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Turismo medico: trovare il benessere in India

DESTINAZIONI

14-05-2015 NUMERO: 15

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Ayurveda in Kerala - IndiaAll’inizio era soprattutto ayurveda e yoga. Culla della scienza ayurvedica, sistema olistico utilizzato per ottenere salute e longevità, è da sempre soprattutto il Kerala, terra di fiumi e di lagune nel sud dell’India: secondo il metodo vedico, che viene considerato il più antico del mondo, il benessere è il risultato di un equilibrio tra corpo e mente dovuto a numerose pratiche che insegnano a vivere secondo natura, assecondando i cicli principali della giornata e applicando corrette abitudini alimentari. È un ruolo fondamentale quello dell’India nel campo delle terapie naturali del benessere e della salute, al quale negli ultimi anni si è andata ad affiancare l’attrattività anche nel campo del cosiddetto turismo sanitario, legato alla medicina occidentale moderna. Insomma non più solo massaggio ayurvedico e ashram yoga, ma anche operazione all’anca e cataratte.


Con i suoi ospedali e medici altamente qualificati e formati in Gran Bretagna e Stati Uniti, l’industria del turismo medico indiano è una delle più floride e più strategiche del subcontinente, con un tasso annuo di crescita del 30%. Il governo intende proteggerla con la concessione di diversi tipi di vantaggi (anche fiscali) e con il miglioramento delle infrastrutture (posti letto, centri espositivi e congressuali, parchi a tema e via dicendo) per l’accoglienza di questi turisti della salute. Turisti che arrivano in massima parte da Stati Uniti, Europa e Africa.


Riconoscimenti internazionali

Ospedali privati quali Fortis, Max Health Care e soprattutto l’Apollo (dislocato in diverse località indiane e in altri Paesi asiatici), hanno ottenuto riconoscimenti internazionali per le attrezzature e i centri diagnostici, oltre a una competenza biotecnologica insuperabile e a un alto standard qualitativo. Senza contare che i costi arrivano fino al 70% in meno rispetto a quelli europei e americani. Un esempio? Secondo la Medical Tourism Resource Guide una valvola per il cuore in India costa 15mila dollari, negli Stati Uniti 150mila.


Chennai, che ogni giorno accoglie almeno 200 pazienti internazionali (pari a circa il 40% del totale), è considerata la capitale del turismo medico in India, un primato dovuto anche agli ottimi collegamenti aerei con gli Stati Uniti, il Medio Oriente e i Paesi europei. Ma seguono a ruota città come Delhi, Bangalore, Mumbai, Hyderabad e Ahmedabad, noti per avere numerosi ospedali di livello mondiale con servizi esemplari di assistenza sanitaria per i pazienti.

Dalle cure alternative ai trapianti di midollo
I trattamenti più richiesti dai turisti riguardano le cure alternative (ayurveda & co), i trapianti di midollo osseo, i bypass cardiaci, la chirurgia oculistica e la sostituzione dell’anca. In particolare il Paese è famoso per la cardiochirurgia (tutte le principali operazioni cardiache a cuore aperto con robot chirurgici) e per tutti gli interventi che richiedano le tecnologie più avanzate. Inoltre i medici indiani sono tra i migliori del mondo, tanto che secondo l’Organization for European Economic Co-operation (OECD) l’India è il Paese di origine degli oltre 56 mila dottori che esercitano la professione in Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada e Australia.

 

Il Paese viene visitato ogni anno da circa sei milioni di persone, ma il governo conta di raddoppiare questa cifra entro il 2016 proprio attraverso la promozione del turismo medico e del benessere, con particolare attenzione ai segmenti ayurveda, yoga, aromaterapia e cristalloterapia. Insomma i circa 500mila turisti della salute di oggi sono destinati a un incremento potente. E le strutture ospedaliere stanno crescendo come funghi.


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