Giornale del 08 Maggio 2015

Wef: l’Italia s’è desta ma il ‘sistema’ pesa ancora

ATTUALITA'

08-05-2015 NUMERO: Giornale Online

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Turisti giapponesiPrima la Spagna. L’Italia solo ottava, ma in recupero rispetto allo scorso anno quando si era piazzata addirittura al 26° posto. Nella graduatoria stilata ogni due anni dal World Economic Forum, l’ente che organizza il summit di Davos con il gotha della finanza e della politica mondiale, è proprio il Paese iberico a confermare quanto l’attenzione data al turismo possa dare i suoi frutti.

 

I ricercatori del Forum, infatti, hanno classificato 141 Paesi in base al “Travel and tourism competitiveness index”, tra cui, dopo la Spagna, sul podio figurano anche la Francia e la Germania, seguite e ruota dagli Stati Uniti. Davanti al nostro Paese, ci sono poi anche Gran Bretagna, Svizzera e Australia, ma dietro si piazzano altri due appartenenti ai Paesi più avanzati: Canada e Giappone. Tra le maggiori nazioni poi, la Cina è 17ª, il Brasile 28°, la Russia 45ª e l’India 52ª. Gli Emirati Arabi Uniti sono 24° e primi tra le destinazioni mediorientali.

 

Italia troppo cara
La forza dell’Italia – sottolinea il rapporto – sta nelle sue risorse naturali e culturali (5ª) e nelle infrastrutture (13ª), ma resta molto cara (133ª per la competitività dei prezzi) e risente di un contesto poco favorevole per le imprese (127ª), di una burocrazia soffocante, di tasse elevate e una normativa sul lavoro molto rigida.

 

Qualche esempio? L’Italia è 140ª (quindi penultima) per le ricadute della tassazione sugli incentivi a lavorare o a investire. Per l’aliquota delle tasse sui profitti è al 129° posto. Pesa anche il sistema giudiziario, visto il 140° posto nell’efficienza del contesto legale per risolvere le dispute. Il nostro Paese è poi solo 65° per la priorità data al turismo: il governo in materia è all’87° posto, e per l’efficacia del marketing per attirare i turisti il Paese è decisamente a fondo classifica (123° posto).

 

Turismo mondiale, +3,4% negli ultimi anni
Stando al rapporto, l’Italia figura per l’appunto al primo posto “solo” per il numero di siti culturali patrimonio del mondo, le posizioni di vertice per l’accesso alla sanità (come altri Paesi occidentali) e anche per la copertura di telefonia mobile. Un po’ poco, però, per insidiare il primato dei cugini iberici che si sono conquistati la loro posizione non solo perché favoriti dalle risorse culturali del Paese, ma anche per la presenza di infrastrutture moderne ed efficienti e per essere riusciti ad adattarsi alla perfezione alle abitudini digitali dei consumatori: lo dimostra il quarto posto per la diffusione di sistemi online per le ricerche di entertainment.

 

Il settore turismo e viaggi rappresenta circa un decimo del Pil mondiale ed è cresciuto in media del 3,4% l’anno negli ultimi quattro anni, ben più quindi dell’economia mondiale, cresciuta solo del 2,3% in media, il che dimostra la resilienza del comparto agli shock economici.

 

Nei prossimi anni la crescita del turismo potrebbe accelerare al 5,2% l’anno, offrendo quindi ancora maggiori spunti di sviluppo per i Paesi che sapranno approfittarne.
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Giorgio Maggi

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