Giornale del 22 Giugno 2015

Ciset: è l'anno della ripresa, grazie al traffico domestico

ITALIA

22-06-2015 NUMERO: Giornale Online

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Famiglia - marePossibile rilancio per il turismo italiano. Lo sostiene il Ciset-Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica in base alla sua indagine congiunturale sulla stagione estiva 2015: e questo grazie al buon traino del turismo estero e alla forte ripresa del traffico domestico. Pressoché stabile, invece, la propensione a fare vacanza all’estero da parte dei nostri connazionali, che comunque rivolgeranno il proprio interesse soprattutto verso mete vicine a casa e saranno attenti al rapporto qualità-prezzo delle offerte.

 

Secondo gli intervistati, tra maggio e ottobre 2015 gli arrivi dei turisti stranieri in Italia dovrebbero aumentare del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2014, mentre le presenze cresceranno del 2,6%. Incremento anche per il turismo domestico: +1,4% per i flussi e +0,7% per le notti, con una tendenziale riduzione della permanenza media.

 

Positiva anche l’evoluzione del fatturato del turismo in Italia: +1,3% rispetto all’estate 2014, trainato dalla crescita della spesa dei turisti stranieri, ma anche da una maggiore disponibilità ad acquistare servizi turistici da parte degli italiani.

 

Sempre secondo l’indagine Ciset l’effetto dell’Expo appare limitato: meno di un quarto degli operatori intervistati lo segnala come motivo di aumento del turismo in Italia nell’estate 2015, probabilmente anche perche si svolge in una stagione che già di per sé richiama visitatori attratti dalle bellezze del nostro Paese. E comunque si tratta di un evento considerato maggiormente importante per il mercato internazionale che non per quello domestico.


Arrivi dall’estero: crescono Usa, Germania, Giappone e Francia
Tra i principali Paesi di origine dei turisti stranieri, sempre secondo gli intervistati, saranno gli USA a registrare la dinamica più interessante nell’estate 2015, seguiti da Germania, Giappone e Francia. In leggera crescita anche i turisti provenienti dalla Gran Bretagna, mentre tra gli altri mercati europei segnalati dagli stessi operatori spiccano Austria, Svizzera, Belgio, Olanda, Polonia e Repubblica Ceca; stabile la Russia, penalizzata dall’embargo. Tra i mercati extraeuropei vengono citati Turchia, Cina, Brasile, India, Emirati Arabi e Australia.

 

La classifica dei prodotti turistici più gettonanti per l’estate 2015 vede ai primi posti il turismo culturale e d’arte, seguito dall’agriturismo e dal turismo verde in genere, dal turismo fitness e benessere e dal turismo balneare, che dopo alcune stagioni ritorna nel gruppo dei top 4, sopravanzando le crociere.

Buona anche la performance della vacanza ai monti e del soggiorno termale tradizionale, mentre è sostanzialmente stabile il turismo lacuale. Ancora leggermente negativi, ma in ripresa, il turismo d’affari e quello per convegni e congressi, che comunque accusano una flessione “fisiologica” soprattutto nei mesi centrali dell’estate.

 

Gli italiani privilegiano l’Europa
Per gli italiani che invece faranno una vacanza all’estero le destinazioni preferite saranno, nelle opinioni degli intervistati, quelle europee a breve-media distanza, localizzate prevalentemente in Sud ed Est Europa (Spagna e isole, Grecia e isole, ma anche Croazia e Slovenia). In leggera crescita anche Europa Centrale, Nord Europa e le Americhe, mentre è prevista una tendenziale flessione per le principali mete asiatiche e soprattutto per la sponda africana del Mediterraneo e per il Medio Oriente, data la situazione instabile e l’eco ancora viva del recente attentato terroristico in Tunisia.

 

A conti fatti la crescita economica risulta uno dei fattori “motore” di questa ripresa. Nonostante una quota di intervistati non veda ancora grandi cambiamenti in atto, aumentano gli operatori che segnalano un miglioramento dell’economia reale, sia a livello internazionale che italiano, e quindi una nuova voglia di concedersi una vacanza anche da parte di chi aveva magari rinunciato nella scorsa stagione.

 

A fronte di questo andamento, c’è chi si chiede se e in che misura l’Italia sia competitiva rispetto ad altre destinazioni in termini di rapporto qualità-prezzo, nonostante anche il deprezzamento dell’euro rispetto al dollaro.
www.unive.it/ciset


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