, cedendo diritti e tutele quali ad esempio gli scatti di anzianità, i permessi individuali, la malattia. Fipe Confcommercio e Angem si sono spinte oltre, disdettando il CCNL del Turismo, atto gravissimo e illegale che ha avuto il solo effetto di inasprire i confronti in atto”.

 

I sindacati denunciano poi che “tutto ciò si sta consumando nel silenzio delle istituzioni e del governo che quando parlano di Expo 2015 non fanno altro che evidenziarne le straordinarie opportunità, salvo poi dimenticarsi che chi lavorerà nei padiglioni dell’Esposizione Universale lo farà senza le tutele normative e salariali che solo un contratto di lavoro rinnovato può offrire».

 

Tra l’altro il settore deve anche fronteggiare il problema delle penalizzazioni introdotte dal governo per i lavoratori stagionali dal nuovo sistema di ammortizzatori sociali (Naspi) voluto dall’Esecutivo: per i sindacati di categoria le continue terziarizzazioni e l’utilizzo di forme contrattuali precarie, rischiano di rendere l’offerta turistica non all’altezza di un mercato sempre più competitivo.

Andrea Lovelock

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