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Riad e Dar per vivere la storia

FOCUS MAGHREB

13-05-2015 NUMERO: 15

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El GhaliaC’è chi preferisce, in una vacanza, immergersi il più possibile nella storia, tradizione e cultura di un Paese. E a questo tipo di turista sono dedicati i soggiorni nei riad del Marocco – selezionati sul sito riadselection.com e inseriti nei cataloghi di molti t.o. –  e nei dar della Tunisia.


Si tratta di antichi palazzi, nel cuore delle medine, nobiliari o comunque appartenenti a famiglie facoltose, ripiegati su se stessi o meglio sui propri cortili, per conservare riservatezza, silenzio, tranquillità, frescura e che negli ultimi paio di decenni sono stati riscoperti, rivalutati, restaurati. E trasformati in residenze private o, più spesso in boutique hotel.

La vita intorno a un patio
Riad significa giardino ed è proprio questo, o meglio il patio interno organizzato intorno a una fontana, il nucleo delle dimore tradizionali maghrebine. Mimetizzato dai vicoli stretti della Medina, il riad è formato da due o tre piani al massimo ed è temperato tutto l’anno grazie a muri molto spessi. Un tempo le terrazze sui tetti erano riservate alle donne per le quali rappresentavano una sorta di finestra sul mondo o sui tetti dei vicini. Oggi queste terrazze sono meravigliosamente decorate e talvolta ospitano anche delle piscine.

 

A dare inizio alla trasformazione dei riad in hotel de charme sono stati quelli di Marrakech, inizialmente restaurati a uso privato. La declinazione in accoglienti residenze turistiche ha contribuito al rilancio turistico della Città Rossa, ed è stata poi allargata alle altre città del Marocco da Fez e Meknès, da Rabat a Tangeri e Essaouira. La scelta è vasta e si può spaziare tra moltissime sistemazioni adatte a tutte le tasche, dalle più economiche a quelli di lusso estremo. In alcuni è possibile degustare i piatti tipici della cucina marocchina, o usufruire di una spa con gommage a base di sapone nero, o beneficiare di una colazione in camera o, ancora, assistere a spettacoli approntati nel patio.

Hotel Le Dar Said - TunisiaCeramiche e artigianato locale
La risposta tunisina ai riad sono i dar. Anche in questo caso si tratta di palazzi e dimore storiche trasformate in alberghi con suite arricchite da ceramiche e tappezzerie locali.


Un esempio? La Chambre Bleue di Tunisi, una grande sala di un edificio storico nei meandri della Medina trasformato in un raffinato bed & breakfast di quaranta metri quadrati che comprende una grande stanza con una zona salotto e divano letto, un’alcova con un letto matrimoniale, un armadio e un bagno. Un ambiente d’antan dove non mancano riscaldamento centralizzato e connessione wifi.


Di tutt’altra interpretazione Le Dar Said, un hotel de charme ricavato in un palazzo costruito nella metà del XIX secolo sulle alture del piccolo villaggio di Sidi Bou Said  (a 15’ dall’aeroporto di Cartagine). Il restauro e la riqualificazione della dimora sono stati realizzati sotto la supervisione dell’ Istituto Nazionale del Patrimonio della Tunisia che ha salvaguardato lo spirito e le regole costruttive dell’epoca. Nonostante le nuove dotazioni legate al comfort, indispensabili, quasi tutto è stato ristrutturato con materiali originali: marmo, terracotta, gesso scolpito. La sua architettura moresca, gelosamente conservata, declina su sfondo di marmo bianco e blu, fontane, cortili, grate in ferro battuto in un’atmosfera di fascino senza tempo. Su una delle numerose terrazze campeggia la piscina, circondata da un rigoglioso giardino, che si affaccia su una delle più belle prospettive del golfo di Tunisi.

 

Da citare infine le riedizioni in chiave design dei dar tradizionali. Tra questi il concept hotel del gruppo HI, a Nefta, creato dall’architetto Matali Crasset: costruito da zero, si ispira come filosofia all’eleganza evocativa di una dimora tunisina di valore nobiliare.

Maria Paola Quaglia

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