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Ibar: tariffe aeree in calo, traffico in tenuta

ATTUALITA'

06-05-2015 NUMERO: 14

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Ibar 2015Tariffe aeree sempre più basse. A testimoniarlo è l’Ibar, associazione che rappresenta 55 compagnie in Italia. Se dal 2008 al 2013 i prezzi sono calati del 25%, nel primo trimestre di quest’anno – analizzato nel dettaglio dall’Italian Board Airline Representatives – la riduzione è di un ulteriore 4,1% rispetto al 2014. E dunque: il costo medio dei biglietti è di 761 euro per i voli intercontinentali (lo scorso anno era 795 euro); 230 euro invece di 253 per l’Europa; e 128 euro al posto di 136 per i viaggi in Italia.


Il traffico, invece, risulta in tenuta: da gennaio a marzo è stato registrato solo un leggero calo dell’1,2% dei biglietti acquistati per le tratte intercontinentali.


«Bisogna considerare che si tratta del trimestre più debole dell’anno, senza Pasqua né altre importanti festività che inducono a viaggiare», afferma Umberto Solimeno, presidente dell’Ibar, che insieme al segretario generale Luciano Neri ha presentato alla Residenza di Ripetta di Roma il primo studio sull’andamento del mercato italiano relativo ai primi tre mesi di quest’anno.


Un’analisi che passa in rassegna un unico canale di vendita: quello delle 2.300 agenzie di viaggi Iata, che include anche le Olta. «Mancano all’appello invece in vettori low cost – ricorda Neri – che, come sappiamo, valgono il 46% del traffico aereo».


Tra i biglietti venduti, uno su tre circa è per un viaggio intercontinentale, il cui valore degli acquisti è pari al 67%, di gran lunga superiore al 20% dei voli in Europa e al 13% di quelli in Italia. Nello specifico la maggior parte dei ticket (300.600, pari al 40%) riguarda le Americhe, «dove la concorrenza è più vitale e il valore delle transazioni è di 262,3 milioni di euro», precisa Neri.


«Con una crescita del 35% – aggiunge il segretario – l’Asia è l’area geografica che riscuote il maggiore interesse da parte del mercato italiano, anche grazie a un’offerta molto vasta e all’agguerrita concorrenza che ne deriva».


L’Ibar ricorda anche che la spesa pro-capite in Italia è stata di 138 euro, superiore alla media globale di 88 euro: un importo pari allo 0,5% del Pil.


Sul fronte della connettività, il nostro Paese è classificato dalla Iata al 37° posto con un totale di 236 collegamenti diretti in altrettante destinazioni, per un totale di 80 Paese.


Il World Economic Forum, da parte sua, accende i riflettori sulla competitività nel trasporto aereo, dove l’Italia si colloca al 27° posto. Quinta posizione, invece, per numero di vettori. Mentre sul fronte delle qualità delle infrastrutture lo Stivale slitta tragicamente al 67° posto. Le ragioni? La carenza di fondi e, in alcuni casi, la dispersione degli investimenti.

 

Nella foto: Umberto Solimeno, Araci Coimbra e Luciano Neri.

www.ibarair.eu

Roberta Rianna

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