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L'altra Cina: crescita a due cifre per il Guangxi

DESTINAZIONI

01-07-2015 NUMERO: 22

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Guangxi - CIna“East or West. Guangxi, landscape is the best”. Un motto sicuramente efficace quello scelto dall’Ufficio Turismo della Regione autonoma del Guangxi, luogo di grande suggestione dove le montagne toccano il cielo, fiumi limpidi e pescosi scendono lenti attraverso risaie millenarie e si respira ovunque un’aria arcaica e magica.

 

Siamo in Cina, in una Cina “diversa”, ma che si sta affermando anche tra i turisti europei e, quindi, anche tra gli italiani, che sempre più spesso scelgono questa regione come meta dei loro viaggi. «In due anni – ha spiegato Lai Fyqiang, amministratore dell’ente turistico del Guangxi – dal 2012 al 2014 c’è stato un incremento del 16,7% del turismo proveniente dall’Italia».

 

In questo periodo gli italiani che hanno navigato il fiume Li, che hanno scelto la spiaggia e il mare di Beihai o che si sono inoltrati a fare climbing o una semplice passeggiata sulle montagne arrotondate nei pressi di Yangshuo, sono passati da 19.940 a 23.507. E le previsioni per il 2015 parlano di ulteriori aumenti.

Queste cifre sono state rese note a Roma in una conferenza stampa tenuta dai rappresentanti dell’ufficio regionale cinese e da Liu Cheng, direttore dell’Ufficio del Turismo cinese in Italia, reduci dall’Expo di Milano.

 

«Italia e Cina – ricorda Liu Cheng – sono legate da una storia e da una cultura millenaria, e da secoli coltivano rapporti sotto svariati punti di vista. Nel 2014 sono stati 250mila gli italiani che hanno visitato la Cina in veste di turisti, mentre sono stati oltre 500mila i cinesi giunti in Italia per lo stesso motivo».

 

Una Cina antica, una natura incontaminata
Il Guangxi, circa 240mila chilometri quadrati per quasi 50 milioni di abitanti, si trova a sud-ovest della Cina al confine con il Vietnam, con cui condivide non solo alcune tradizioni, ma anche la minoranza etnica dei tay, la più numerosa della nazione asiatica.

 

Insomma siamo lontani dalla Cina più nota: Shanghai dista poco più di 2mila chilometri e Pechino addirittura 2.565 chilometri, da Nanning, la capitale di luoghi che sembrano disegnati, ma che sono lì, veri, e che aspettano solo di essere ammirati, respirati, assaggiati.

 

Chi visita il Guangxi lo fa per immergersi in una natura ancora incontaminata, per toccare da vicino una Cina antica che sta via via scomparendo e per poter un giorno sperare di poterci tornare. Chi già ci è stato ha potuto visitare villaggi di contadini che riportano indietro nel tempo, ha provato l’ebbrezza di assistere alla pesca con il cormorano sulle zattere di legno, si è addentrato in caverne e grotte circondato da farfalle mai viste, o più semplicemente ha fatto una crociera sul fiume con annesso spettacolo di luci e fuochi sul fare della sera.

 

E, a proposito di spettacoli, da non perdere quello che ogni anno va in scena sul fiume Li affidato alla regia di Zhang Yimou, lo stesso della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Pechino 2008, in cui vengono coinvolte oltre 1.000 persone per «uno spettacolo fatto dalla gente e da Dio», sostiene chi ha avuto modo di vederlo dal vivo riferendosi alla bellezza delle coreografie incastonate nell’unicità dei posti in cui si svolgono.

 

Il Guangxi insomma è un melting pot di bellezze paesaggistiche, culture e tradizioni che da qualche anno vanno a braccetto con la modernità e la tecnologia, come ad esempio i treni ad alta velocità, i cinque aeroporti o i 477 fra hotel e resort internazionali presenti.
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Antonio Savarese

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