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Unwto: «Nella regione araba il turismo è ancora debole»

DESTINAZIONI

07-05-2015 NUMERO: 14

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Taleb Rifai 2015 - UnwtoIl fascino c’è, l’appeal non manca, ma nella regione araba il turismo è ancora debole. È quanto emerso nel corso del Forum organizzato all’ATM-Arabian Travel Market di Dubai, al quale hanno partecipato il segretario generale dell’Unwto, Taleb Rifai (nella foto),  e i ministri del Turismo di alcuni Paesi arabi. Un vero e proprio summit sullo stato di salute del turismo arabo.

 

Le potenzialità ci sono tutte, così come le attrattive culturali e naturali, e un’offerta aerea che ormai permette di raggiungere qualsiasi destinazione araba da quasi tutte le principali città europee grazie all’espansione operativa di Emirates, Qatar Airways ed Etihad, ma il deficit è altrove, come ha sottolineato lo stesso Taleb Rifai: «Anche se tutti i Paesi arabi vedono nel turismo un enorme potenziale di crescita economica, ci sono fattori che deprimono queste potenzialità turistiche, come la scarsa offerta alberghiera adeguata ai vari target, certe procedure troppo lunghe per il rilascio dei visti e la presenza di guerre civili nella regione. Si tratta di elementi che scoraggiano il consumer turistico, che percepisce la regione araba come un’area instabile e poco sicura».

 

«I prossimi decenni – ha aggiunto Rifai – saranno decisivi per tutti i Paesi arabi, che dovranno raccogliere le sfide legate alla facilità di fruire di prodotti e servizi turistici adeguati agli standard internazionali. Eventi come l’Expo 2020 a Dubai e i Mondiali di calcio del 2022 nel Qatar saranno opportunità e vetrine di enorme valenza per la piena affermazione turistica dell’intera regione araba».

 

Unwto - Paesi arabi 2015In effetti, come ricordato da alcuni relatori presenti al Forum, queste sono sfide decisive per competere con altre regioni del mondo, perché la forza dell’Europa e dell’Asia è data anche da un consistente movimento turistico interregionale (l’85% degli arrivi nei vari Paesi europei e asiatici è rappresentato da viaggiatori provenienti da Paesi dello stesso continente), mentre le chance di crescita del turismo arabo sono essenzialmente legate alla sua capacità attrattiva sui mercati occidentali e internazionali in genere.

 

I viaggi nel mondo arabo: vola l’outgoing, soffre l’incoming
Crescerà a doppia cifra il volume di traffico di viaggiatori medio-orientali nel 2015: è quanto previsto dallo studio “Barometer of Travel Trends” di Visa presentato all’Arabian Travel Market.

 

In dettaglio l’81% della popolazione attiva dei Paesi arabi effettuerà almeno un viaggio nel corso dell’anno e più della metà di questi sceglierà destinazioni internazionali, prevalentemente europee. Sorprende anche la media di 13 notti per viaggio che saranno consumate dai viaggiatori arabi, con una capacità di spesa che si aggira sui 2.200 dollari a persona (pari a circa 2mila euro).

 

All’interno della regione mediorientale, poi, sono stati individuati due big spender: i viaggiatori dell’Arabia Saudita, che arriveranno a spendere 5.800 dollari per viaggio (5.200 euro), seguiti dagli egiziani con 4.900 dollari (4.400 euro). Spese che verranno effettuate nel 46% dei casi con l’uso esclusivo delle carte di credito con pagamento anticipato del costo del viaggio e del soggiorno, mentre per altre attività di divertimento e sport, il pagamento avverrà direttamente nella località di vacanza.

 

Altra annotazione di rilievo riguarda le modalità nella prenotazione: l’83% dei viaggiatori mediorientali ha già le idee chiare su “dove” andare in vacanza o come fare un viaggio, e la pianificazione diventa dunque un approccio facilitato all’eventuale consulenza dell’agente di viaggi di riferimento, utilizzato in un buon 40% dei casi.

 

Lo studio ha infine rilevato che stanno crescendo anche due tipologie di viaggiatori: gli individuali (superiore al 15%) e le cosidette “wonder women” (donne girovaghe) che in totale autonomia organizzano viaggi anche itineranti.

 

Riguardo all’incoming arabo delle destinazioni-guida come Dubai e Abu Dhabi, le autorità non fanno mistero circa la difficoltà del momento: il calo del prezzo del petrolio, la contrazione dei consumi turistici dell’Occidente, l’altalenante cambio valutario del dollaro (moneta di riferimento) e la crisi del mercato russo hanno contratto gli arrivi internazionali, ma si spera di recuperare su altri mercati (India, Corea, Cina) e le previsioni tracciano comunque una crescita del 7% per l’anno in corso, che a conti fatti è comunque un buon risultato.

 

Nico de Corato (Dubai Blog) - Tania Ciliberto 2015E c’è anche il Dubai Blog ‘made in Italy’
Non poteva che essere un dinamico giovane italiano l’ideatore del Dubai Blog incontrato all’Arabian Travel Market: si chiama Nico de Corato (nella foto con l’assistente Tania Ciliberto), con un recente passato da agente di viaggi e un futuro da “aggregatore digitale”, come lui stesso spiega: «Dubai Blog è un network di siti web e pagine sui principali social network in varie lingue. Un network consultato da visitatori leisure ma anche da uomini d’affari, come investitori e sviluppatori interessati a Dubai e agli Emirati Arabi in generale».

 

«Contiamo circa 2mila contatti al giorno – prosegue de Corato – e oltre 7mila follower sui social. Il range è quindi ampio e comprende dai singoli viaggiatori in cerca di info e curiosità a investitori attivi in vari settori. Abbiamo anche definito i vari target a seconda delle lingue: ad esempio, agli italiani tendiamo a fornire maggiori informazioni rispetto ai visitatori in lingua inglese che spesso già vivono negli Emirati».

 

Al momento Nico de Corato ha avviato Dubai Blog e Abu Dhabi Blog in inglese, italiano e arabo, e presto verrà rilasciata la versione in francese.

Andrea Lovelock

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