Giornale del 26 Giugno 2015

Crociere, Clia: lo stallo di Venezia rallenta la crescita

NAVIGARE

26-06-2015 NUMERO: Giornale Online

Invia
Francesco Galietti - Clia ItaliaRallenta il trend di crescita delle crociere in Italia: nel 2014 sono stati registrati 6,1 milioni di passeggeri, con un incremento dello 0,7%, ben al di sotto della media europea. Un risultato lontano dalle performance della Germania (+6,3%) e della Francia (+3,9%). Eppure il contributo economico è di tutto rispetto: lo scorso anno in Europa si sono toccati i 40,2 miliardi di euro di fatturato per oltre 102mila posti di lavoro, mentre l’impatto in Italia è stato di 4,2 miliardi di euro.

 

Se dalle nostre parti il segmento cresce meno che in passato è colpa di mancati investimenti, di miopie politiche e soprattutto di situazioni d’emergenza come lo stallo di Venezia, evidenziato da Francesco Galietti (nella foto), direttore nazionale di Clia Italia: «Siamo penalizzati dalla questione di Venezia, hub fondamentale del Mediterraneo orientale, una delle rotte più richieste con porti come Dubrovnik e Corfù. In soli due anni, le limitazioni del Decreto Clini-Passera – stop alle navi superiori alle 96mila tonnellate – hanno mandato in fumo oltre 40,2 milioni di euro in termini di spese di crocieristi e di navi. Mancati incassi per un territorio e per oltre 200 aziende che ruotano intorno al business delle crociere».

 

«Ora è arrivato il momento di avere un quadro regolatorio certo e una soluzione definitiva al passaggio a Venezia – ha aggiunto Galietti – Le proposte ci sono e riguardano il canale alternativo di Vittorio Emanuele, mentre la soluzione della piattaforma al Lido farebbe definitivamente perdere a Venezia il suo ruolo di home-port. Attendiamo una soluzione ragionevole che salvi una delle nostre più ambite destinazioni».

 

Al momento, però, è tutto fermo e questo vuol dire aver perso quote-mercato anche per il 2016, visto che le compagnie di crociera con le loro pianificazioni delle rotte non attendono certo i tempi della politica.

 

Anche per il vice presidente di Federturismo e presidente del Venezia Terminal, Roberto Perocchio, «occorre fare in fretta perché il settore delle crociere in Italia è strategico, con enormi ricadute economiche positive su territorio e su occupazione. Sono infatti molti gli operatori turistici a puntare sull’indotto crocieristico, dalle agenzie di viaggi agli albergatori, ed è bene pretendere dalla politica una lungimiranza che non faccia perdere altre quote-mercato».

 

Secondo Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze alla Camera, «bisogna procedere in due rapidi passaggi: il primo è ridurre la pressione fiscale e quella regolatoria; il secondo è affrontare priorità infrastrutturali che ridiano slancio al comparto. Quella che serve è una vera strategia d’attrazione che riguardi anche, in generale, il turismo italiano».

 

Si attende ora un segnale forte su Venezia, che potrebbe contribuire a far ripartire la crescita del settore.
www.cruising.org

Andrea Lovelock

Ultimi articoli in NAVIGARE