Giornale del 12 Giugno 2015

De Ria, Fiavet: «Così porterò le agenzie nel futuro»

ASSOCIAZIONI

12-06-2015 NUMERO: Giornale Online

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Jacopo De Ria - FiavetTecnologia, formazione e coaching: i tre principali fronti d’azione Jacopo De Ria (nella foto), neo presidente di Fiavet. La mission? Accompagnare le agenzie di viaggi nel futuro del travel, potenziando i servizi per gli associati. Intervistato su Skype, a pochi giorni dalla sua elezione, De Ria dice la sua sugli argomenti più scottanti nel turismo. Innanzitutto la fee imposta da Lufthansa sulle prenotazioni tramite gds, giudicata «illegittima»; e il programma NDC di Iata che «rischia di nascere già vecchio».

 

Quali sono i dossier sulla sua scrivania, presidente?
«Stiamo già lavorando a una riorganizzazione interna, per adottare un nuovo modello e rendere la federazione più snella. Abbiamo poco tempo e va speso solo per analizzare i reali problemi della categoria. Quindi concretezza: vogliamo rimettere al centro le imprese, o meglio privilegiare la centralità degli imprenditori, il loro lavoro e quindi migliorare i servizi anche con attività che attirino nuovi soci. È questo il modo migliore per fare proselitismo, a cui si accompagna una migliore assistenza agli associati. Altro aspetto importante è la capacità di prospettare il futuro dell’intermediazione, offrendo alle adv strumenti per agire tempestivamente. Il punto di partenza è la tecnologia, che la stessa Fiavet dovrà utilizzare al meglio. Faccio un esempio: la seconda Giunta la faremo via Skype per ottimizzare tempi e costi. Da Fiavet deve prendere forma un nuovo modello di agenzia, che io chiamo Neta, ovvero New Engineering Travel Agent, focalizzato su tecnologia, formazione e coaching. Stando agli ultimi dati, il 65% delle adv utilizza ancora mezzi operativi inadeguati: da qui la necessità di riorganizzare l’accounting e sfruttare i social network. Un cambio di passo necessario per essere più competitivi. Come Fiavet potremmo ad esempio ipotizzare il recupero dei dati delle adv e dei loro flussi commerciali e, mese dopo mese, fornire loro informazioni su come correggere certe gestioni».

 

E sull’ipotesi di ingresso nella FTO, la casa comune di Confcommercio con Federviaggio e AINeT, cosa ci dice?
«Questa nuova federazione è un’opportunità. Come dice il premier Renzi, noi associazioni non possiamo essere “circoli del burraco”. Con le sinergie potremmo abbattere le quote e trovare altre aggregazioni. Nel caso specifico, Fiavet deve prima approvare il bilancio e poi aprire una discussione con gli organi interni. Abbiamo un grande sistema territoriale che dobbiamo far valere, perché corrisponde al rapporto diretto con le agenzie e con le varie Ascom. In più Fiavet ha un ruolo sindacale che pesa parecchio. Tutti fattori che bisogna considerare».

All’Assemblea Iata il ceo Tony Tyler ha rilanciato il Programma NDC. Qual è la sua posizione su questo fronte?
«In generale non siamo favorevoli. È un progetto avviato nel 2013 e ancora oggi non se ne conosce la sua destinazione operativa ed è, in effetti, un gds targato Iata che coinvolge solo 24 vettori e nemmeno per tutte le operazioni. Non si sa ancora se sarà una piattaforma prevalentemente B2B oppure B2C. Oggi sappiamo che NDC dovrebbe decollare nel 2017, ma temo che con l’accelerazione tecnologica, come ad esempio l’evoluzione delle app, NDC nasca già vecchia».

 

Caso Lufthansa: temete che altre compagnie possano imporre una fee sugli acquisti tramite gds?
«Abbiamo inviato una lettera a Lufthansa perché riteniamo illegittima la procedura. Il contratto tra adv e vettori Iata non può essere modificato unilateralmente. Tra l’altro ci sono già dei contenziosi che ci danno pienamente ragione e ci sono stati casi di altri vettori, come Turkish, Virgin e Aeroflot, che avevano avviato azioni simili e poi hanno fatto marcia indietro. Chiediamo, quindi l’immediato annullamento della circolare. Se non ci sarà un serio ripensamento, siamo pronti a far causa e andare in tribunale».


Cosa ne pensa della direttiva UE per il turismo online?
«In Italia, come in Europa, deve prevalere il concetto “unico mercato, uniche regole, uguali per tutti”. Dobbiamo puntare i piedi e chiedere sanzioni severe contro l’abusivismo 2.0. Quello degli pseudo-operatori che svolgono attività in Italia, però contratti e pagamenti vengono fatti su server all’estero, evitando così di pagare le tasse nel nostro Paese. C’è poi la necessità di chiedere con forza l’armonizzazione dei regimi Iva e delle tassazioni, su cui stiamo già lavorando con il nostro consulente legale e con l’ufficio Confcommercio a Bruxelles. Non credo, comunque, che il mercato online sia una minaccia: mi ha molto colpito uno studio Asta, l’associazione delle adv Usa, da cui è emerso che negli Stati Uniti c’è un forte ritorno alle agenzie. Ci sono poi i Millennials, i nuovi viaggiatori che possiamo intercettare se parliamo la loro lingua ».
www.fiavet.it

Andrea Lovelock

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