Giornale del 26 Giugno 2015

Le adv boicottano Lufthansa: si allarga lo stop alle vendite

ATTUALITA'

26-06-2015 NUMERO: Giornale Online

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Agenzia di viaggi intIl mondo delle adv non ci sta: monta la rabbia dell’intermediazione per la decisione del Gruppo Lufthansa di introdurre il DCC (Distribution Cost Charge) di 16 euro a biglietto e di ridurre allo 0,1% le commissioni riconosciute alle agenzie.

 

Per valutare le azioni legali contro il gruppo tedesco è stato convocato per la mattina del 1° luglio a Roma, nella sede di Fiavet nazionale, un tavolo tecnico con gli avvocati di Federviaggio, AINeT, Assoviaggi, Astoi e di Fiavet stessa. In agenda, oltre alla questione Lufthansa, anche il progetto NDC (New Distribution Capability) di Iata. Secondo alcune indiscrezioni, le sigle potrebbero discutere anche del Fondo di Garanzia, avanzando le richieste delle categorie turistiche al governo.

 

La protesta delle adv dilaga anche in Italia
Le proteste degli agenti di viaggi prendono dunque forma e sostanza anche in Italia dopo il clamoroso annuncio della Business Travel Coalition, gruppo di pressione di agenti negli Usa, che ha lanciato l’Air Channel per promuovere a livello mondiale la scelta del sistema di distribuzione per le agenzie di viaggi e per i loro clienti, rifiutando qualsiasi sistema di vendita diretto dei vettori aerei.

 

Dopo il gruppo di adv toscani che nei giorni scorsi ha annunciato il suo boicottaggio commerciale nei confronti del Gruppo Lufthansa, arrivano conferme anche da altre parti d’Italia. Ad esempio, oltre 200 agenzie di viaggi dell’Emilia-Romagna hanno già diramato una nota nella quale intimano a Lufthansa una retromarcia: in caso contrario verranno bloccate le vendite di tutti i voli del Gruppo, cercando di dirottare i clienti verso altre compagnie aeree.

 

«Fortunatamente oggi – spiega Paolo Mazzola, presidente di Fiavet Emilia Romagna-Marche – ci sono tantissime alternative aeree e se Lufthansa non rivede le sue decisioni, noi procederemo secondo i nostri interessi, vendendo altri vettori. Per il momento attendiamo: ma se Lufthansa dovesse risponderci negativamente, fosse anche nel pieno della stagione estiva, non esiteremo comunque ad adottare lo stop commerciale».

 

Ancora più circostanziata la posizione in Puglia, che ci illustra Pietro Innocenti, presidente Fiavet Puglia: «Fin dai primi giorni successivi alla decisione di Lufthansa, molti agenti di viaggi pugliesi hanno rallentato le vendite del gruppo tedesco; purtroppo dalle nostre parti, avendo su Bari il volo quotidiano su Monaco di Air Dolomiti, non possiamo contare su molte alternative. Ciononostante abbiamo quasi tutti condiviso la necessità di dare un segnale forte al vettore e siamo intenzionati a puntare sullo stop delle vendite LH per il lungo raggio. E questo perché il passo di Lufthansa è una disintermediazione di fatto, che colpisce non solo le agenzie di viaggi, ma anche il sistema dei gds e la stessa Iata. Una decisione come questa, che fa cadere procedure e norme contrattuali, è inaccettabile e mi auguro che le associazioni di categoria, a partire dalla Fiavet Nazionale, prendano subito provvedimenti seri ed efficaci. Anche perché – conclude Innocenti – ci sono rumors su KLM ed Air France pronte ad adottare le stesse scelte di Lufthansa».

 

Mazzi, Fiavet Lazio: «Fare fronte unico»
Su tutti, poi, c’è il ragionamento di Ernesto Mazzi, presidente Fiavet Lazio ed esperto Iata e di rapporti con le compagnie aeree: «Come da noi richiesto, si terrà il prossimo 1° luglio una riunione trasversale con tutte le associazioni di categoria per fare, una volta tanto, fronte unico rispetto a quelli che sono due gravi danni a scapito delle agenzie di viaggi e del consumatore aereo. In primo luogo la DCC di Lufthansa è un’illogicità operativa perché va a colpire i segmenti bigliettati, ovvero quei passeggeri che effettivamente partono, acquistano e quindi rappresentano un’entrata, rispetto ai segmenti invenduti che sono invece il vero problema di costi che ogni compagnia aerea vorrebbe tagliare. Evidentemente in Lufthansa questa decisione è stata presa da un ragioniere del revenue e non da un commerciale perché è stato fatto un mero calcolo di nuove entrate senza capirne le conseguenze».

 

«Il secondo danno – aggiunge Ernesto Mazzi – è quello della commissione allo 0,1%, che è una palese violazione del contratto Iata, in quanto si tratta di decurtazione unilaterale e con l’aggravante di aver considerato che la remunerazione che spetta di diritto a chi fa biglietteria “vale” solo lo 0,10. A questo punto occorre dare un segnale forte anche per altri vettori che sembra stiano considerando le stesse misure prese da Lufthansa».

 

Anche in Italia, quindi, si sposa il concetto espresso da potenti gruppi internazionali dell’intermediazione: «Nessun sistema diretto di vendita delle compagnie aeree, ad oggi, può sostituire la professionalità conseguita dai gds che tende sempre alla diminuzione dei tempi di lavoro degli operatori, tale da garantirne la massima efficienza e professionalità. Il sistema proposto da LH Group, inoltre, non tiene conto di tutte le interazioni, ormai indispensabili, tra programmi di contabilità e gds sia per una corretta rendicontazione contabile sia per estrarre statistiche e dati necessari, soprattutto, per il settore del Business Travel. Anche se poi, in futuro, tale aspetto fosse risolto, comporterebbe ulteriori spese a carico degli agenti di viaggio per interfacciare i sistemi»., conclude Mazzi.

 

Secondo quanto sostenuto dalla stessa Iata, ancora oggi il volume di biglietteria aerea che transita attraverso le agenzie di viaggi è pari a un 43% sul totale della biglietteria aerea venduta. Un patrimonio da far valere.

Andrea Lovelock

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